“U’ stabilimientu abbruciatu”, esempio di architettura industriale, si sgretola sempre di più

Ci penseremo quando sarà troppo tardi! La “Mannara di Montalbano”, in località Pisciotto, sulla costiera sciclitana, abbandonata a se stessa. Anni di solleciti e di denunce per la messa in sicurezza della “Mannara di Montalbano”, vale a dire l’ex stabilimento industriale Fornace Penna, non sono serviti a niente. Il reperto storico risalente agli inizi del ‘900 e ancora li, senza che nessuno intervenga. La Fornace fu costruita tra il 1900 e il 1912, a cura dell’ingegnere sciclitano Emmolo, commissionata dal Barone Penna che a quei tempi possedeva buona parte del territorio marittimo compreso tra Marina di Modica e Sampieri. Lo stabilimento, destinato alla costruzione di laterizi, produceva ogni giorno tra i 6 e gli 8 mila pezzi grazie all’efficace ed innovativo forno Hoffman. Tutto cessò il 26 gennaio del 1924 a causa di un incendio per il quale più di 100 operai persero il lavoro. Di lì a poco la fabbrica fu abbandonata. La dinamica dell’incendio non fu mai accertata ma voci popolari vociferavano di motivi politici mentre qualcun altro propendeva per ipotesi concorrenziali. Fatto sta che la Fornace, testimone della prima guerra mondiale, è oggi un interessante rudere di architettura industriale tra i più affascinanti della Sicilia, meta di tantissimi turisti che possono ammirare questo fantastico reperto archeologico oggi solo nel Sud più ad est della Sicilia abbandonato a se stesso. Il panorama del mare di Sampieri caratterizzato da questa “baia laica”, cosi definita da Vittorio Sgarbi, rischia di andare perduto per sempre. Tante le parole spese dai tanti politici di turno, ma nessun fatto reale, solo il rumore del vento che sferza l’antica “Mannara” e delle onde del mare che coprono lo scroscio dei pezzi che cadendo si sgretolano nel suolo.

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