La protesta di oggi a Ragusa per chiedere di accelerare l’iter sulla Ragusa-Catania. Ecco quali le richieste delle associazioni di categoria

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Abbiamo fatto bene a manifestare per il raddoppio della Ragusa Catania. Ogni volta che il comitato delle organizzazioni di categoria e delle parti sociali, annuncia e organizza unitariamente manifestazioni: si ottiene un piccolo passo avanti. Ad affermarlo è il Comitato per la realizzazione della Ragusa Catania in protesta presso Piazza Poste a Ragusa. E’ successo il 17 novembre del 2003, il 12 e il 14 aprile del 201. E’ successo anche oggi. Il parziale via libera dato ieri dal pre CIPE conferma come il progetto di finanza sia valido e non esiste un piano B che ha creato solo confusione. Siamo in ritardo di oltre 10 anni per l’apertura dei cantieri. Tra i tanti annunci era stato detto che l’opera doveva partire entro il dicembre del 2017. Invece, questi 68,66 chilometri di raddoppio rimangono sempre e solo virtuali. Oggi le organizzazioni aderenti alla manifestazione hanno affermato con forza che l’opera è sostenuta dal basso. Una delegazione ha incontrato il capo di gabinetto del prefetto, Barbaro, a cui sono state riportate le istanze della manifestazione. Lo stesso capo di gabinetto ha assicurato come l’attenzione della prefettura sia massima e continuerà l’interlocuzione con il comitato. La Ragusa Catania fa parte delle 47 opere strategiche attualmente al palo ma è grazie a quanto fatto dal territorio che l’opera e ad un passo, rispetto alla altre, dalla cantierabilità. 11 governi nazionali, 7 governi regionali non sono bastati a concludere l’iter burocratico dell’infrastruttura. Per questo, concludono, il nostro impegno e la nostra mobilitazione non finirà fino a quando non avremo certezza di questa fase “transitoria” che si concluderà con l’approvazione del progetto definitivo e con la relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Come abbiamo annunciato, questa di oggi è l’inizio di una nuova serie di manifestazioni. La nostra vigilanza e le nostre sollecitazioni continueranno fino all’approvazione del progetto esecutivo. Non molliamo!

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