8 marzo con gli studenti per parlare di salute e prevenzione al “Giovanni Paolo II” di Ragusa

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Un’immagine bellissima quella della sala, troppo piccola per tanti partecipanti, che ha ospitato gli studenti degli Istituti Istruzione Superiore “G.B. Vico, R. Gagliardi e Umberto I” – Ragusa e il liceo Scientifico “E. Femi” Ragusa.
Visi belli, espressioni sorridenti e carichi di gioventù, con accanto il colore delle mimose, mazzetti offerti dai Volontari del Tribunale del Malato e CittadinanAttiva. Così si è presentato l’incontro organizzato in occasione della Giornata della Donna sul tema: “La difficoltà della prevenzione” – Costruiamo una Rete”.
Dopo i saluti del dott. Pasquale Granata, direttore sanitario del P.O. Giovanni Paolo II, e del dott. Luigi Rabito, nella veste di Assessore del comune di Ragusa, a dare inizio ai lavori è stato il dott. Giuseppe Bonanno, direttore dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia che ha annunciato, in diretta, che nel suo reparto è stata individuata una stanza che accoglierà le donne vittime di violenza.
L’intervento si è focalizzato sull’importanza della prevenzione partendo proprio dai giovani. «Molti di voi sono a conoscenza del rischio delle malattie sessualmente trasmesse. Eppure, quando si parla di infezione da papilloma virus – HPV-, questa consapevolezza cala bruscamente. Infatti, sono pochi quelli che ne hanno sentito parlare. Esiste un vaccino che può prevenire e abbassare sensibilmente- del 98% – il rischio di sviluppare la malattia, vari tipi di tumore».
Si è parlato anche di corretti stili di vita, allettamento al seno e dell’importanza del prendersi cura della propria salute. La dr.ssa Daniela Bocchieri, referente dell’Educazione alla Salute dell’Asp di Ragusa, ha sottolineato che – «occorre stimolare l’attitudine alla consapevolezza della propria salute come capitale da amministrare, diritto dovere del cittadino. E’ necessario incrementare la conoscenza e la consapevolezza dei pericoli per la salute associati a una alimentazione sregolata, fumo, alcool e consumo di rapporti sessuali troppo precoci con conseguente uso di contrattaccativi e/o pillole del giorno dopo assunti senza il controllo del medico.» Infine, ha rimarcato, quanto sia essenziale la collaborazione con la scuola e, in questo, l’Asp di Ragusa con il Servizio di Educazione alla salute, da più di vent’anni, ha stretto una fattiva collaborazione con gli Istituti scolastici portando avanti progetti che sono stati utili per gli studenti. Erano presenti anche le insegnanti: Luisa Gentile, Maria Cicero e Irrera Grazia.
«La parità di genere, il 2017 anno nero per l’Italia: il 61,5% delle donne che lavora viene pagato poco o niente – con queste percentuali, il dott. Giuseppe Giudice, dirigente medico dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’OMPA, ha introdotto la sua interessante relazione. – La PREVENZIONE è diagnosi precoce. Cure e blocco delle malattie, ma anche buona qualità della vita. I programmi di screening, in Italia, pur rappresentando una delle più vaste esperienze di sanità pubblica, non riscuotono l’adesione che meriterebbero. Gli inviti per i tre programmi di screening oncologico: cervice uterina, mammella e colon retto –, che garantiscono il rispetto dei più elevati standard internazionali di qualità e continuano a ridurre efficacemente l’incidenza e la mortalità per cancro nella popolazione, confermandosi uno strumento fondamentale di prevenzione, tuttavia, non registrano una risposta di adesione alta. Infatti, ci manteniamo al di sotto del 50 per cento di adesioni. L’unico programma che supera questa percentuale è quello mammografico con un 58,64%. Quello colon rettale è del 44% e quello cervicale del 41,5%. E’ necessario un cambiamento».
Affrontato, anche, il tema dell’adolescenza e contraccezione. Risulta che, negli ultimi anni, si è abbassata l’età media del primo rapporto sessuale e ampliato il numero dei partner sessuali nel breve periodo.
Pubertà e primi rapporti sessuali: sempre più precoci e con partner multipli

• 12-13 anni (media: 12.43 anni): età del 1° ciclo (menarca) (dati 2012-2013)

• 7 ‰ tasso di fecondità a 15-19 anni (dati francesi, 2013)

• 14 anni: 1 su 6 ragazze ha già fatto l’amore (SIGO, 2010)

• 15-18 anni: 6 su 10 ragazze (SIGO, 2010; dati francesi, 2013)

• le relazioni sono sporadiche: da 5 a 15 volte all’anno

• il 40% dei maschi e 27% delle femmine ha più di 1 partner nell’arco dell’anno.

Secondo un’indagine, condotta con le ragazze e ragazzi, risulta che la maggior parte di loro cerca le informazioni in ambito sessuale e riproduttivo su internet. Solo 1 su 4 in famiglia, mentre il 94 per cento ritiene che la scuola dovrebbe garantire l’informazione su sessualità e riproduzione.
Un contributo interessante è arrivato dall’intervento del dott. Giovanni Ruvolo, sindaco di Caltanissetta che ha parlato dell’esperienza della “Rete per la Fertilità”, costituita a Caltanissetta il 22 settembre del 2016. Della Rete promossa dal Sindaco del comune di Caltanissetta aderiscono oltre all’Asp di Caltanissetta, Ufficio Scolastico Regionale Sicilia – A. T. Ufficio VI, il Volontariato, i vari Ordini di professionali. Obiettivi della Rete attivare azioni di tipo informativo e formativo rivolte alla cittadinanza e ai professionisti del mondo scolastico e sociosanitario alla luce degli obiettivi specificati dal Piano per la Fertilità. Individuare strategie di promozione della fertilità coinvolgendo le famiglie, i pediatri, i medici di medicina generale, le farmacie, le associazioni dei cittadini, i Comitati di quartiere, gli psicologi e gli insegnanti costruendo un’alleanza tra famiglia, scuola e professionisti socio sanitari. Molto partecipato il dibattito con i partecipanti all’incontro, ricco di spunti e considerazioni utili per azioni future.

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