Il consigliere comunale M5s Sergio Firrincieli interviene sulla presunta riduzione del carico fiscale al Comune di Ragusa

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“L’amministrazione comunale di Ragusa ha creato ad arte una operazione di cosmetica contabile che, a discapito dei proclami, non offre alcuna riduzione del carico fiscale nonostante l’ampliamento delle categorie che, dapprima esenti, da oggi pagheranno l’Imu. A fronte del principio “pagare tutti per pagare meno” pensiamo che si poteva incidere maggiormente sul ribasso, stabilito invece, in un timido 0,10”. E’ il senso della contestazione che arriva dal Movimento Cinque Stelle che, durante la discussione di martedì scorso in Aula, ha presentato un emendamento della delibera in cui si individuano le nuove tariffe di Imu e Tasi.

Cosa c’è che non va? “Per le categorie A10, titolari di uffici e studi privati, nonostante il calo dell’aliquota comunale da 10.1 a 10.0 – spiega il consigliere pentastellato Sergio Firrincieli – si avrà un aumento della tassazione generale per una minore deducibilità dell’imponibile che mentre per la Tasi è al 100%, per l’Imu è al 40%. Avere perciò alzato l’Imu e abbassato la Tasi non è stata una scelta propriamente felice per le partite Iva e i piccoli imprenditori che, anche quando proprietari di immobili di categoria C (negozi e botteghe, magazzini e locali da deposito, rimesse, tettoie aperte e chiuse, ecc.), subiranno lo stesso aumento di cui avranno modo di accorgersi in occasione della stesura nella dichiarazione dei redditi. Quindi, Imu bassa e Tasi alta per le categorie in oggetto. Non bisognava toccare nulla o quantomeno limare quello 0,10 sulla Tasi per gli immobili A10 e lasciare a 7,6 l’Imu per la categoria C e variare la Tasi a 1,4. L’atto è stato emendato in tal senso dal nostro gruppo consiliare”.

Il civico consesso tornerà a riunirsi oggi pomeriggio in prosecuzione di seduta. “Avremo modo di verificare – chiarisce Firrincieli – se, rispetto a quanto è stato sottolineato dal nostro movimento, prevarrà il buon senso per venire davvero incontro alle esigenze della collettività e soprattutto dei piccoli imprenditori che potranno così porsi in maniera più competitiva, visto che il carico fiscale sarebbe in questo modo ridotto, sui mercati”.

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