Blue tongue, i bovini in quarantena a Ragusa

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Blocco della movimentazione degli animali. Su un territorio di 20 chilometri dall’azienda «sentinella» in territorio di Ragusa. Il «nuovo sierotipo 4» del virus della Blue Tongue ha creato non pochi problemi agli allevatori ragusani costretti, in questa fase, a parecchie restrizioni.
Secondo gli allevatori sarebbe stato sufficiente monitorare il sierotipo circolante creando una zona cuscinetto circoscritta al territorio in cui è stato riscontrato. Ad oggi gli animali non possono circolare in un’area di oltre venti chilometri dall’azienda sentinella, più altri 100 chilometri dall’area sottoposta a sorveglianza sanitaria. Al danno si aggiunge la beffa. I vaccini in uso alle aziende agricole per altri sierotipo non possono essere utilizzati per questo nuovo virus della blue Tongue (perché non contengono il sierotipo 4).

6 Commenti

  1. L’insetto (culicoides) che veicola l’agente patogeno (reoviridae-orbivirus) va in giro con una muta antigelo . .
    E tutta una FAKE NEWS atta a favorire “qualcuno”…
    Tirare fuori le trappole di cattura dell insetto , collocate nell’azienda sentinella in questione .

    N.B. ++Fare intervenire i reparti speciali dei CC e allertare il Ministero della Salute oltre all’AntiMafia ed agli
    Istituti di Entomologia delle regioni colpite .
    ++ E tutto un maschieramento per non fare spostare i bovini locali da macello (carne pregiata).

    Al Moderatore con preghiera di pubblicazione , Grazie .

  2. Con le temperature di quest’anno e di questo periodo non dovevano esserci di questi problemi .
    A meno di lanci non autorizzati da parti di soggetti sabotatori nei pressi dell’azienda sentinella .

  3. Allertare i reparti anti-terrorismo ed attivare le difese contraeree per un attacco di insetti che si sono addentrati sul territorio Ibleo .
    Si sospetta l’azione subdula di qualche Emiro locale , spalleggiato da elementi extra-territoriali , con al soldo agenti sotto copertura locali .

  4. Urgente intervento delle massime Autorità locali e della Prefettura al fine di comprendere e capire cosa sta accadendo sulle spalle delle aziende d’allevamento sul territorio .

  5. Nulla da eccepire in generale sulla correttezza, pulizia e il rispetto delle regole degli allevatori iblei. Chiaro una cosa e gestire 20 capi, una cosa 10, altra cosa 100. Grandi e incommensurabili problemi potrebbero insorgere soltanto nel caso di quattro gatti, allettati da facili guadagni, che allevassero di nascosto per macellare di nascosto come ai tempi de far west, quanto i capi da gestire erano molto meno e gli agenti patogeni non potevano attecchire con la stessa facilità. Del resto molte volte sono stati scoperti. Occhio ai furbi.

  6. Bisogna andare al 1 maggio di decenni indietro , allorchè un azienda locale decisi di mettere su una stalla di allevamento di bovini da carne .
    Ma quella notte come per incanto andarono a fuoco dei veicoli aziendali , nella località modicana di Quartarella-Passo di cane .
    Dalle indagini non emerse nulla , ma i titolari conoscevano il fu mandante , ma senza prove dovettero subire e rinunciare alla attività di allevatori da carne bovina .
    Stranamente , casualità od altro , alcuni anni fa il fuoco si presento in un altra nota azienda locale .
    Quello fu l’Inizio . . .

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