Non saranno sempre i Saturnali…..l’opinione di Rita Faletti

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Diceva l’anonimo: “Dopo aver ascoltato diluvi di parole che non sono mai diventate fatti, il silenzio diventa musica”. L’augurio da rivolgere al governo gialloverde è di stare in silenzio, possibilmente migliorarlo e riempirlo di pensieri e riflessioni purtroppo assenti in questi sei mesi di vociare scomposto, insensato, ribaldo, autolesionista e lesionista degli interessi del paese. A promesse roboanti, 600mila immigrati saranno rimpatriati, in quindici giorni bloccheremo il Tap, sostituiremo alla Tav una rete di piste ciclabili per la felicità di grandi e piccini, faremo un ponte sul Polcevera dove si potrà giocare, mangiare, divertirsi ( il geniale Toninelli non ci ha ancora spiegato la vera funzione dei ponti o forse è rimasto il solo ad ignorarla) e, sempre in tema di divertimento, l’Ilva diventerà un grande parco giochi. La manovra per il popolo abolirà la povertà, il decreto dignità assicurerà il lavoro a tempo indeterminato e la possibilità di progettare matrimoni, nascite, acquisti immobiliari, il reddito di cittadinanza permetterà ai fortunati senza meriti di diventare divanisti per diciotto mesi in attesa dell’impiego di loro gradimento, pianificando, nel frattempo, l’acquisto di un nuovo divano da sostituire a quello vecchio e consunto per i successivi diciotto, dopo la pausa di un mese. E non saranno i veri poveri a ricevere il reddito, ma i furbi di mestiere. La pace fiscale sarà un grande regalo agli evasori, le case abusive resteranno orgogliosamente in piedi, il lavoro nero sarà benedetto. Il modello di paese dei gialloverdi sembra più vicino a Bengodi che a un paese normale, dove è il lavoro l’obiettivo primario, dove è il lavoro a garantire dignità, libertà e benessere ai cittadini, e crescita e sviluppo all’intero paese. Con questi qua, i valori sono capovolti, come capovolta è la descrizione della realtà che pretendono di farci credere, intossicando i rapporti tra italiani, seminando rancore e astio, scatenando invidia sociale e risentimento, indicando nell’avversario politico il nemico, sottraendo al merito il potere del discrimine e distribuendo benefici a chi li acclama solo per gretto opportunismo, il contrario di quanto avviene in una democrazia sana e matura. Ci sarà chi avrà motivi per rallegrarsi di questo governo e delle varie forme di illegalità di cui esso si è fatto promotore e chi maledirà il 4 di marzo e le sue nefaste conseguenze. Primi a maledire questo governo saranno i giovani che guarderanno all’Europa come all’unica possibilità di futuro. In tanti se ne sono già andati. Dopo i giovani, i più delusi sono i garanti del lavoro, le imprese bastonate da Di Maio. Privo delle competenze e della preparazione che non sono certo richieste allo steward di uno stadio, ma sono un must per un ministro dell’Economia, il vice premier ha una visione dell’impresa che rispecchia quella di suo padre, con annessi e connessi. Chi ancora non avrà motivo di rallegrarsi, sarà chi crede nelle istituzioni, delegittimate da chi si è presentato in qualità di garante del popolo, ma non del sistema democratico. La manovra di Bilancio è passata in totale sprezzo della discussione parlamentare. Un affronto alle regole democratiche per l’esautoramento del Parlamento dai suoi poteri, un affronto agli elettori, in particolare di Lega e 5Stelle, che più degli altri erano interessati al dibattito. Avranno molto da rammaricarsi coloro che essendosi fidati di Salvini, non soltanto si sentiranno ingannati dalla promessa mancata della flat tax, ma anche beffati dall’aumentata tassazione, inevitabile conseguenza dell’aumentata spesa corrente e della limitata crescita. Il governo del cambiamento ha dovuto ammettere che il pil all’1,5 per cento era solo nel libro dei sogni, quest’anno si fermerà sotto l’1 per cento. Smentito dalla realtà e sbugiardato, il duetto dei vice, dopo gli attacchi a testa bassa all’euro, all’Europa, alla finanza, a Moscovici e Juncker, dopo il chissenefrega e lo spread me lo mangio a colazione, è andato a Canossa, o, meglio, ha inviato a Canossa/Bruxelles il premier Conte, con l’incarico di intercedere , con il cappello in mano, come i governi precedenti sono stati accusati di aver fatto. Spacconi, costretti a fare retromarcia e ingoiare il rospo della sconfitta. Dal 2,4 al 2 per cento di deficit, come richiesto dalla Commissione europea. Che non mancheranno di colpevolizzare quando la “pacchia” finirà anche per i loro amati elettori. Ma questa volta, nessuno crederà loro, perché, come ha dichiarato Giggino da Pomigliano, il contenuto della manovra è nato tutto a Roma. Panini alla Nutella e beveroni macrobiotici non serviranno a placare la rabbia dei fan.

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12 Commenti

  1. Ha ragione, i pentagrillioti saranno i primi giudici a condannarli e massacrarli appena si renderanno conto del “niente” che i loro beneamati gli avranno dato. Resterà solo l’immagine di un popolo vile ed egoista che si affida ad incapaci ed incompetenti con punte di razzismo, pur di non affrontare i problemi e non faticare.

  2. Tutto comincia più o meno trent’anni fa…quando un comico genovese ,che non ha mai fatto ridere, viene trombato dal governo socialista di Craxi per una battuta sui socialisti in Cina.
    Da questo rancore nasce l’ideologia pseudoecologista, pseudoutopista, pseudoilluminista, pseudoumanista, transumanista, sparacazzate a raffica che più le spari e più ci credono…
    Ricordiamocelo! Tutto comincia da lì..!

  3. analisi perfetta cari drugo & pippo;
    questo popolo vile ed egoista se invece si fosse affidato a un governo serio e capace come quello avuto di recente col pd oppure ad un governo filoberlusconiano di matrice craxiana come quello che ci ha governati per decenni, allora si’ che l’Italia uscirebbe dalla crisi e tutto si risolverebbe al meglio non in 6 mesi ma al massimo in 6 giorni.
    ma quanto siamo scemi gli italiani !!!
    comunque grazie agli articoli della dott.Faletti e di alcuni commentatori nostalgici della vecchia politica, milioni di persone si convinceranno che i voti dati ai 2 giovanotti malvisti da cattocomunisti ,pidioti e seguaci del cavaliere delle orge perdute, sono stati voti sprecati, ahimèè !!

  4. Non sono mai stato berlusconiano, ma, in confronto a questa banda di dilettanti cialtroni incapaci venuti dal nulla, l’ex Cavaliere si può annoverare a ragione tra Churchill e il Mahatma Gandhi..!

  5. @renato c
    meglio mille volte il governo precedente che ha affrontato in maniera esemplare la crisi, solo un popolo cialtrone ha scelto questi incapaci e razzisti, se ne faccia una ragione. Parli e neghi pure l’evidenza, lei è il degno elettore di questi incapaci e ne pagherà le conseguenze, rosichi pure, ma ogni giorno avrà la conferma di ciò che le hanno scritto Drugo e Pippo… ogni giorno vedrà qualcosa di nuovo e poi ci racconterà come andrà. Rosichi, rosichi pure quando sente il poverino Di Majo, Di Battista, Grillo e pagliacci vari. Altro che filo-berlusconiani, appena il Silvio nazionale darà l’ordine il governo cadrà e arriverà un bel governo di destra (lega forza italia e fratelli d’italia per capirci) e lei rosicherà ancora di più, e le dico pure che, meglio un governo di destra e con Berlusconi che un governo di pagliacci incapaci. La saluto e non si offenda, lei non c’entra in ciò che è difficile comprendere, buona vita.

  6. il popolo cialtrone secondo me è quello che auspica “il ritorno della mummia” che anch’io votai nel 1994 e mi amputerei le mani per averlo fatto. Se gli italiani lo hanno messo in stand by un motivo ci sarà,ma evidentemente caro nzulu è tempo perso parlare con uno che preferirebbe il ritorno di elementi come la gelmini santanchè & Co. con doppiopetto e autoblu,anzicchè un governo del cambiamento che si rispecchia negli italiani di ceto basso e medio impoveriti ancro di piu’ dai governi precedenti.
    Rispetto il tuo pensiero e modo di vedere le cose, ma augurare agli italiani il ritorno di Silvio ci allontana parecchi anni luce dal popolo francese che indossa i gilet gialli. io credo che stiamo vivendo una specie di rivoluzione silenziosa, pacifica e non sanguinaria e che stia dando voce in capitolo a un popolo martoriato sia a destra che a manca (e renzi non lo auguri a nessuno? )

  7. Un caloroso saluto a renato c., spero abbia letto i giornali e li abbia compresi almeno. Oggi abbiamo visto come i pentagrillioti salvano la banca Carige con i soldi del reddito di cittadinanza e delle nostre tasse. Mi spieghi, con calma e chiarezza se le riesce qual’è la differenza con le banche salvate dal PD. Grazie, ma lei è l’unica persona che può farci chiarezza, perchè tutti gli altri si sono dissolti, non troveremo gillioti neppure pagando.

  8. „Per intervenire su Carige sarebbero stati utilizzati i fondi stanziati con il cosiddetto “decreto salvabanche” del governo Gentiloni“
    Tranquillo non ho nulla da spiegarle resto fermo con le mie idee e lei con le sue.
    Resto convinto, le piaccia o no, che questo governo MAI potrà eguagliare o superare i danni fatti dai suoi predecessori. Se le procura sollievo la informo che non sono mai stato un grilliota ne tantro meno un leghista, apprezzo il loro populismo(io faccio parte del popolo) e la loro chiarezza nel fare le cose, giuste o sbagliate che siano. Una politica dagli schemi rivoluzionari e anticonformisti. Grande Salvini, l’Italia meriterebbe molti personaggi politici come lui, almeno per contenere i danni fatti dalla sinistra,e non solo !

  9. Al governo a Roma, in piazza a Parigi. La divinità confonde le menti di chi vuol perdere, dicevano gli antichi e forse avevano ragione. Lo dimostra la bizzarra uscita di Di Maio, vicepresidente del Consiglio in carica, a sostegno dei “gilet gialli” francesi. Fino a offrir loro, come strumento organizzativo, la mitica piattaforma Rousseau a suggello di un’imprevedibile amicizia. Forse non si era mai visto in Europa, in tempi moderni, un uomo di governo capace di usare questi toni e argomenti per incoraggiare un movimento dai tratti eversivi che agisce in un Paese vicino il cui nome oltretutto è Francia.

    Si può avere un’opinione negativa di Macron e delle sue politiche, ma l’idea di applaudire i suoi contestatori proprio all’indomani delle violenze che hanno scosso Parigi – dalla ruspa che ha sfondato i cancelli di una sede ministeriale ai pugni professionali contro un agente di polizia agli incendi appiccati un po’ ovunque – dà la misura della condizione di panico in cui si agitano i Cinque Stelle e il loro modesto gruppo dirigente. Perché è evidente che si tratta di una mossa molto goffa, quasi disperata, ad esclusivo uso interno. Un tentativo maldestro di sviare l’attenzione dopo il via libera alle trivelle nel mar Ionio e altri “tradimenti” inflitti a un elettorato, specie al Sud, che si aspettava ben altro dai seguaci di Grillo nella stanza dei bottoni.

  10. renato c., abbiamo capito che lei ha le sue idee, ma ora ci sta spiegando anche cosa vuol dire essere ottusi e negare l’evidenza. Grazie

  11. Buongiorno ‘zulu, è un piacere leggere i suoi commenti. Ha come al solito, ha ragione. I grillini iniziano a scarseggiare, magari qualcuno ancora tifa, ma non possono più negare l’evidenza… anzi i più elevati (pochi per la verità) iniziano a comprendere i danni fatti ed il nulla prodotto. I danni derivanti dalle norme di salvaguardia che hanno negoziato con l’Europa faranno molto male al sud, naturalemente il gregge non capirà nulla come sempre. Saluti anche a renato c., con una domanda, ma in quale partito traghetterà dopo che si andrà alla crisi di governo? Forse la lega? Contro il SUD dormiglione?

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