Dissequestrati i due internet point di Scicli

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Dissequestrati gli internet point chiusi a inizio dicembre a Scicli. La decisione è stata adottata dal Tribunale di Ragusa al quale si era rivolto l’avvocato Michele Savarese. L’operazione era stata condotta dai carabinieri nei confronti di due locali, uno in Piazza Italia e l’altro in Piazza Mazzini, entrambi di proprietà del trentenne Manuel Colaceci(si disse che in uno di questi «aveva partecipato all’inaugurazione il presunto capomafia di Scicli, Franco Mormina”). Colaceci, sicuro della propria estraneità a qualunque reato si è rivolto all’ Avvocato Savarese per tutelarsi.
Nella memoria difensiva il legale ha dimostrato la piena regolarità dell’ attività svolta dal proprio assistito a qualunque collegamento con la criminalità mafiosa.
A prescindere da ciò, il penalista ibleo, ha rilevato un vizio nel procedimento del Riesame, dovuto ad una mancata notifica che ha determinato la nullità del sequestro.
“E’ stato sollevato un polverone inutile – afferma Savarese – e contestualmente è stato gettato fango sul mio assistito e anche sulla città di Scicli con delle notizie non rispondenti al vero che sono arrivate fino in Senato. Nessun mafioso ha mai partecipato all’ inaugurazione dei locali. In ogni caso, continua il legale, nell’ eseguire le disposizioni del Tribunale di Ragusa, è stato omesso di notificare al Sig. Colaceci l’ avviso contenente il diritto di presenziare all’ udienza del Riesame. Tale omissione è stata eccepita tempestivamente dal sottoscritto e così i Giudici hanno annullato il sequestro, restituendo al mio assistito i locali e tutto quanto in esso contenuto.
La vicenda destò molto scalpore anche a livello nazionale “giacchè secondo una testata giornalistica on line sarebbero stati inaugurati da capi mafia”.
Addirittura arrivò pure in Senato, dove il Senatore Giarrusso del Movimento Cinque Stelle, tra l’ altro capo gruppo nella Commissione Parlamentare Antimafia, aveva chiesto spiegazioni mediante un’ interrogazione parlamentare ai Ministri dell’ Interno e della Giustizia.
“A quanto pare, secondo il migliore stile della commedia italiana, tutto si è risolto in una bolla di sapone”.

1 commento

  1. Ritengo opportuno rilevare che se l’annullamento della misura cautelare , da parte del Tribunale del Riesame, è stato disposto per nullita della notifica, il sequestro è illegittimo nel METODO e non nel MERITO, questo sta a significare che il dissequestro NON è stato disposto perché le notizie di cointeressenza tra le attività commerciali e l’ambiente mafioso erano infondate.
    Altrimenti detto, non vi sono ragioni, di fatto e/o giuridiche, che permettano di affermare che dietro l’inaugurazione dei due centri scommesse non vi sia “anche” la malavita locale.
    Proprio alla luce di tale ragione ritengo che questo malcelato attacco mediatico(censurabile quanto nel merito quanto nel metodo) al giornalista Paolo Borrometi sia solo uno sterile tentativo di infangare chi sta pagando un prezzo troppo alto per garantirsi la libertà delle parole che scrive.

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