Salvini: posizioni più moderate con l’Europa, forte critica ai giornali silenziosi sui diritti di Israele…….l’opinione di Rita Faletti

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Nel governo gialloverde c’è più di qualcosa che separa il giallo dal verde, e non è soltanto una pura distinzione geografica. Lo sfascio dell’economia e l’attentato alla democrazia sono la conseguenza di una suddivisione dei compiti più che di una vera condivisione sulle politiche di sviluppo e di crescita e di una visione univoca del paese. I due vicepremier sono forzati a stare assieme da un contratto che li lega, fino al momento in cui uno dei due non decida di staccare la spinasapendo già dove rivolgerelo sguardo. Intanto, una cosa buona, quanto sorprendente, è accaduta ieri. Salvini, in visita a Gerusalemme, ha rilasciato una dichiarazione che ha fatto rizzare i capelli in testa a quelli del nostro ministero della Difesa: Hezbollah è un gruppo terroristico islamico che finanzia la costruzione di tunnelcon lo scopo di penetrare in territorio israeliano, non certo con l’intento di andarci a fare la spesa. Diretto come sempre, il ministro dell’Interno non si è preoccupato di usare il linguaggio formale delle istituzioni.Quanno ce vo, ce vo. Tutti sanno che il libanese Hezbollah è un gruppo politico terrorista, ma dirlo è vietato, potrebbe minare gli splendidi rapporti che l’occidente intrattiene con il mondo islamico, fondati, come ben si sa, sulla reciprocità. Infatti, nei paesi musulmani le chiese vengono date alle fiamme assieme ai fedeli che vi pregano, o, in alternativa, i cristiani accusati di apostasia vengono discriminati, incarcerati, perseguitati e uccisi, mentre, in occidente, si costruiscono moschee in cui qualche bravo musulmano può pregare Allah perché stermini tutti gli infedeli del globo. E sempre in occidente, di cui fa parte l’Europa, gli islamici su di giri si accaniscono variamente e indifferentemente, contro cristiani e ebrei, chiamando i secondi cani schifosi, nel silenzio di tanta carta stampata, governi e politici che, per timore di essere accusati di islamofobia, si limitano a qualche condanna di circostanza o a qualche sfilata. Nei paesi europei, nove ebrei su dieci si dicono insicuri e pensano di andarsene. E come si può dar loro torto? In Francia, Marine Le Pen promette che, se verrà eletta, nessuna kippah si vedrà più in giro per il paese. In Gran Bretagna,Corbyn è contestato dalle comunità ebraiche per i toni troppo morbidi che usa contro l’antisemitismo. In Spagna, Podemos ha definito Israele un paese criminale e illegale. In Polonia, il substrato culturale è antisemita. In Olanda,GertWilders, che difende Israele, ha uno scarso seguito. I movimenti estremisti di destra e di sinistra sono diventati brodo di coltura antisemita, xenofobia e razzismo.In Italia il Movimento 5stelle è apertamente e vilmente antisemita. Di Battista, tra le supercazzole che spara a ripetizionein qualunque parte del mondo si trovi, ha dichiarato, da statista consumato: “Sono le azioni del governo israeliano la benzina gettata sul fuoco degli antisemiti nel mondo”. Nel lontano 2014, era quello che voleva sedersi al tavolo con i terroristi dell’Isis. Altro non serve aggiungere per comprendere il quoziente intellettivo del grande scrittore stipendiato dal Fatto. Ma non finisce qui la vergogna italiana. Oltre allo sfregio delle Pietre d’inciampo a Roma, il Parlamento, diventato una sorta di parcheggio per tanti incapienti mentali, qualche tempo fa ha invitato per un’audizione alla Camera, un diplomatico, AlirezaBigdeli, negazionista dell’Olocausto e convinto che Israele sia una falsificazione della storia. Bisogna dire che il pensiero del Bigdelinon è affatto originale, trova precedenti in personaggi ben più famosi di lui. Uno è stato Khomeini, l’ayatollah della rivoluzione del 1979 in Iran, il quale, nel suo trattato sul governo islamico, scriveva: “Sin dai primi momenti, gli ebrei hanno seminato divisione e zizzania dentro le comunità dei credenti musulmani”. I terroristi di Hamas, che controllano Gaza, abbracciano l’antica teoria del complottismo ebraico cui viene attribuita la causa della sconfitta del panarabismo e di ogni fallimento del mondo islamico. Persino la Prima Guerra mondiale sarebbe stata causata dagli ebrei. Nulla di cui sorprendersi: l’antisemitismo è rintracciabile nel Corano, dunque molto prima della fondazione di Israele per volontàdelle Nazioni Unite. Recentemente, anche l’attuale presidente dell’Iran, Rohani, si è scagliato contro Israele, chiamandolo “tumore canceroso” e auspicandone la distruzione. Motivo più che sufficiente per aderire alle sanzioni contro il suo paese chieste da Trump. Ma l’Europa, su questo punto è sorda. Salvini ha avuto il coraggio di dire quello che non è il solo a pensare, sottolineando, inoltre, che Israele è un baluardo di democrazia in medio oriente e che la sua esistenza va difesa con fermezza, distanziando, così, e in modo netto, la posizione della Lega da quella dei 5stelle. Continuerà a sostenere tutto questo?Le sue retromarce invitano alla cautela.

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