Siringa in via Spataro a Ragusa. Malfa:” L’allarme lanciato sugli stupefacenti è da prendere serimaente in considerazione”

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“Trovare una siringa per strada, nei pressi di via John Spataro, proprio accanto ai campetti sportivi del cosiddetto Chimico, l’Itis Majorana, la dice lunga su quanto l’allarme circa il consumo di droghe, anche nella città di Ragusa, lanciato proprio nei giorni scorsi dal dirigente del Sert, Giuseppe Mustile, sia da prendere in debita considerazione”. A dirlo è la vicepresidente del Consiglio comunale, Maria Malfa, dopo avere preso atto dello sdegno, manifestato sui social da una cittadina, per avere trovato la siringa in questione appoggiata su un muretto come se niente fosse. “Ora, al di là del fatto – continua Malfa – che possa trattarsi di una siringa utilizzata per il consumo di stupefacenti piuttosto che per insulina o, ancora, di una siringa da laboratorio, resta il fatto che la stessa non è stata conferita tra i rifiuti speciali e che l’averla lasciata incautamente a disposizione del primo che passa avrebbe potuto rappresentare un serio pericolo. Per fortuna, la cittadina che ha segnalato la cosa si è occupata lei stessa, e per avere dimostrato alto senso civico la ringrazio, di rimuoverla, eliminando qualsiasi possibilità di pericolo. Ma è da mettere in rilievo, comunque, sempre sulla scorta dei dati forniti appena qualche giorno fa dal Sert dell’Asp, che il consumo di droghe, tra i giovani e i meno giovani, continua a preoccupare per la recrudescenza del fenomeno che, purtroppo, continua a registrarsi pure nella nostra città. Ecco perché, trattandosi di un allarme che non può passare in secondo piano, è necessario che, e di questo mi farò parte attiva nei confronti dell’amministrazione comunale, anche il Comune possa fare in pieno la propria parte, istituendo tavoli di monitoraggio del fenomeno ma, soprattutto, valutando l’opportunità di intensificare i controlli rispetto a una problematica che deve essere affrontata di petto e di cui è sempre meglio parlare piuttosto che tacere. Ritengo che la collaborazione tra l’ente di palazzo dell’Aquila e le agenzie educative del territorio, con la supervisione dell’Asp, debba essere massima. Soltanto così si potrà arrivare a fare in modo che il fenomeno possa essere monitorato con grande attenzione, evitando il ritorno a periodi bui del lontano passato”.

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