Facchinetti – Fogli : binomio di qualità assoluta, nella storia della grande musica italiana.Gli ex Pooh infiammano Mazzarrone in un tripudio di pubblico

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E’ giunta mezzanotte, come cantava il grande Mimmo Modugno, ma nessun bar chiude, nessuna insegna si spegne a piazza della Concordia di Mazzarrone. Migliaia e migliaia di persone gremiscono festanti ancora a quell’ora la piazza. Roby e Riccardo da appena due minuti ,hanno lasciato il palco, salutando tutti e gridando a squarciagola :” Vi vogliamo bene, non dimenticateci, torneremo presto in Sicilia…buona vita a tutti!”. Molti si commuovono , piangono, cercando di asciugare frettolosamente il volto prima dell’ultimo selfie davanti il palco dei loro beniamini. I social , questa notte e soprattutto domani, vedranno fioccare foto e video a tempesta, senza soluzione di continuità. C’è chi è venuto da posti vicini, ma anche chi è arrivato da Agrigento, Palermo e Trapani. Già dalle prime ore del pomeriggio i più accaniti fans, hanno preso posto davanti le transenne, a pochi metri dalle tastiere di Facchinetti. Lo speaker fuori campo di RTL annuncia l’inizio del concerto alle 21.55 e puntualmente due” ragazzi”, un fiorentino e un bergamasco cantanti e musicisti di professione, arrivano correndo sul palco. La gente impazzisce alla stessa velocità dei flash dei loro telefonini. E’ una corsa sfrenata non al fotofinish ma “al fotogramma”. Ognuno vuole immortalare quel momento storico, quell’istante di felicità, quella nota, quella frase che ha accompagnato la loro vita. E si, perché la musica è vita ed accompagna la vita. “ E’ la droga più potente “ – come dice Roby – “ ti prende e non ti molla più”. Generazioni di giovani ci son cascati dentro, pochissimi , meno fortunati e forse meno attenti , non hanno saputo distinguere le due cose: musica e droga. Alcuni, sempre pochi fortunatamente, le hanno addirittura miscelate: un mix , che alla fine porta quasi sempre nella stessa triste direzione. Ma, messa da parte questa doverosa e triste reminiscenza, torniamo ad oggi. A Mazzarrone è giorno di festa, si festeggia come ogni anno, la conclusione del “Grappolo d’Oro”: una buona vendemmia 2018 ,con l’auspicio di un’ eccellente produzione con prolifiche vendite. Facchinetti, uomo di cultura e di mondo, ha più volte rimarcato, durante il concerto, questo aspetto agricolo ed enogastronomico locale, definendo l’uva: “ Un frutto meraviglioso della fatica dell’uomo e della bontà di Dio”. Quest’aspetto della vita umana, sempre immerso nella generosità e fecondità divina, lontano da bigottismi ruffiani, ha sempre contraddistinto la produzione discografica di Roby Facchinetti, e permettetemi di dirlo, vista la mia personale amicizia, forse ha nettamente influenzato anche tutta la produzione artistica dei Pooh. Discografia sempre schiva e lontana da giudizi banali sul sociale, da denunzie false, di moda e circostanza, mirate su problematiche irrisolvibili del mondo, o peggio ancora, sulle tematiche filosofico-esistenziali. Gli argomenti trattati, sono stati sempre ancorati all’interno del “semplice percorso di vita dell’uomo”, del “vivere di ogni giorno” , “ della ricerca dell’amore” nel senso più ellenico del termine. Temi ( i più belli, lasciatemelo dire, partoriti dalla genialità neuronale del grande e compianto Valerio Negrini ) , pensati, visti, masticati e filtrati da una religiosità non effimera, non di facciata, ma realmente tangibile e mai invadente. Su questo denominatore del concertodi oggi, scorrono , come in un film, le canzoni: tanti motivi, tante note, tante parole che suscitano nelle migliaia di presenti, ricordi, sensazioni, sogni , errori, illusioni, ma anche presa di coscienza della realtà quotidiana, assaporando la durezza , la complicata relazionequotidiana con noi e gli altri, contrapposta alle bizzarrie e ai condizionamenti dei nostri folli sentimenti, insomma : la vita. Lo ricordarono in sequenza: “Strade, Le donne ci conoscono, Noi due nel mondo, Notte a sorpresa, La donna del mio amico, Mondo, Storie di tutti i giorni ”, solo per citarne alcune. Impressionante ,in realtà abbiamo notato, il modo con cui i brani della produzione di Fogli s’inseriscano musicalmente in maniera sincrona all’interno della più ampia produzione facchinettiana ( lasciatemi coniare il neo-aggettivo..!). In realtà sembra che i due realmente non si siano mai persi e forse manco lasciati, non solo dal punto di vista dell’amicizia, ma soprattutto della simbiosi musicale. Ascoltiamo ancora. Un concerto ricco di emozioni, pieno di significato vitale, con i due che si cercano , si stringono, si abbracciano e scherzano molte volte. Certo, non sono mancati i momenti più intimi e duri, quelli dove” i ricordi affettano l’anima”. Su tutti, le meravigliose parole di Roby dedicate all’amico mai dimenticato Valerio prima di “Uomini soli”, che hanno fatto commuovere tutti ( anche me lo ammetto) e lo stesso Riccardo Fogli sul palco. Momenti simpatici e pungentemente ironici invece sono stati i saluti di Roby agli “amici” dei Pooh in giro anche loro per l’Italia: “ Ciao Dodi, ciao Red…e ciao anche a Stefano..che si trova a Pantelleria ad ispirarsi per scrivere musica…”. Siparietto simpatico, in cui Fogli intelligentemente ha tolto tutti da una suspense imbarazzante gridando , con il suo simpatico linguaggio toscano , “ saluti anche a Roby……!!”. Il film ricomincia, il concerto scorre. Così, come d’incanto,fluiscono altri pezzi di storia, altri brani mitici : “ Pierre, Quando una lei, Alessandra, Infiniti noi, Il segreto del tempo ( Sanremo 2018) fino ad arrivare all’epilogo con: Piccola Ketty ( la cui parte parlata è stata definita da Facchinetti il primo tentativo di rap italiano), Tanta voglia, Dammi solo un minuto e l’indimenticabile Pensiero “. Service( Peppe Stornello) con audio e luci perfetto, Produzione artistica dell’amico Seba Piccione impeccabile, insomma tutto secondo le regole di uno spettacolo fra i più belli ed entusiasmanti dell’estate 2018. A ottobre partirà un tour teatrale… anche se questa è un’altra storia. “Ma aspettate il cantastorie dirà…..e un’altra favola comincerà”. Noi ci saremo a Dio piacendo, a farvi un resoconto “ della favola”, con un altro lungo, noioso ma accorato articolo,…si,proprio come questo.

4 Commenti

  1. io ero indeciso se andare a Mazzarrone o a Roccazzo a vedere il biondino dei cugini di campagna…con l’atroce dubbio ho preferito rimanerea casa

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