Modica, Sindaco su IGP del Cioccolato: “Un volano di crescita per il territorio”

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Il Cioccolato di Modica sarà IGP. L’ennesima conferma, l’ultima che si aspettava, è arrivata direttamente da Bruxelles dove si attendeva la fatidica data del 7 agosto. Martedì scadevano infatti i 3 mesi che per legge dovevano trascorrere per presentare eventuali obiezioni da parte di altri Stati membri della UE sulla decisione presa dalla Commissione. L’istruttoria per raggiungere questo prestigiosissimo obiettivo era cominciata già nel maggio del 2017. La mancata presentazione di opposizioni si traduce nella chiusura del percorso per l’ottenimento del marchio IGP. L’ultimo passaggio (formale) sarà la pubblicazione del regolamento contenente il disciplinare di produzione tradotto in tutte le lingue dei Paesi membri entro 30 giorni. “Un passaggio puramente formale – commenta il Sindaco Abbate – visto che ormai possiamo considerare compiuto il processo di ottenimento del prestigioso marchio. Il nostro è il primo cioccolato al Mondo a raggiungere l’IGP, frutto di impegno e programmazione da parte del Comune e del CTCM. Il marchio che vedremo a breve sulle nostre barrette vuol dire tanto. Significa essere riusciti a proteggere un nostro bene unico che tutto il Mondo ci invidia. E con esso l’intera filiera ed i lavoratori che vi operano. Voglio complimentarmi con tutti i soggetti che a vario titolo hanno lottato in questi anni per tagliare il traguardo, in primis il Consorzio di Tutela del Cioccolato e tutte le imprese cioccolatiere. La prossima edizione di ChocoModica sarà la prima nella storia a celebrare il prodotto IGP”.

2 Commenti

  1. Non di solo cioccolato modicano vive l”uomo! Ma a parlare a certe individui è come parlare al vento.

  2. A proposito del presente articolo e di tanti altri che da questa testata giornalistica decantano le qualità amministrative e politiche del sindaco di Modica, mi permetto di passare con un copia/incolla un commento che l’ex Sindaco Torchi ha pubblicato sulla propria pagina di facebook e che rispecchia perfettamente il mio pensiero a proposito della superficialità e incompetenza dei nostri amministratoti locali.

    ” Il calo, o forse meglio dire il crollo, del turismo in provincia di Ragusa è da ieri certificato non solo dagli studi degli organismi di settore, ma anche da numerose riflessioni sui più importanti siti d’informazione locale, oltre che dalle recriminazioni di tanti piccoli imprenditori.
    Non è un calo congiunturale, quanto una crisi strutturale.
    Città come Modica e Scicli, o la stessa Ragusa Ibla, hanno ceduto il passo ad altre mete siciliane, coinvolte nell’arretramento complessivo del Val di Noto.
    Consentitemi tre brevi riflessioni:
    1) Manca del tutto un progetto, una “idea forza”, quella che fu alla base del Distretto Culturale del Sudest; manca la capacità di immaginare il territorio non come addizione numerica di singole città e paesi, ma come omogeneità territoriale legata da un comune afflato, da una storia che la unisce, da tradizioni ed evidenze architettoniche,
    culturali e naturali di assoluto valore;
    2) Si disperdono troppe risorse in inutili sagre e manifestazioni di piccolo cabotaggio, buone solo ad acquisire qualche grato consenso spicciolo, ma incapaci di attrarre i turisti, innescando un virtuoso meccanismo che premi l’indotto.
    Cinema all’aperto, concertini di buon livello in piazze e vicoli, la riproposizione del teatro e delle operette nei luoghi di maggiore attrattiva turistica-culturale (a Modica dal Chiostro di Santa Maria del Gesù a Cava Ispica, dal patio dell’Ente Liceo Convitto alle cento Chiese)
    3) Si sta assistendo ad un progressivo imbarbarimento civico in materia di arredo urbano e di eccessiva invadenza, spesso ingiustificata, della singola iniziativa privata. Ogni impresa va collaborato ed aiutata, ma in nessun caso la spesso stravagante idea del singolo può prendere il sopravvento su una visione collettiva che la pubblica amministrazione ha il diritto, ma anche il dovere di imporre, anche a tutela e salvaguardia di quelle stesse attività che, tracimando, non riescono a comprendere quanti tali atteggiamenti danneggino se stesi e gli altri.
    Pochi spunti, ma sufficienti per una profonda riflessione che dovrebbe coinvolgere, adesso e subito, quanti hanno lavorato e lavorano per il nostro territorio.
    Perché solo riflettendo con umiltà, ed in una logica che superi il piccolo interesse particolare, sugli errori commessi si aiutano veramente quanti hanno investito e scommesso sul turismo e quanti nel turismo hanno sperato di trovare il proprio lavoro.”

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