Ragusa, il Nursind fa ricorso contro la sentenza del Tribunale

6
1072

Il sindacato Nursind di Ragusa farà ricorso contro la decisione del tribunale del Lavoro che ha ritenuto che l’Asp non abbia avuto una condotta antisindacale. Il segretario territoriale, Claudio Trovato, ha dato mandato ai legali per opporsi e rivendicare le proprie ragioni.
La vicenda risale allo scorso febbraio in occasione dello sciopero nazionale degli infermieri. Il Nursind sostiene che l’Asp non abbia dato “giusta comunicazione ai propri dipendenti non effettuando il contingentamento del personale, ledendo il diritto allo sciopero del personale del comparto e degli infermieri”. Secondo il Nursind le motivazioni fornite dall’Asp al tribunale non sarebbero valide perché “in una nota inviata al tribunale i direttori di presidio dicono di avere dato informativa al sindacato in modo del tutto verbale. Ci chiediamo come un giudice può ritenere valido un tale atto”.
Inoltre, spiega il sindacato, il giudice ribadisce “che l’organizzazione sindacale non ha comunicato lo sciopero, cosa del tutto infondata perché lo stesso non era uno sciopero aziendale ma bensì uno sciopero nazionale ove la segreteria nazionale ha determinato e fatto tutti i passaggi a norma di legge”.
Secondo la sigla autonoma “appare evidente che il rispetto per le norme e la visione delle stesse vogliono colpire il Nursind ed i suoi dirigenti sindacali. Ribadiamo le comunicazioni che abbiamo fatto all’azienda agli organi prefettizi all’ assessorato regionale alla Sanità e alla commissione di garanzia, l’unico ente che ha dato risposta al Nursind, il resto silenzio assoluto. Ancora, l’azienda si è appellata adducendo che il segretario provinciale non è autorizzato a procedere alla condotta antisindacale nei confronti dell’Asp, cosa del tutto non veritiera e denigrante. Se il sindacato non fa rispettare le tutele della legge 300 del ’70, ossia lo statuto dei lavoratori, cosa deve fare di altro? Forse fare la stampella nelle decisioni aziendali? Questo è un attacco alla espressione, alla libertà e attività sindacale. Ci corre l’obbligo di informare che le precedenti spese per condanna sono state saldate e remunerate”.

6 Commenti

  1. Caro Claudio che i giudici sono contro i lavoratori, ormai è fuori duscussione, fare ricorso in appello, mi dispiace dirlo ora, scopiazzeranno la sentenza di primo grado, ma è giusto provare. Caro Claudio, ricorderai la storia della fascia economica, erano state attivate le procedure da parte dell’amministrazione, fondi vincolati, percentuali definite in base alle qualifiche, ad un tratto non se parlò più. Abbiamo fatto ricorso al giudice del lavoro dopo otto anni, con condanna persino al pagamento delle spese, una vergogna inaudita. Si fa appello e i giudici invece di leggere le carte e ascoltare la difesa, hanno scopiazzato la sentenza di primo grado e anche questi signori hanno condannato i lavoratori persino al pagamentto delle spese. Insomma beffati e bastonati. Parlando un linguaggio pulito. Parlo con la Cgil se era il caso di coinvolgere la federazione e la Confederazione, per evitare che queste ingiuste condanne che purtroppo fanno giurisprudenza, in quanto qualsiasi amministratore può promettere, siglare accordi e non mantenere glo impegni assunti, invitato la Cgil se era il caso di ricorrere in Cassazione, ancora aspetto una risposta dopo tanti e tanti solleciti. Silenzio mortale. Anche questo è fare sindacato. Claudio vai avanti per rispetto alla sigla ma soprattutto per rispetto agli iscritti. In bocca al lupo, spero con tutto il cuore di essere più fortunato di me. Un abbraccio.

  2. E quindi i giudici sono di parte Rando? Ma cosa dice? Come può dire una cosa così grave senza l’onere di dimostrarla. Un’affermazione tanto grave al punto di lasciar intendere che se il giudice darà ragione all’amministrazione è di parte e se da ragione ai lavoratori invece no. Ma si rende conto della gravità delle sue affermazioni? Neppure il sindacato si può permettere di fare un’affermazione così radicale.

  3. Caro anonimo, una volta quando i lavoratori si rivolgevano al giudice del lavoro anche se la sentenza ero contro il lavoratore le spese venivano compensate, ora non è più così, tant’è una sentenza della cassazione a detto che le spese vanno compensate, diversamente il lavoratore evita di ricorrere, infatti i ricorsi sono fortemente diminuiti. Poi riguardo la sentenza che ci riguarda, che colpa ha il lavoratore se l’amministrazione decide di fare una graduatoria per anzianità di servizio come è stato sempre fatto d’accordo con i sindacati e al giudice non sta bene perché ha deciso che la graduatoria deve essere fatta per merito. Il lavoratore che colpa ha? Questa sentenza ha provocato tanti danni economici ai lavoratori, e gli stipendi dei lavoratori non sono stratosferici che tra l’altro hanno subito tanti altri danni con i blocchi dei contratti che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo. Caro ‘zulu questo è accaduto e prima, a detta dagli stessi avvocati, quantomeno compensavano le spese. Quindi ho motivi fondati nel dire che i lavoratori sono abbandonati al loro destino. La tutela del lavoratore è un lontano ricordo degli anni 70.

  4. Zulu Lei non ha letto e constatat il decreto del Giudice.. Mi permetta che neanche lei può fare le sue affermazioni senza conoscere le cose. Cosa c’è di radicale nella affermazione del sindacato. La democrazia è il riconoscimento dei diritti li portiamo avanti nei tribunali non stiamo facendo un ricorso in piazza ma nelle sedi opportune. Lei credo che invece abbia già condannato. A prescindere dalla sua non conoscenza dei fatti.

  5. Al signor Rando ed al signor Trovato, guardate bene che io non sono entrato nel merito. Il mio pensiero è molto chiaro, ciò che avete compreso probabilmente è altro (con il massimo rispetto dico), IO NON SONO ENTRATO NEL MERITO, ho semplicemente detto che un giudice non è contro o a favore di qualcuno come scrive avventatamente Rando, il giudice rappresenta e applica le leggi dello stato. Solo questo ho scritto. Delegittimare la magistratura nella berlusconiana maniera non è saggio, sempre secondo me. Con tutto il rispetto signor Trovato, lei ha ragione che io non conosco le cose, certamente, ma spero che lei possa essere d’accordo che il GIUDICE conosce le cose meglio di me…? O no? Non sono entrato e non entro nel merito delle questioni, ma entro nel merito del rispetto delle istituzioni. Non rispettare questo è cosa poco seria, sempre secondo me. E se vi sentite offesi, mi dispiace e mi scuso. Saluto.

  6. Ripeto Sig ‘zulu con tutto rispetto per quanto da Lei esplicitato. Ma se un infermiere sbaglia paga e viene condannato. Ma se un giudice sbaglia, chi paga? E mi creda gli essere umani sbagliano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

quindici + 7 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.