Ragusa, il Nursind fa ricorso contro la sentenza del Tribunale

Il sindacato Nursind di Ragusa farà ricorso contro la decisione del tribunale del Lavoro che ha ritenuto che l’Asp non abbia avuto una condotta antisindacale. Il segretario territoriale, Claudio Trovato, ha dato mandato ai legali per opporsi e rivendicare le proprie ragioni.
La vicenda risale allo scorso febbraio in occasione dello sciopero nazionale degli infermieri. Il Nursind sostiene che l’Asp non abbia dato “giusta comunicazione ai propri dipendenti non effettuando il contingentamento del personale, ledendo il diritto allo sciopero del personale del comparto e degli infermieri”. Secondo il Nursind le motivazioni fornite dall’Asp al tribunale non sarebbero valide perché “in una nota inviata al tribunale i direttori di presidio dicono di avere dato informativa al sindacato in modo del tutto verbale. Ci chiediamo come un giudice può ritenere valido un tale atto”.
Inoltre, spiega il sindacato, il giudice ribadisce “che l’organizzazione sindacale non ha comunicato lo sciopero, cosa del tutto infondata perché lo stesso non era uno sciopero aziendale ma bensì uno sciopero nazionale ove la segreteria nazionale ha determinato e fatto tutti i passaggi a norma di legge”.
Secondo la sigla autonoma “appare evidente che il rispetto per le norme e la visione delle stesse vogliono colpire il Nursind ed i suoi dirigenti sindacali. Ribadiamo le comunicazioni che abbiamo fatto all’azienda agli organi prefettizi all’ assessorato regionale alla Sanità e alla commissione di garanzia, l’unico ente che ha dato risposta al Nursind, il resto silenzio assoluto. Ancora, l’azienda si è appellata adducendo che il segretario provinciale non è autorizzato a procedere alla condotta antisindacale nei confronti dell’Asp, cosa del tutto non veritiera e denigrante. Se il sindacato non fa rispettare le tutele della legge 300 del ’70, ossia lo statuto dei lavoratori, cosa deve fare di altro? Forse fare la stampella nelle decisioni aziendali? Questo è un attacco alla espressione, alla libertà e attività sindacale. Ci corre l’obbligo di informare che le precedenti spese per condanna sono state saldate e remunerate”.

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