Modica. Nello spirito di San Benedetto, padre di una civiltà solidale e ospitale, messa per la città a Villa Polara

Nell’arco di nove mesi, grazie all’apporto delle Fondazioni di comunità Val di Noto e San Corrado e al supporto di Caritas Italiana e della Fondazione CON IL SUD, si è rispristinato il corpo centrale di Villa Polara in contrada Aguglie, a Modica, villa delle Monache Benedettine che ritorna ad essere bene comune a disposizione della comunità. Sarà una “casa per ferie” per i visitatori che vogliono conoscere le bellezze, non solo naturali e artistiche, ma anche relazionali e solidali del territorio. E sarà al tempo stesso un luogo di formazione a “pensieri mediterranei”, coltivando insieme spiritualità e attenzione alla storia e alla cura educativa. Successivamente sarà approntato anche uno spazio per i gruppi e la cappella, per la quale già c’è un’icona di San Benedetto e San Francesco proveniente da Paganica all’Aquila, “scritta” dalle Clarisse a sigillo del gemellaggio avviato dopo il terremoto. Mentre si accoglieranno i visitatori, nella gestione della Villa ci sarà la possibilità di supporti lavorativi a giovani e persone in difficoltà, accompagnati dai partner del progetto: la Casa e la Cooperativa don Puglisi, il cantiere educativo Crisci ranni, la cooperativa sociale L’arca. “E così – spiega Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana di Noto e presidente della Fondazione Val di Noto – si racconterà come l’ora et labora di San Benedetto apre agli orizzonti di un’economia che punta, non al profitto, ma alla felicità comune e che dona dignità al lavoro, a tutto il lavoro. Come accadde in pieno medioevo attorno ai monasteri benedettini, infatti, ancora oggi si pensa a mettere insieme solidarietà, coesione sociale, economia che sviluppi bene comune. Sono i tre filoni di impegno della Fondazione di comunità Val di Noto e delle “azioni di sistema” della Caritas con cui si cerca di promuovere comunità, cittadinanza, speranza. Tutto peraltro è nato alla fine di un ritiro spirituale, senza un preciso progetto ma seguendo l’ispirazione di un impegno a ripristinare un bene comune e tutto si è realizzato con l’apporto generoso di tanti, compresi tecnici e maestranze. Per questo è stato spontaneo fin dall’inizio ritmare le tappe con quell’atto di ringraziamento a Dio che è l’eucaristia. Così, nella fase iniziale, c’è stata la celebrazione della giornata delle claustrali e adesso, finiti i lavori della Villa, si vuole ringraziare il Signore con una “messa per la città”, che sarà celebrata lunedì 9 luglio alle ore 19 nel giardino antistante la Villa. Una messa proseguita nell’adorazione eucaristica con intercessioni perché le nostre città non perdano lo sguardo contemplativo e lo sguardo della cura educativa, con gli orizzonti del mondo che, con i migranti, arriva fino a noi. L’eucaristia diventa fonte di un’ospitalità che avrà la larghezza del cuore di Cristo, a trecento sessanta gradi. Si offriranno infatti possibilità di visitare il territorio con itinerari religiosi, solidali, eno-gastronomici, naturalistici per cogliere tutte le valenze della “bellezza che salva il mondo”. Soprattutto si offrirà il segreto di una comunità che cresce come fraternità solida: il primato di Dio, che le Monache benedettine testimoniano con la loro preghiera a favore della città e del mondo”.

Ufficio Stampa Sabrina Gariddi

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