Le grandi imbarcazioni inidonee per la navigazione. Eppure trasportano migranti

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Grandi imbarcazioni, scassate e non idonee alla navigazione. Con a bordo 600-700-800 uomini, donne e bambini in fuga. Questi i primi sbarchi degli anni 2000. Emigranti? No. Migranti. E perché mai? In quanto sprovvisti di documenti, atti di richiamo e quant’altro serviva ai nostri padri per espatriare regolarmente o per quale altro motivo?
Consentitemi, a questo punto, di aprire una parentesi. Il mio amico prof. Andrea Tomasello di Scicli, con il lavoro teatrale “Come uccelli di passo”, già presentato con successo in numerosi centri dell’Isola, racconta importanti capitoli della emigrazione fino ai nostri giorni.
Mai titolo fu più azzeccato. Ho avuto l’onore di partecipare ad alcune di queste rappresentazioni teatrali e di intervenire dopo lo spettacolo parlando del mio “Mal di Mare”.
Grazie anche a questa bella esperienza mi sono convinto che, in effetti, è politicamente corretto chiamare migranti quelli che sbarcano sulle nostre coste; perché, come uccelli di passo, sono obbligati a transitare dal nostro Paese diretti verso altri centri europei. Così almeno nelle loro intenzioni. Vanificate da un busillis imprevisto: la chiusura a doppia mandata delle frontiere di casa loro decisa da Francia, Germania. Lussemburgo, Malta, Belgio, Austria, Danimarca, Svezia, Olanda, Norvegia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia.
I migranti da “uccelli di passo”, dunque, sono diventati “stanziali”. Cinquecentomila, seicentomila? Settecentomila? Quanti sono effettivamente i fuggitivi che vivono oggi nel nostro Paese?
Gravissimo l’errore commesso in questi ultimi anni dai nostri governanti di avere accettato quasi supinamente una situazione divenuta oggi insostenibile. Anzi esplosiva.
Bravi gli italiani prima e cattivi ora solo perché si cerca di adottare l’unica soluzione possibile al problema, stoppando i trafficanti di vite umane e i loro complici non più occulti?
Nei primi anni 2000 i migranti arrivavano con imbarcazioni di fortuna. Fuggivano autonomamente verso nuovi lidi. Oggi, dopo poche miglia, vengono consegnati alle unità navali di alcune delle cosiddette organizzazioni non governative, i cui equipaggi, vedi quello che sta succedendo in queste ore, dopo avere violato ripetutamente il codice della navigazione e la legge del mare, si pongono perfino in una posizione di sfida contro lo Stato italiano, mentre l’imberbe Macron, “statista” di grande sensibilità umana e sociale, continua a giocare sporco lanciando strali e insulti contro il nostro Paese.

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