Acque tempestose…………l’opinione di Rita Faletti

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Dovesse sfaldarsi l’Unione Europea, l’immigrazione potrebbe essere una causa. Sull’Italia e il suo Ministro dell’interno è piovuto un diluvio di insulti per la decisione a sorpresa di Salvini di bloccare l’ingresso della nave Aquarius ai porti italiani. Seicento32 migranti tra cui minori non accompagnati e donne instato di gravidanza in mezzo al Mediterraneo con provviste sufficienti per due giorni. La Spagna ha offerto i suoi porti incassando il plauso di Macron, il quale ha definito Salvini “vomitevole” e il nostro paese cinico e irresponsabile. Si è subito parlato di asse franco-spagnolo e delle possibili conseguenze di quella che è stata definita da alcuni propaganda, da altri mossa tattica vincente, da altri ancora mancanza di strategia. Tutto dipende da come si evolverà la situazione e dalpiano che ha in menteSalvini, se ne ha uno, il quale non può pensare di governare con i “like”, né sottovalutare le reazioni dei partner europei, per quanto ipocrite esse siano. Macron ha stretto sull’immigrazione, discriminando tramigranti economici e richiedenti asilo, ha introdotto il reato di entrata illegale, ha ridotto i tempi di presentazione delle domande di asilo e dei ricorsi, ha chiuso i suoi porti e,nel 2017, a Ventimiglia, ha ricacciato 45mila migranti a muso duro. Può bastare? No, perché il dietro front dell’enfant prodige sull’accoglienza è avvenuto nel silenzio dell’Europa e delle sinistre che hanno a cuore la questione, per lo meno come bandiera da sventolare contro le destre. La Spagna ha un nuovo premier, il socialista Sanchez, che non per motivi umanitari, sospetto, bensì per puro calcolo di opportunismo politico, ha approfittato del caso Aquarius per segnare uno smarcamento dal governo di centro destra di Rajoy. Ogni paese ha il proprio tornaconto e coltiva i propri interessi, il che rende difficile ascrivere l’accoglienzaalla sola bontà di cuore. L’Italia era stata elogiata e ringraziata da Juncker per la generosità dimostrata, in realtà si sfregava le mani al pensiero che era toccato a qualcun altro l’onere di accogliere. Con il respingimento dell’Aquarius, si teme che il nostro paese abbia abbandonato la strada dell’arrendevolezza per imboccare quella dei muscoli. L’Austria di Sebastian Kurz dichiara guerra all’accoglienza, la Spagna ricevea suon di pallottole i migranti provenienti dal Marocco e chiude i suoi porti, Malta non firma unaclausola dei trattati di Dublino per non essere invasa, persino la Germania della solidale Merkel iniziaa limitare gli ingressi, i paesi di Visegrad accolgonozero migranti. L’Italia dal volto umano ha osato fermare una nave. Per cinismo e irresponsabilità o per inviare un segnale forte all’Europa e chiedere collaborazione e condivisione?Ieri la Francia ha preteso le scuse per quello che l’Unione europea ha definito “errore”, sottintendendo che la cosa nonha da ripetersi. Il premier Conte, in un eccesso di cortesia, ha ringraziato la Spagna, ma non ha risparmiato alla Francia una secca risposta alle critiche di Macron: non accettiamo lezioni ipocrite. Oggi l’ambasciatore francese è atteso alla Farnesina. Salvini ha annunciato un incontro con il premier bavarese sul tema della difesa delle frontiere esterne. All’asse franco-spagnolo si oppone quello italo-tedesco. Un capolavoro di coesione all’interno di un’unione che in comune ha una moneta, ma è stata finora incapace di costruire una linea collettiva per affrontare con pragmatismo un fenomeno epocale, che non è possibile eludere con interventi isolatie di efficacia di breve durata. Non intendo con questo insinuare che l’uscita dall’eurozona sarebbe auspicabile, anzi, si rivelerebbe per noi un’autentica sciagura, ma sono convinta che la durezza sia dannosa se priva di un progetto sostenuto da una chiara e complessiva visione della realtà. Se i flussi migratori si sono ridotti del 70 per cento, il merito va riconosciuto a una serie di provvedimenti che l’ex ministro Minniti ha messo in campo e vanno nella direzione del contenimento, del contrasto all’immigrazione illegale, di una maggiore sicurezza dei confini grazie alla creazione di centri per l’identificazione in Africa, di una distribuzione più equa dei richiedenti asilo. Nella legge c’è anche il codice per le Ong e non manca la protezione dei minori non accompagnati. Perché rinunciare al buono per affidarsi all’improvvisazione?

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