“Il mio libro “Mal di mare” per il ministro Salvini”… di Michele Giardina

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Ho donato il mio “Mal di Mare” al ministro dell’Interno Matteo Salvini, come del resto avevo già fatto con l’ex ministro Marco Minniti, e qualcuno ( e ti pareva) nascondendosi coraggiosamente dietro il nome di Billimiento, commentando un mio articolo pubblicato sul giornale online radiortm, ha fatto lo spiritoso, non avendo idea del contenuto del libro e non conoscendo affatto l’autore che, rispetto a partiti e movimenti politici, in attesa di leggere e raccontare fatti ed eventi, continua con grande serenità a rimanere nella posizione privilegiata dell’osservatore neutrale. “Francu ri naca” – Andrea Camilleri permettendo – si dice dalle nostre parti.
Nel chiedere scusa per la non breve, ma necessaria premessa, oggi, non prima di augurare una bella e splendida giornata agli amici che vogliono onorarmi della loro attenzione, osservo:
“Un giorno dopo il mio insediamento, chiuderò i porti italiani, quindi provvederò a rispedire a casa loro i 500mila migranti irregolari che sono in Italia”.
Questo l’impegno assunto in campagna elettorale da Salvini. Impegno, come volevasi dimostrare, impossibile da mantenere.
Ieri, dopo la polemica con la Tunisia, Salvini ha fatto la voce grossa con Malta, ma alla fine i migranti che, in base agli accordi consolidati con il progetto europeo Frontex Themis avrebbero dovuto essere traghettati a Malta, sono sbarcati a Reggio Calabria.
Un conto è la campagna elettorale, altra storia il ruolo di ministro dell’Interno? Si, come confermato dai fatti. Per, quanto ci riguarda, nessuna sorpresa. Dopo avere scritto centinaia di articoli e pubblicato un paio di libri sull’epocale e infinito fenomeno migratorio, siamo talmente ferrati che la politica, questa politica, non ci sorprende affatto. Cambierà tutto fra un mese, sei mesi, un anno? Lo scriveremo.

1 commento

  1. Egr. Sig. Giardina, confesso di non aver letto il suo libro Mal di mare e di non avere idea che ne avesse fatto dono anche al precedente Ministro dell’Interno Minniti.
    Mi piacerebbe però sapere se davvero ritiene che il neo Ministro Salvini “confermi di volere agire con fermezza e buon senso”, come da Lei scritto in un articolo di pochi giorni fa.
    Sulla fermezza non vi è alcun dubbio, ma sul buon senso avrei qualche perplessità, visto che tutti i giorni pubblica video propagandistici e vagamente razzisti, inimicandosi fra l’altro i Paesi che dovrebbero cooperare con l’Italia e dimostrando una notevole capacità nel semplificare, a proprio tornaconto elettorale, “l’enorme complessità di un problema di portata epocale che non può di certo essere risolto con slogan di comodo e insulti reciproci” ( per usare ancora parole di un suo recente articolo ).
    Detto questo mi riprometto di cercare e leggere il suo libro Mal di mare, frutto di un’osservazione ravvicinata rispetto alla complessità della questione, dato che le mie personali opinioni sul fenomeno delle migrazioni e sull’operato delle Ong si basano solo su giornali e reportage vari.

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