Siracusa-Gela. Il sindacato riprende la protesta. Chieste risposte rapide sui pagamenti e ripresa lavori.

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Ci sono forti, condivisi non più rinviabili comuni denominatori che mettono insieme sindacato, politica, imprese e associazioni di categoria senza differenziazione alcuna. Il cemento di questa coesione è la ripresa dei lavori dei lotti 7,8 e 9 del tratto autostradale Rosolini – Modica.
Nonché il pagamento immediato delle imprese e dei lavoratori che da mesi non percepiscono somme ed emolumenti. Sullo sfondo un rischio immanente che mette in discussione il completamento dell’opera: la perdita dei 70 milioni di euro dell’UE se entro il marzo del prossimo anno non sarà ultimato il primo stralcio funzionale dell’arteria.
C’è già una data indicata. Quella del 10 giugno p.v. entro la quale la situazione d’impasse si deve sbloccare altrimenti il giorno successivo il sindacato unitario tornerà sulla strada per intraprendere più efficaci azioni di protesta anche quella di recarsi a Palermo con un colonna di camion.
Questa mattina, CGIL, CISL, UIL hanno ridato slancio alla vertenza promuovendo una manifestazione di protesta chiamando a raccolta i parlamentari regionali (presenti Nello Di Pasquale, Orazio Ragusa, Stefania Campo e la parlamentare nazionale Maria Lucia Lorefice) e i sindaci dei territori interessati ( Il sindaco di Rosolini, Canto, il sindaco di Modica, Abbate,il sindaco di Ispica, Muraglie, il vice sindaco di Pozzallo, Giudice) e poi ancora la Confartigianato, la CNA, l’ASCOM. Il punto di riunione sulla strada Pozzallo-Ispica nei pressi del cantiere con una corsia stradale occupata dai mezzi pesanti delle imprese e un camion ad inizio colonna a far da palcoscenico ai numerosi interventi che si sono succeduti.
Le priorità sono state già indicate nel primo intervento di Peppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa per il quale è urgentissimo fare fronte al pagamento delle imprese e quindi dei lavoratori per ridare slancio alla vertenza ma soprattutto dignità al territorio. Il sindacato unitario ha ripreso la vertenza e andrà sino in fondo a cominciare a compulsare la politica regionale. Su questa l’on. Nello Di Pasquale è stato preciso: “i parlamentari del territorio ci sono e da subito sarà convocato un incontro a Palermo per sbloccare la situazione”.
Secondo Paolo Sanzaro, segretario generale della CISL Siracusa – Ragusa lo stato di fatto del lotto Rosolini – Modica descrive la metafora del territorio in termini di opera incompiuta, di disoccupazione, di distruzione del paesaggio. L’agricoltura e il turismo volani economici del sud est siciliano senza autostrada conosceranno un’altra terribile crisi. Si attivi da subito un tavolo operativo con la Prefettura di Ragusa allargato anche al governo regionale.
“Questa è una battaglia politica che non ha colore” ha esordito il sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie, bisogna rispondere energicamente a questa situazione che è definita violenta per le gravi e continue ripercussioni che ha nei confronti di settori vitali a cominciare dall’agricoltura.
La battaglia va condotta sui viadotti incompleti attraverso azioni clamorose, ribadisce Corrado Calvo, sindaco di Rosolini. La misura è stracolma e la risposta deve essere adeguata.
Alla crisi che si è determinata per il mancato sblocco dei lavori, il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, accomuna una beffa: quello dello sventramento del territorio che in caso di pioggia abbondante si rischia tantissimo. Se è necessario si vari una legge speciale, come è stato fatto in altre occasioni, per pagare le imprese subito e i lavoratori. Si rescinda il contratto con Condotte e si dia subito l’incarico di completare l’opera alla seconda impresa in graduatoria. E di garanzie ha parlato l’on. Orazio Ragusa che annuncia che il Governo regionale sta monitorando la situazione ed è necessario che Condotte passi la mano per consentire la ripresa dei lavori. Il Sud Est siciliano reclama un diritto sacrosanto quello di avere la sua autostrada.
E’ evidente che vanno sbloccate le risorse del CAS, sottolineata la parlamentare Stefania Campo, che valgono 22 milioni di euro come peraltro promesso. Necessario attivare, vista la situazione, un piano B perché è vitale non perdere i fondi europei ed essere puntuali con la realizzazione delle opere entro il 31 marzo del 2019. Non bisogna parlare del ponte sullo Stretto. Ci sono altre priorità in Sicilia e la Rosolini – Modica è tra queste.
Ma è stato anche rilevato un problema legato al silenzio dell’ANAS. Stefano Munafò, segretario generale della Uil Ragusa – Siracusa – Gela, sprona le istituzioni ad intervenire presto. Si è all’inizio di una battaglia che si vuole vincere a tutti i costi perché il lotto Rosolini –Modica non si trasformi in un’incompiuta.
E la denuncia delle mancate risposte ei governi, nazionali e regionali, sulle difficoltà in atto è lanciata dalla parlamentare nazionale, Maria Lucia Lorefice la quale sostiene che l’ANAS in questa vicenda si è lavata le mani. Bisogna individuare vie alternative. Dall’Europa dicono chiaramente che si perdono i settanta milioni di euro stanziati non ci sarà altra occasione di finanziamento e sarà un dramma.
Basta con le parole, bisogna disegnare un percorso chiaro che esiga risposte pronte secondo Luca Romeo di Confartigianato che stamani ha partecipato insieme ad ASCOM e CNA alla manifestazione.
Il tratto autostradale Rosolini – Modica non è, secondo Nunzio Turrisi segretario regionale della Filca Cisl, un’opera di questo territorio ma impatta su tutto il sistema viario siciliano. Ed è questa la ragione per la quale l’opera va completata a cominciare dagli stralci funzionali che devono essere completati entro il marzo del prossimo anno.
Ma anche qui è il lavoro al centro di tutto. Franco Tarantino, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia non ha dubbi: nel settore edile si è perso il 70 per cento dell’occupazione, le infrastrutture non solo danno occupazione ma rilanciano in modo decisivo comparti come il turismo ed è per questa che sbloccare l’opera nel contesto di una battaglia di civiltà. Contrariamente consegneremo un territorio depresso. Questa è un’ipotesi che bisogna evitare. Entro il 10 giugno si attendono risposte decisive. Se così non sarà a partire dall’ 11 giugno il sindacato tornerà in strada per azioni più incisive.
E anche il porto di Pozzallo senza lotto autostradale, sottolinea il vice sindaco, Giuseppe Giudice, non avrà la sua bretella con la grande arteria viaria e ciò comporterà un detrimento sul piano commerciale e turistico per l’intera isola.

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