Vertenza Medicare alla RSA di Comiso, vertice in Prefettura. Fisascat Cisl: “Grande disponibilità da tutte le parti”

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La Fisascat Cisl e altre sigle sindacali avevano chiesto nei giorni scorsi un incontro con il prefetto di Ragusa per esaminare da vicino la vertenza che riguarda i circa 40 lavoratori in capo alla Medicare che, dal prossimo 7 maggio, perderanno la propria occupazione dopo che l’Asp 7 ha deciso di modificare la gestione del servizio della Rsa di Comiso. Il vertice si è concluso poco fa a palazzo del Governo. Erano presenti i rappresentanti dei sindacati di categoria, i rappresentanti della cooperativa Medicare, il commissario straordinario dell’azienda sanitaria provinciale, Salvatore Lucio Ficarra, e la dirigente del servizio Provveditorato, Maria Rosaria Sigona. “Diciamo subito, intanto – sottolinea Salvatore Scannavino, segretario territoriale della Fisascat Cisl – che è opportuno ringraziare il prefetto Filippina Cocuzza la quale non solo ha risposto in maniera tempestiva alle nostre sollecitazioni ma ha dimostrato grande interesse sulla vicenda, cercando di comprendere quali possono essere gli spiragli risolutivi della vertenza. Analoga disponibilità da parte del commissario Ficarra per affrontare nella maniera migliore il problema, verificando se è possibile rimodulare il costo dell’esternalizzazione con una eventuale gara. Le procedure potrebbero risultare complesse ma da parte di tutti si è registrato un grande interesse per far sì che i livelli occupazionali possano essere tutelati il più possibile. Nei prossimi giorni è in programma una nuova riunione, data ancora da definire, che ci consentirà di proseguire un confronto che, però, è stato avviato sulle basi giuste e che, quindi, ci può consentire di trovare la strada migliore per evitare disagi ai lavoratori”. Il sindacato aveva attivato la procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della legge 146/90 che preludeva alla proclamazione di uno sciopero vero e proprio. Ora, però, tutto è stato sospeso. “Ribadiamo il nostro auspicio – prosegue Scannavino – che è quello di fare in modo che la vertenza possa essere ammantata di ragionevolezza e che si possa decidere tutti assieme quale la strada migliore per evitare questa emorragia occupazionale”.

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