CD O VINILE? L’antica sfida fra analogico ed il digitale ritorna oggi di grande attualità. di Francesco Roccaro

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Da un po’ di tempo a questa parte è ritornato sul mercato in modo preponderante l’ascolto e la conseguente vendita delvintage .
Un ritorno al “retrò”, con un boom inaspettato sul mercato di produzione e richiesta del mitico disco in vinile, il primo storico supporto per la memorizzazione di segnali sonori. Nato nel 1948, il disco in vinile, o anche chiamato LP, ha rivoluzionato il mondo della musica con un boom negli anni ’60 e ’70, diventando uno dei simboli di quegli anni di fervore e cambiamento della società. Proprio per questo essere testimone di un’epoca non troppo lontana ma decisamente diversa, che ha segnato il cambio di rotta che ha portato alla società contemporanea, dal 2010 questo supporto ha ricominciato ad avere una richiesta di produzione altissima, che era definitivamente crollata negli anni ’90 a discapito di altri tipi di supporto, che sfruttavano le nuove tecnologie di quegli anni, come i famosissimi Compact Disk (CD).Ma nonostante le nuove tecnologie, come l’MP3, di cui abbiamo già parlato o l’Advanced Audio Coding (AAC) o lo stesso CD, l’LP viene preferito ancora da molti e viene ritenuto il miglior supporto per ascoltare musica, semplicemente perché “la musica sul vinile secondo molti si sente meglio”. Ma questo luogo comune è davvero provato? Realmente una canzone riprodotta su un definito supporto è meglio riguardo ad un altro?
Abbiamo deciso di entrare nella questione affondando gli artigli del sapere in una delle più attente ed innovative Università al mondo che si occupa anche di questo settore: La TuftsUniversity di Boston. L’università del Massachusetts ha provato a dare una risposta a questa difficilissima domanda, stilando una lista di varie ragioni secondo la qualei CD ancora oggi sono superiori agli LP ( dura lex , sedlex). Vediamole insieme.
Prima di procedere cari amici ( conosco la vostra impazienza) dobbiamo fare però due importantissime premesse:
E’ pacifico che ci sono alcuni supporti digitali che , indipendentemente dall’impianto,suonano meglio di altri. I formati AAC ed APE ad esempio hanno una qualità audio superiore al formato MP3 a parità di fattore di compressione. Il primo viene utilizzato dalla Apple per il programItunes, ed è normalmente il formato utilizzato daYouTube e su piattaforme comeSpotify. Questo per dire che fra i vari formati di codifica audio digitale sono presenti tantissime possibilità di scelta.Lo stesso non avviene per l’LP.
L’LP infatti è un supporto per la registrazione di tipo analogico, che sfrutta una riproduzione del segnale elettromagnetico/acusticointeramente diversa da ogni supporto digitale. Il formato digitale realizza una modifica dei dati ricevuti e viene rappresentato come sequenza di numeri ( sistema binario) presi da un insieme di valori prescelti ad una determinata frequenza detta di campionamento. Quindi tale sistema d’immagazzinamento dati è nettamente diverso nella forma di raffigurazione dell’informazione analogica, dove l’informazione non è analizzabile come un insieme discreto di elementi ma viene rappresentata come un” continuum” d’informazioni e registrate fisicamente su un solco. Quindi paragonare due mondi così diversi non è facile, è come parlare di caccia e pesca: entrambi sono sport. Entrambi sono all’aria aperta, in entrambi ci si interfaccia con animali, ma restano fra loro molto diversi. Proverò in ogni caso a riportare alcune informazione di paragone fra i due sistemi che gli studiosi della TuftsUniversity hanno scientificamente confrontato.

Dynamicrange (Intervallo dinamico) – Raffigura la differenza tra il segnale di suono più forte ed il più basso che il supporto ( CD o LP) può riprodurre. Un LP ha un intervallo dinamico massimo di 70 dB, mentre un CD può superare senza problemi anche i 90 dB: questo significa che il CD ha un range dinamico almeno 10 volte maggiore del supporto in vinile (LP).
Surfacenoise(Rumore superficiale) – E’ chiaro che il supporto LP gira su un piatto rotante. Questo provoca inevitabilmente un sistema di attachment del pulviscolo. Nonostante ogni forma di protezione possibile, è gioco-forza che i corpuscoli di polvere si depositano nei micro-solchi del supporto- vinile e sono causa del fastidioso rumore ( scratch) tipici dell’LP. A nulla valgono le interminabili e reiterate pulizie, i migliori panni , le innovative spugnette , liquidi e sistemi antistatici che ci hanno fatto sperperare negli anni ,sudate lire!. Questo non può succedere con i supporti CD, i quali usano vengono letti attraverso fasci di luce laser, tecnica che ignora la presenza di qualsiasi sostanza estranea sul disco, ad eccezione di polvere in abbondanza o graffi e tagli irreparabili sul supporto. Oltre a questo, i vinili hanno un sibilo stridulo ad altissima frequenza, continuoe fortemente riconoscibile, creato dal movimento della puntina sulla superficie.
Mechanicalnoise( Rumore meccanico) – Accennavamo prima al piatto girevole. Anche il più esoterico possibile( ci sono prezzi pazzeschi credetemi…))origina unarisonanza a bassa frequenza che viene trasmessa anche dalla più leggera e costosa puntina del giradischi al preamplificatore quindi allo stadio finale ed infine alle casse acustiche per l’ascolto. E’ scientificamente provato che questo rumore di fondo provoca una” distorsione dello spettro audio” che è poi da molti percepita come “ calore del vinile”. Tutte le migliori case produttrici di impianti e sistemi audio ( piatto-pre e ampli) hanno inventato ed adottato una filtri by-pass lownoisefrequence per questo eliminare questo grave problema o quanto meno ridurre l’effetto rimbombo, ma essendo talerisonanza unavibrazione a bassa frequenza, questo protezione ha il grande limite di eliminare o quantomeno ridurre anche i suoni a bassa frequenza registrati sul disco e quindi di tagliare parti di frequenze basse. Tale effetto si nota per gli audiofili più attenti sulla riduzione d’ampiezza dinamica sull’ottava inferiore di un pianoforte gran-coda o i toni bassi di una cassa di batteria o sulla membrana di un timpano orchestrale.
SpeedVariation( variazione di velocità d’esecuzione)– Questo spiacevole effetto si nota ad esempio quando si vuole ascoltare ( soprattutto i musicisti) per poi riprodurre ( eseguire musicalmente) un assolo di chitarra o di pianoforte o altro stumento . Operando ad una similitudine fra i due sistemi a confronto (LP /CD) si nota subito tale differenza. Questo è possibile notarlo perché la musica sul vinile fa parte di un sistema ad azionamento meccanico, e quindi qualsiasi imperfezione di sistema, produrrà una piccolatrasformazione della velocità e quindi nell’intonazione generale ( si parla di ottave di tono o ancor meno). Quante volte è capitato di avere un vinile che è lievemente deformato o ha un buco centrale che non è precisamentebilanciato. In questo caso esso sarà sottoposto ai cosiddetti “salti”, ovvero a punti specifici dell’esecuzione che saranno soggetti a cambiamenti improvvisi di velocità ( di pitch). Questo nei CD non può accadere, a causa del sistema di riproduzione digitale che utilizza una tecnica differente.
Channels balance range (Separazione dei canali) – Su un Cd la separazione tra canale destro e canale sinistro utilizzati durante la registrazione supera i 90 dB, mentre su un LP supera di poco i 30 dB. Per questo motivo i fonici con tale valore molto più basso dell’LP rispetto il CD,possono lavorare su una gamma molto più stretta durante la fase di mixaggio e del mastering, con l’ effetto finale di una marcata limitatezza del campo del suonoper l’orecchio dell’ascoltatore.
Differentworkingsignal(Segnale “ a pezzi contro segnale continuo”) – Era un luogo comune ( soprattutto nei primi cd) ritenere che l’audio digitale “sminuzza” troppo il segnale in numeri discreti e che di conseguenza, esso non potevacondurre tutte le informazioni sonore correttamente come fa il “continuo” con il segnale analogico. Questa concezione è oramai tramontata , perché prima che il segnale digitale pervengaall’ascolto, esso viene ripristinato in un’onda analogica continua. Quindi in realtà il segnale digitale non viene privato assolutamente di alcunaporzione del suono, anzi ristruttura un’informazione addirittura migliorandone l’impostazione iniziale.
Long lifesupport (Longevità) – L’attrito determina calore, che infiacchisce la plastica di cui è formato il vinile e tutto ciò lo rende facile da deformare col tempo . Questo indica che ogni volta che si ascolta un vinile, l’attrito tra la puntina e la plastica alla fine finisce per logorare il disco stesso. Infatti un LP ascoltato tantissime volte presenterà delle imperfezioni anche se tenuto maniacalmente. Al contrario i CD invece suoneranno sempre nella stessa maniera anche dopo replicati ascolti. Quindi se tenuti con cura, a parte gravi e profonde scalfitture, essi sono esenti dalla polvere e dai piccoli graffi.
No replication copy ( nessuna copia conforme). Nessuna copia conforme a livello casalingo può essere effettuata da un LP ad un altro, mentre è possibile perfettamente il contrario con il CD.
Oltre a ciò, con l’avvento dell’alta definizione audio ha da qualche anno creato il SUPER CD AUDO con frequenze di campionamento e trasferimento dati altissime, cosa impossibile da ottenere con LP. Alla fine quindi , il risultato di questa ricerca della TuftsUniversity è questa: il CD rispecchia esattamente quello che l’artista registra in studio, mentre il vinile inevitabilmente lo distorce.
Allora in conclusione, per molti (nostalgici in primis) sono proprio queste carenze che rendono un effetto così piacevole all’ascolto di un vinile. Quei piccoli “salti di volume”, quello “sfrigolare” causato dalla polvere o da piccoli graffi, quel “rimbombo da circuito elettrico” e quel “calore” da distorsione armonica elevata, renderebbero unico il LP rispetto alla “freddezza della perfezione” del CD. Certamente paragonare il mondo analogico a quello digitale è sempre difficile e forse non comprensibile a molti e di sicuro, quando si discute di fisica del suono ci si addentra in un campo minato veramente pericoloso. Ma alla fine, volete mettere cosa si prova a prendere il discoLP dalla copertina a forma di dollaro di “…..E Pluribus funk” dei Grand Funk Railroad , o tirare fuori il vinile dalla copertina a forma di salvadanaio del primo album del Banco del Mutuo Soccorso? E’ una sensazione antica da goduria sessantottina e densa di sapori unici per chi scrive….eppure è innovativa, pur nella sua era vintage, per i più giovaniche scoprono per la prima volta questo mondo antico…….. E mentre vi parlo mi guardo la copertina della mia copia originale del 1977 di “The dark side of the moon…dei mitici Pink Floyd”…..ma per le mio orecchie “viziatelle” ascolterò l’album nella versione in super cd. Altra musica!

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