Manutenzione verde pubblico, situazione potenzialmente a rischio in alcune zone di Ragusa. Marino: “Non è stato fatto abbastanza”

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“Dicono di avere ultimato gli interventi urgenti di messa in sicurezza delle aree a verde pubblico. E però sono rimaste in sospeso situazioni che meritano di essere poste sotto i riflettori, soprattutto se dovessero presentarsi giornate particolarmente ventose, come quelle a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi”. Lo dice la consigliera comunale del gruppo Insieme Ragusa, Elisa Marino, facendo riferimento alla comunicazione diffusa ieri dal servizio verde pubblico del Comune di Ragusa. “Al di là del fatto che alcuni spazi sono stati attribuiti in gestione a grandi imprenditori della nostra città – afferma Marino – che dovrebbero occuparsi della manutenzione periodica, tocca al Comune vigilare affinché gli accordi presi siano rispettati. Infatti, ci segnalano aree potenzialmente pericolose, aree in cui le fronde secche di alcune palme rischiano di staccarsi con tutto ciò che questo potrebbe comportare qualora le stesse dovessero colpire le auto o peggio ancora i passanti. Mi riferisco, nello specifico, allo spazio a verde della rotatoria che sorge nel crocevia tra via Archimede e via del Plebiscito. Qui una fila di palme è notevolmente ingrossata dalla presenza di fronde ormai rinsecchite che formano un preoccupante strato vegetale, tutto addosso al fusto, che può anche rischiare di staccarsi, soprattutto quando c’è vento forte. Una segnalazione che i residenti mi hanno inoltrato, anche perché hanno richiesto più volte, senza esito, l’intervento del Comune, e che adesso giro a chi di competenza affinché verifichi la situazione e valuti come adoperarsi nella maniera migliore. Stessa problematica si verifica in via Ettore Fieramosca all’incrocio con via Australia. Anche qua le fronde rinsecchite risultano essere davvero parecchie. E se cadessero? Sono certa che la verifica delle problematiche sul territorio cittadino impone un’attenzione costante che, finora, in casa grillina è venuta a mancare”.

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