Vittoria. Omicidio di Salvatore Nicosia: 72 anni di carcere per gli autori

Dovrà scontare 30 anni di carcere il vittoriese(originario di Messina) Giacomo Iannello, 41 anni, ritenuto dal Gup di Ragusa, Andrea Reale, l’assassino del concittadino Salvatore Nicosia, 39 anni, detto “Turi mazzinga”, commerciante di autoricambi, ucciso la mattina del 12 settembre 2016 a colpi di fucile. Furono quattro le persone arrestate. Oltre a Giacomo Iannello c’era il padre Carmelo, 76 anni, che aveva un contenzioso d’affari la vittima, condannato dal Gup nello stesso procedimento a 16 anni di reclusione, Yvan Cacciola, 19 anni, condannato a dieci anni, e Giuseppe Scionti, di 28enne, condannato a 16 anni, tutti e tre di Messina. L’omicidio sarebbe stato commesso da Giuseppe Scionti e Carmelo Iannello, mentre Giacomo Iannello li attendeva fuori in auto. Cacciola, sempre secondo l´accusa, sarebbe stato al corrente della spedizione punitiva, ma non fece nulla per impedirla. Complessivamente quindi il Gup di Ragusa ha inflitto 72 anni di carcere.
I quattro arrestati furono traditi da due elementi: un foglio di blocknotes con una lista di autoricambi ritrovato nell´abitazione di uno di loro, e l’auto preparata per la fuga, una Fiat Panda rossa, bloccata per un guasto, unitamente al furto del mezzo di proprietà della vittima. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i tabulati telefonici avevano indotto gli inquirenti a seguire la pista del regolamento di conti con Giacomo Iannello e con il padre Carmelo, residenti a Vittoria ma originari del Messinese, per l´esattezza di un paesino di circa 300 abitanti, Altolìa. Fu accertato, dalle analisi dei tabulati telefonici, che i cellulari dei Iannello agganciarono le celle telefoniche di Messina prima, e di Vittoria poi.
Secondo l’accusa, i quattro dopo essersi appostati all’interno del cortile del magazzino autoricambi di Nicosia, ed averne atteso l’arrivo, avrebbero esploso, con premeditazione, al suo indirizzo due colpi di fucile da caccia a pallini calibro 12.
Giacomo Iannello aveva lasciato Vittoria un anno prima del delitto, probabilmente per debiti maturati anche con la vittima. Era andato a vivere a casa del padre Carmelo, originario di Altolia, dove si occupava di coltivazione dei terreni. Yvan Cacciola aveva ammesso di essere arrivato con i due Iannello la notte prima dell’omicidio a Vittoria e di essere andato via subito dopo l’evento delittuoso di cui lui aveva saputo dell’omicidio solo dalle notizie web.
Il Gup ha disposto anche una provvisionale per le parti civili di complessivi 1,3 milioni di euro.

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