Lettera al Ministro del Comitato pro Tribunale di Modica. Riceviamo e pubblichiamo

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Eccellenze,
con nota prot. n. 1608/11 del 3 ottobre 2013, il Presidente del Tribunale ed il Procuratore della Repubblica di Ragusa hanno segnalato al Sindaco di Ragusa, e agli altri destinatari in indirizzo, le “criticità strutturali” presenti nel locale Palazzo di Giustizia, peraltro precedentemente comunicate a quell’Ente con nota prot. n. 917 del 5/7/2010. Tali “criticità” – assieme ad altre attinenti alle misure di sicurezza previste dalla normativa antinfortunistica – sono state portate a conoscenza, delle competenti Autorità, giudiziarie e amministrative oltre che tecniche, nonché della opinione pubblica. Epperò nessuna iniziativa di messa in sicurezza delle strutture interessate è stata ad oggi posta in essere, nonostante che il territorio di Ragusa sia esposto al notorio gravissimo pericolo sismico tanto da essere classificato“zona rossa”. Il plesso giudiziario non assicura peraltro – a differenza del dismesso Palazzo di Giustizia di Modica – tutela a quanti, a diverso titolo, sono costretti a frequentarlo. In particolare è stata stigmatizzata la mancanza di “una scala esterna in acciaio”, disposta per espressa prescrizione dei Vigili del Fuoco – della quale il dirigente dell’U.T.C. di Ragusa dava certezza di realizzazione entro 180 giorni dalla nota prot. n. 31567/14 del 18 aprile 2014 a sua firma, che pure si allega – nonché del sistema di allarme antincendi in atto affidato ad un fischietto appeso alla parete della stanza di una impiegata.
Lo stesso Ufficio del Genio Civile di Ragusa ha infine, con nota n. 18310 del 25 gennaio 2018, segnalato l’attuale inadeguatezza della struttura giudiziaria di Ragusa, non antisismica e di fragile fisicità, tale da lacerare, per l’ipotesi di un evento calamitoso, la debole struttura urbana e da compromettere la rete di relazioni economiche, sociali e culturali, materiali e immateriali, che al pari della struttura fisica costituiscono la vita delle città.
Di fronte alla ripetuta insensibilità ed inescusabilità degli Uffici allertati, il
Comitato confida che Vostra Eccellenza, nuovo all’incarico di responsabilità, voglia procedere – ai sensi dell’art. 2 del D.M. in oggetto, anche alla luce dei recenti dicta della S.C. (Cass. pen. Sez. V, 08/01/2018 n. 190 e Cass. civ. Sez. Ili, 05/07/2017 n. 16508) – ad assumere le opportune iniziative per scongiurare che gli immanenti pericoli sopra dedotti possano sfociare, una volta di più, in tragedie annunciate.
IL COMITATO PRO – TRIBUNALE

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4 Commenti

  1. Tutte manovre strategiche per far restare a Ragusa il tribunale , ed ora per ricercare locali idonei da ristrutturare ed adibire a locali giudiziari .
    E dire che sul territorio insiste e persiste una struttura idonea , ma è a Modica .
    Io spero che il nuovo Procuratore possa intervenire con celerità , perchè dietro c’è tutta una sfilza di “personaggi”che manovrano al di fuori della Legge . . .

  2. In questa vicenda, infarcita di paradossi, temo si possano nascondere delle responsabilità.

  3. @ Nino Frasca Caccia :
    Gli avvocati del Foro di Modica avrebbero dovuto alzare barricate , ma hanno preferito far correre per non “ostacolare”chi si è prodigato nell’ILLECITO .
    Paura di ritorsioni della”mala-giustizia” . . .
    A proposito quando si aprirà un fascicolo ad oc sui”massoni” iblei , ed in particolare sugli”uomini di legge”coinvolti ?
    Ed intanto il “m”inistro ed il suo ufficio bandisce la ricerca (pilotata…)di una sede opportuna per il “t”ribunale di Ragusa .
    Altro SPERPERO di danaro pubblico ,oltre ai 12 milioni dell’efficiente Tribunale di Modica .
    Di sicuro le lobby locali proveranno a piazzare il palazzo Tumino , eretto con soldi pubblici e”donato” al “privato”.
    Se non ci scappa il morto tutti in campana , tipico atteggiamento della “mafia” Bianca degli Iblei , quella che non spara . . .

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