Modica. Le offerte in Chiesa si accettano solo da un euro in su. Parola di Dio!

Ha del grottesco quello che è successo oggi in una chiesa periferica di Modica. Nel corso di una cerimonia funebre, al momento dell’offertorio, il parroco ha preso la parola per fare delle puntualizzazioni: “Chiunque abbia fede deve pensare questo: se il Signore viene a casa vostra e vi chiede di fare un regalo a vostro fratello voi cosa fareste? Regalereste pochi centesimi? Ecco, immaginate che ci sia il Signore a passare tra i banchi e che i soldi li date a Lui. Mi raccomando il Signore non accetta i centesimi”. Qualche sorrisino(nonostante la ricorrenza non certamente allegra) e qualche occhiataccia storta da parte dei parenti. Tra i fedeli in raccolta un’anziana signora che, confusa dalle monete, mette nel sacchetto 20 centesimi anziché la quota minima richiesta. Al termine del giro tra i banchi dell’incaricato, il prete si fa portare il sacchetto e, anziché continuare con la funzione religiosa, svuota il contenuto sull’altare, un pò come si fa a Natale quando si gioca a tombola e si deve stabilire l’entità della cinquina, della quaterna e via dicendo.

Ecco che spunta il corpo del reato: la moneta da 20 centesimi. Fermi tutti!. Che importa che si stia celebrando un funerale? Che importa che si è in un luogo sacro? Che importa se ci siano i parenti affranti dal dolore per la morte del congiunto e che non hanno il minimo interesse per la quantità delle offerte? Ecco un nuovo strappo al “protocollo”. Il prete prende la moneta in mano e come un’ostia da consacrare prima della Comunione la alza al cielo rimproverando: “Allora volete sfidarmi?” Ed ecco il colpo di scena. Attraversa la navata della Chiesa, oltrepassa il feretro e getta la moneta fuori dal portone principale. Apriti cielo (è proprio il caso di dirlo). Dai banchi partono insulti al religioso, i parenti sono sempre più infuriati. La signora “rea” dell’affronto si accorge del suo errore e scoppia in lacrime. In molti si alzano e abbandonano la Chiesa rinunciando alla Comunione e alla conclusione del funerale che arriva tra mille difficoltà ambientali. Ma non è finita perché (giustamente) i parenti e gli amici non ci stanno, si aspettavano un saluto diverso per il proprio caro. Ecco che aspettano fuori il prete apostrofandolo con parole non proprio di benedizione o di ringraziamento rinfacciandogli l’assurda sceneggiata a cui hanno appena assistito increduli.

Ed ecco che ci viene in mente un vecchio adagio siciliano : “u parrinu nun canta missa senza soddi”. Amen.
Prende le distanze dal parroco, il Presidente del Comitato Festa Parrocchiale, Peppe Minardi, che è anche membro degli affari economici della parrocchia interessata. “Prendo le dovute distanze dal gesto alquanto offensivo e pretestuoso del nostro Parroco. Per me il senso cristiano va oltre l’arroganza e la maleducazione, un Pastore deve essere umile e servizievole e guidare il proprio gregge verso il giusto cammino, questi sono esempi sbagliati da non prendere in considerazione. Mi scuso a nome di tutta la Comunità per il disdegno provato da tutti i presenti e mi scuso con la famiglia della defunta che sicuramente non meritava un simile gesto per il suo percorso di Vita fatto di Amore e lealtà. Con amarezza e rabbia chiedo perdono a Dio se le mie parole possono ferire qualcuno”.

Giuseppe Ragona

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