
MARINA DI MODICA/SAMPIERI, 15 Ottobre 2026 – Il Mediterraneo è da sempre uno scrigno di biodiversità, ma l’equilibrio dei suoi ecosistemi è costantemente minacciato da inquinamento, catture accidentali e disturbo antropico. In questo scenario, le tartarughe marine, e in particolare la specie Caretta caretta, svolgono il ruolo di vere e proprie sentinelle della salute del mare. Per tutelare questi affascinanti rettili, la scienza ha deciso di scendere in campo in modo strutturato attraverso il progetto internazionale TARTANET.
Avviata nel luglio 2025 con il finanziamento della World Organisation for Animal Health (WOAH), questa iniziativa triennale unisce la ricerca d’avanguardia all’azione sul territorio. Il coordinamento è affidato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, affiancato dall’IZSVe e da prestigiosi partner scientifici di Tunisia e Marocco. L’obiettivo principale è monitorare lo stato sanitario degli animali e studiare dinamiche complesse come l’antibiotico-resistenza.
La ricerca scientifica globale, tuttavia, non può prescindere da un presidio costante dei litorali, ed è qui che la provincia di Ragusa diventa un fulcro strategico per il successo del progetto. La costa iblea, con le sue ampie spiagge sabbiose e le sue dune incontaminate, rappresenta infatti una delle aree di nidificazione più importanti dell’intera isola per la Caretta caretta.
In questo contesto spiccano per rilevanza i litorali di Marina di Modica e Sampieri, due località balneari che negli ultimi anni hanno registrato una frequenza crescente di deposizioni. La presenza di TARTANET in queste specifiche zone permette di attivare protocolli scientifici rigorosi fin dal momento della nidificazione, garantendo la massima protezione alle uova durante il delicato periodo di incubazione.
A Marina di Modica e Sampieri le attività si declinano sia sul piano della ricerca biologica che su quello della sorveglianza attiva. Gli esperti monitorano costantemente gli arenili per individuare le tracce lasciate dalle madri ed evitare che il turismo di massa, il calpestio o la pulizia meccanica delle spiagge possano danneggiare i nidi.
Accanto al monitoraggio scientifico del microbioma e del resistoma batterico portato avanti dai laboratori centrali, il progetto sul territorio ragusano vive grazie alla stretta cooperazione con la comunità locale. Pescatori, diportisti, operatori turistici e semplici cittadini vengono formati per riconoscere le tracce e segnalare tempestivamente la presenza di esemplari in difficoltà.
Un approccio sinergico, in perfetta armonia con la visione One Health, che dimostra come la salute umana, quella animale e quella ambientale siano indissolubilmente collegate tra loro. Proteggere le spiagge di Sampieri e Marina di Modica non significa solo salvare i singoli piccoli di tartaruga, ma preservare l’intero ecosistema marino del sud-est siciliano.
La sfida di TARTANET è proprio questa: costruire una tutela duratura che parta dai laboratori scientifici internazionali e arrivi fino alla sabbia dorata della provincia di Ragusa. Solo attraverso la prevenzione, la ricerca e il rispetto dei siti riproduttivi da parte di tutti sarà possibile garantire un futuro alla biodiversità del nostro mare.


