Crisi dell’olio extravergine negli Iblei. La denuncia di Copagri mette in allarme l’intero comparto

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RAGUSA, 13 Ottobre 2026 – L’olivicoltura della provincia di Ragusa affronta un allarmante crollo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva, ritenuto un fenomeno speculativo ingiustificato che minaccia centinaia di aziende agricole del territorio. Copagri, Agrisana e Italia Olivicola denunciano a gran voce uno scenario paradossale per cui, a fronte di una produzione nazionale e regionale insufficiente a coprire persino il fabbisogno interno, il valore economico del prodotto sta calando in modo drastico e repentino.
La provincia di Ragusa partiva da una posizione di mercato decisamente solida, mantenendo eccellenti quotazioni iniziali che si aggiravano attorno ai 10,75 euro al chilo per il prodotto extravergine non a denominazione, superando ampiamente le valutazioni registrate in altre aree della Sicilia come Palermo e Trapani, ferme a circa 6,70 euro. Tuttavia, l’avvio della campagna olearia ha innescato un pesante effetto domino spinto dal crollo dei prezzi a livello nazionale, che ha toccato punte minime persino in Puglia con quotazioni crollate a 4 euro. Questa spirale al ribasso rende ormai quasi impossibile per gli agricoltori iblei coprire i reali costi di produzione sul campo e le spese vive necessarie alla molitura nei frantoi.
Il forte disequilibrio commerciale è imputabile principalmente a due fattori ben precisi che stanno soffocando la filiera locale. Da un lato pesano le enormi macro-giacenze accumulate, con oltre 100mila tonnellate di olio rimaste invendute nei silos italiani che bloccano di fatto la richiesta di nuovo prodotto fresco da parte dell’industria del confezionamento. Dall’altro lato, pesa in modo decisivo l’importazione massiccia e incontrollata a basso costo da Paesi terzi come la Tunisia e la Spagna, che finisce per scoraggiare i prezzi all’origine sul territorio nazionale ed è alimentata da manovre speculative definite dai rappresentanti di Copagri una vera e propria bolla artificiale.
Mentre nelle province limitrofe di Agrigento e Trapani si registrano già i primi drastici blocchi della raccolta delle olive da parte degli operatori esausti, nell’area di Ragusa sale vertiginosamente il timore di un progressivo abbandono dei campi e degli uliveti secolari che caratterizzano il paesaggio degli Iblei. Per scongiurare questo disastro economico e sociale, il presidente nazionale di Copagri Tommaso Battista invoca con urgenza l’adozione di un sistema di tracciabilità rigoroso, la dichiarazione immediata dello stato di crisi del settore da parte delle istituzioni e lo sblocco mirato di fondi europei specifici a supporto della liquidità aziendale per salvare i produttori.

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2 commenti su “Crisi dell’olio extravergine negli Iblei. La denuncia di Copagri mette in allarme l’intero comparto”

  1. Le mie piante quest’anno hanno reso il 18%. Non mi lamento e già ho esportato tutto in Australia. Nella vita bisogna essere sempre pronti ad un piano B.

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