
RAGUSA, 09 Ottobre 2026 – Dieci anni esatti dopo la tragica scomparsa del ventiseienne operaio modicano Alessio Iabichella, avvenuta il 4 novembre del 2016 a causa di un incendio sul luogo dove stava lavorando, arriva la sentenza di primo grado: una condanna a due anni e otto mesi di reclusione per il datore di lavoro, difeso dall’avvocato Carmelo Ruta, e un’assoluzione per non aver commesso il fatto per la titolare dell’azienda avicola proprietaria del caponnone incriminato, difesa dall’avvocato Fabio Borrometi.
Il verdetto è stato emesso dal giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Giovanni La Terra, al termine di un iter giudiziario complesso e profondamente sentito dalla comunità locale. I pubblici ministeri Marco Rota e Patrizia Pino avevano avanzato richieste di condanna rispettivamente a tre e quattro anni di reclusione gli imputati, chiamati a rispondere a vario titolo dell’accusa di omicidio colposo.
Secondo l’impianto accusatorio, il datore di lavoro della vittima – titolare della ditta individuale a cui era stata affidata la manutenzione degli impianti elettrici all’interno della struttura – avrebbe cagionato la morte del giovane per colpa, ravvisata in profili di negligenza, imprudenza, imperizia e nella palese violazione delle normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il giudice ha ritenuto fondate le responsabilità per il titolare della ditta di impianti, disponendo invece l’assoluzione della proprietaria dell’azienda avicola presso la quale si trovava a operare Iabichella il giorno della tragedia.
Nel corso del procedimento, le parti civili costituite sono state assistite e patrocinate dagli avvocati Enrico Platania e Piero Ciarcià. Con questa pronuncia si chiude un capitolo giudiziario fondamentale nella ricerca di giustizia per una giovane vita spezzata, una ferita legata alla piaga delle morti bianche che a distanza di un decennio resta profondamente aperta nella memoria di Modica.
Il datore di lavoro e’ stato, altresì, condannato al risarcimento dei danni ed al pagemento di una provvisionale di 50.000 euro per ogni parte civile costituita, oltre al pagamento del spese processuali



5 commenti su “Morte di Alessio Iabichella, operaio modicano di 26 anni: condannato il datore di lavoro”
Non son pochi 2 anni e 6 mesi.
Si doveva cercare un capro espiatorio!!!
Non mi ricordo come è andata ???
Ma la dobbiamo finire di dare la colpa al datore di lavoro ,che magari non era neanche presente al momento dell’incidente.
Se il datore di lavoro deve continuamente sorvegliare il suo dipendente, non c’è bisogno che assume un dipendente, il lavoro se lo fa da solo e dove arriva arriva , e i lavoratori se ne stanno a casa senza rischiare niente.
Ci vuole coraggio!!!
Bisogna responsabilizzare i lavoratori !!!
Devono stare attenti!!
Devono seguire le norme di sicurezza!!!
Devono essere prudenti .
Capita che il lavoratore non rispetta le norme!!!,non c’è verso !!!
In un palazzo ho visto lavorare diversi operai ,nessuno indossava il casco di protezione!!!
Che fai se non vogliono indossarlo ???
Li mandi a casa, che sarebbe giusto !!!!
Ma a volte si scende a compromessi, e se succede ad esempio che va giù un ferro dell’impalcatura e spacca la testa all’operaio, paga tutto il datore di lavoro !!!!
Ma lasciateli a casa !!!
Il lavoro non si può fare , e buonanotte.
Amomi…ia, lei non ricorda come andarono i fatti tuttavia straparla ad cazzus.
Ma quando se ne starà un po’ zitto o quanto meno senza scrivere minc…te?
« Siano benedetti quelli che non hanno niente da dire e, malgrado ciò, stanno zitti. »
James Russell Lowell
Pietrino.
Chi sei tu per giudicare ciò che scrivo con coraggio , non mi arrendo al conformismo .
Vi appiattite su motivazioni di convenienza.
Non tutti hanno il coraggio di dire quello che dico io .
In Italia si da la colpa sempre al datore di lavoro !!!
Questo non è giusto !!!
Il ragazzo caduto al Colosseo.
Il datore sarà condannato a prescindere di chi è stata la colpa .
Ci sono milioni di cantieri aperti contemporaneamente, milioni di lavoratori, che per il 99,99% tornano a casa ogni sera !!!
Eppure ogni volta che c’è una disgrazia sul lavoro , le solite scene, scioperi ecc ecc .
Allora la politica da un’altra sfilza di procedue da seguire.
Non ho mai visto uno che ha detto ai lavoratori state attenti, state attenti,
Procedure procedure procedure.
Mai un richiamo a chi rischia la vita .
Io abbraccio tutti i datori di lavoro che ogni giorno si giocano la libertà, la casa , i loro soldi , il futuro .
Ma chi ve lo fa fare ?????
Un muratore può vivere del suo lavoro anche senza un dipendente, anche un’elettricista , come qualsiasi altro lavoratore autonomo.
Perché lavorare fino alle tre del pomeriggio per pagare il dipendente, e dopo lavorare per te se tutto va bene .
Tu datore fai le puntate , ma a vincere sono sempre gli altri .
A fine carriera devi vendere la casa che ti sei fatto con tanti sacrifici per pagare la liquidazione ai dipendenti.
Ciao fatti il lavoro da solo che vivi più sereno.