
SCICLI, 07 Ottobre 2026 – Il clima politico a Scicli inizia a scaldarsi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, con il centrosinistra e l’area progressista che si muovono dopo che il Pd aveva già proposto Caterina Riccotti e Guglielmo Scimonello si è già auto autocandidato come forza neutra (movimenti civici. . Nelle ultime ore, il dibattito si è acceso attorno a due nomi e a due traiettorie politiche destinate a ridisegnare gli equilibri della coalizione.
Sul fronte del Movimento 5 Stelle, prende sempre più corpo l’indiscrezione che vede Bruno Mirabella come possibile candidato alla carica di sindaco. Figura nota e attiva nel panorama politico locale — già protagonista di un percorso amministrativo e consiliare di primo piano (e recentemente al centro del dibattito cittadino dopo le dimissioni dall’assise civica) —, Mirabella rappresenterebbe per i pentastellati un profilo di forte radicamento territoriale.
La sua eventuale candidatura potrebbe coagulare attorno al M5S un consenso trasversale, puntando su temi cari al movimento come la transizione ecologica, la trasparenza amministrativa e la tutela del territorio.
Parallelamente, si muove l’asse riformista. Italia Viva e il Partito Socialista Italiano (PSI) hanno ufficialmente messo a disposizione della coalizione progressista la candidatura a sindaco della consigliera comunale Marianna Buscema.
Una mossa chiara, accompagnata dalla richiesta di celebrare primarie aperte. L’obiettivo dichiarato dalle forze moderate e riformiste è quello di radunare un centrosinistra ampio e unitario, evitando fughe in avanti o divisioni e affidando alla partecipazione diretta dei cittadini la scelta del leader della coalizione per la guida della città.
Le manovre di questi giorni confermano la vivacità del dibattito politico a Scicli. La combinazione tra l’emergere di figure civiche e politiche di peso come Bruno Mirabella e la proposta strutturata avanzata da Italia Viva e PSI apre ufficialmente la fase dei grandi movimenti strategici.
Il nodo centrale per il futuro dell’opposizione e del centrosinistra locale sarà la capacità di sintesi: trovare un percorso comune — che si tratti di convergere su un unico nome o di passare attraverso lo strumento delle primarie — per costruire un’alternativa solida e competitiva per il governo della città.


