
POZZALLO, 15 Settembre 2026 – Settanta metri di tela e 18.500 nomi scritti a mano. È il “Sudario di Pozzallo”, un’opera drammaticamente semplice che restituisce identità e dignità ai bambini uccisi nella Striscia di Gaza, strappandoli alla freddezza delle statistiche belliche. Nato dall’iniziativa degli studenti e dei docenti dell’Istituto Giorgio La Pira di Pozzallo, città natale del celebre “sindaco della pace”, il telo è stato cucito grazie al lavoro volontario di una sarta locale. Più di 500 ragazzi hanno intinto la penna nel dolore per trasformare un lenzuolo bianco in un memoriale itinerante.
Il Sudario non è un monumento statico, ma un dispositivo politico e pedagogico vivente. Ha fatto il suo debutto il 22 maggio 2026 attraversando Pozzallo in un corteo silenzioso, spezzato solo dal richiamo dei fischietti degli studenti. Quel silenzio era una forma di denuncia, non di resa, un impatto replicato pochi giorni dopo, il 6 giugno, quando ha guidato la marcia per la pace sostenuta da oltre 31 associazioni e dal Comitato Ibleo. Oggi il progetto ha superato i confini siciliani, diventando un segno nomade che attraversa l’Italia e unisce scuole, comunità e associazioni nella richiesta urgente di un cessate il fuoco.
In un’epoca di assuefazione mediatica, dove il flusso continuo di immagini decontestualizzate anestetizza le coscienze, il Sudario impone una sosta e forza l’opinione pubblica a guardare. Il lutto, da fatto privato o statistica distante, si trasforma in una mappa della responsabilità collettiva. Quando la diplomazia istituzionale fallisce o tace, la società civile scende in strada e si fa carico della testimonianza etica. L’obiettivo non è sostituirsi alla politica, ma inchiodarla al suo dovere più alto, ovvero impedire che la guerra diventi la normalità.
Portato avanti dall’impegno di attivisti come Tiziana Spampinato, Florinda Vitale di ALI – Attivisti Uniti e Sara Ongaro, il Sudario dimostra che la memoria non è nostalgia, ma resistenza civile all’oblio. La stoffa è fragile, ma la sua itineranza la rende invincibile. Passando di mano in mano, costringe ogni territorio a rispondere a una domanda fondamentale: da che parte decidiamo di guardare?
La pace non è la semplice assenza di bombe, ma una pratica quotidiana di memoria, giustizia e cura dell’altro. Il viaggio del Sudario continua a ricordarcelo, un nome alla volta.



3 commenti su “Il Sudario di Pozzallo, la memoria dei bambini di Gaza che cammina con i vivi”
Al posto di scrivere a penna sul lenzuolo io per questi ragazzi rimetterei la leva obbligatoria! Li si formavano uomini, attaccamento alla bandiera italiana ,senso del dovere, disciplina ,e soprattutto amore per la patria ! No queste manifestazioni e soprattutto il sindaco di Pozzallo e conosciuto come di cuore grande per gli invasori stranieri non clandestini! Infatti Pozzallo e ridotto male ormai questi egiziani bengalesi ecc ecc hanno infestato la zona industriale e il paese lasciati allo sbando grazie al cuore dell accoglienza! Ragazzi manifestate per i vostri futuri DIRITTI e per il vostro futuro e non per i clandestini!
La memoria dei 1200 Israeliani uccisi , sgozzati ,mutilati , mostrati come trofei il 7 ottobre e la memoria dei 200 ostaggi , di cui molti sono tornati dentro una bara .
Quella memoria quando sfilerà?
Domani immagino .
Amo Modica, sei veramente uno sciocco, dovresti vergognarti a parlare in questi termini, ma un giorno capirai.
Quando toccherà a te o qualche tuo caro, vedrai chi sfilerà (pagliaccio), e domani stesso quando ti alzi dal letto guardati attorno, non si sa mai, potresti doverti renderti conto a tue spese di cosa vuol dire essere ucciso in mezzo a decine di migliaia di persone e tantissimi bambini.