
ISPICA, 05 Settembre 2026 – Il persistente caldo in Sicilia riaccende il dibattito sul futuro dell’edilizia scolastica e sulle misure da adottare per garantire il regolare svolgimento delle lezioni nei mesi più caldi. All’indomani delle riflessioni espresse dall’assessore regionale all’istruzione, Girolamo Turano, sull’ipotesi di posticipare l’avvio dell’anno scolastico, arriva la presa di posizione del presidente regionale dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi), l’ispicese Maurizio Franzò, che sposta l’asse del confronto dalle soluzioni temporanee agli interventi strutturali.
Secondo il numero uno dei presidi siciliani, rimandare il suono della campanella rappresenta una misura miope che non risolve il problema di fondo, limitandosi a procrastinare la ricerca di risposte adeguate. La priorità, sottolinea Franzò, deve essere una radicale rigenerazione energetica del patrimonio immobiliare scolastico dell’isola, puntando su impianti fotovoltaici e sistemi di climatizzazione per le aule.
Al centro della questione vi sono gli Enti Locali, titolari della proprietà e della manutenzione degli edifici, chiamati a una programmazione di lungo respiro. Sfruttare le coperture degli istituti per la produzione di energia solare consentirebbe non solo di rinfrescare gli ambienti di studio, ma anche di immettere in rete l’esubero energetico prodotto durante i mesi estivi, quando le scuole sono chiuse. Di fronte a un clima in cui le ondate di calore estreme non costituiscono più un’eccezione ma una costante climatica, la rete scolastica siciliana richiede interventi immediati e non più prorogabili.
La proposta dell’ANP si spinge fino a contemplare misure straordinarie nel caso in cui le amministrazioni locali dovessero dimostrarsi incapaci di far fronte alla sfida per carenza di organico o di competenze tecniche specifiche. Franzò suggerisce infatti il ricorso al commissariamento per la gestione di un piano strategico di riqualificazione energetica, ritenuto ormai indispensabile per modernizzare le scuole siciliane e tutelare il diritto allo studio.



2 commenti su “Caldo record nelle scuole siciliane, i presidi bocciano il rinvio dell’apertura”
Era ora che qualcuno prendesse una posizione di questo tipo smettendola di proporre solo soluzioni tampone ad un problema che esiste e peggiora da anni! Spero solo che le amministrazioni locali, spesso miopi, riescano a capire e a vedere tutto ciò che di buono può venire fuori da una seria politica energetica rivolta alla energie alternative e in questo caso al fotovoltaico, dando ad esso una priorità responsabile e necessaria per il benessere di una parte dei propri cittadini e per le casse comunali. Insisti Prof. Franzo’, chiami a raccolta i suoi colleghi e fate la “vera differenza” non limitandovi solo alle parole ma con i fatti e senza guardare in faccia nessuno. Grazie!
Una volta mi pare che le scuole si aprivano il primo ottobre in tutta Italia, adesso in mano a dei “clown” ogni Regione fa come vuole.
Per caldo, diventa un problema per la scuola, per il lavoro, non è un problema per andare al mare, al mare si portano anche i bambini piccoli anche se è mezzogiorno.
Una volta si andava a scuola con pioggia vento e grandine, non c’erano termosifoni, e nessun genitore veniva a prelevare ragazzi in auto. Il climatizzatore poi neanche a parlarne. E faceva più freddo e più caldo di adesso.
Si stava benissimo, società che funzionava, con ragazzi disciplinati.
Adesso abbiamo una società che fa schifo, con genitori che sono più delinquenti dei figli, e una scuola che crea asini ignoranti.
Questa è la realtà.
D’altronde Se chi dovrebbe guidare questo paese pensa ai propri interessi, automaticamente porta al disastro questo circo chiamato Italia.