
MODICA, 29 Luglio 2026 – Il recente scontro verbale andato in scena nel consiglio comunale di Modica tra il consigliere Paolo Nigro e il sindaco Maria Monisteri, ha riacceso il dibattito politico cittadino, polarizzando l’attenzione pubblica e facendo scattare la consueta condanna unanime contro chi ha alzato la voce, etichettando l’accaduto come l’ennesima “mancanza di rispetto istituzionale”.
A intervenire sulla vicenda è la consigliera comunale di opposizione Miriam Franzò, che invita a superare una lettura superficiale e di comoda gestione. A suo giudizio, fermarsi all’apparenza e urlare allo scandalo per i toni alti significa evitare deliberatamente di interrogarsi su ciò che c’è a monte, ovvero su mesi di interrogazioni ignorate, richieste rimaste senza riscontro e istanze sistematicamente sminuite o non affrontate da chi amministra.
Il punto centrale sollevato dalla consigliera riguarda la reciprocità delle regole democratiche: il rispetto istituzionale non può essere preteso a senso unico solo da chi dissente, ma deve partire primariamente da chi governa e ha il dovere istituzionale di ascoltare, rispondere e rendere conto ai cittadini. Quando il ruolo politico viene utilizzato come scudo e le istituzioni come un palcoscenico, riducendo ogni domanda a un vuoto pneumatico, la tensione accumulata rischia inevitabilmente di sfociare in una rottura.
Franzò sposta quindi l’asse del problema fuori dall’aula consiliare, individuandolo nella discrepanza tra la narrazione fatta di slogan e proclami e la realtà dei fatti che i cittadini vivono quotidianamente sulla propria pelle, fatta di risposte concrete che non arrivano mai.
Infine, la riflessione si chiude su un’accusa netta all’ipocrisia di chi punta il dito contro le singole persone e i toni utilizzati: focalizzare l’attenzione sulla forma anziché sul merito delle questioni serve unicamente a spostare i riflettori dai problemi reali della città e dalle evidenti mancanze di chi ha il dovere di risolverli.


