Scicli, tentata estorsione e pestaggio di un 72enne: cinque arresti dei Carabinieri a Donnalucata

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RAGUSA, 29 Luglio 2026 – Come già anticipato stamattina, i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa su coordinamento della Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone di cittadinanza italiana. Gli indagati – identificati come M.F., 45 anni, G.E., 41 anni, C.D., 43 anni,  A.C.R., 52 anni,  e A.B., 52 anni – sono gravemente indiziati, a vario titolo quali mandanti ed esecutori materiali, dei reati di tentata estorsione in concorso aggravata e lesioni personali aggravate in concorso. I particolari sono stati esposti stamani nel corso di una conferenza stampa.

L’operazione odierna chiude il cerchio su un brutale episodio avvenuto nel tardo pomeriggio dello scorso 3 febbraio 2026 a Donnalucata, frazione balneare di Scicli. Vittima dell’aggressione è stato un pensionato di 72 anni che, mentre percorreva via Salvador Allende a bordo della propria autovettura, è stato improvvisamente intercettato, affiancato e bloccato da una Fiat Panda che gli ha sbarrato la strada.

Dall’utilitaria sono scesi tre uomini che, con inaudita violenza, lo hanno costretto a scendere, trascinandolo sull’asfalto e colpendolo ripetutamente con calci, pugni e schiaffi. Mentre infierivano sulla vittima inerme, gli aggressori hanno rivolto pesanti minacce di morte estese anche ai familiari, pretendendo il saldo immediato di un presunto debito di 24.000 euro che l’anziano ha sempre fermamente disconosciuto.

Grazie al tempestivo intervento dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, l’attività investigativa è stata condotta incrociando le dichiarazioni della vittima, le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e mirate indagini tecniche. Ciò ha permesso di risalire all’auto utilizzata dal commando e di identificare con certezza i tre esecutori materiali del pestaggio.

Gli accertamenti non si sono però fermati ai soli esecutori: gli inquirenti sono riusciti a risalire anche ai presunti mandanti, identificati in due fratelli gemelli del posto. La spedizione punitiva sarebbe stata ordinata per recuperare forzosamente un credito di 24.000 euro legato a pregressi prestiti di denaro concessi dai due alla vittima e alla sua ex compagna. Un quadro accusatorio ulteriormente fortificato dalle perquisizioni eseguite nei mesi scorsi nelle abitazioni dei presunti mandanti, dove all’interno di alcune casseforti erano stati rinvenuti oltre 48.000 euro in contanti e diversi assegni, inclusi titoli di credito firmati dalla stessa vittima. Nel corso dell’operazione odierna, a casa di uno dei mandanti, sono stati, inoltre, sequestrati ulteriori 6.500 euro in contanti.

Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso le strutture penitenziarie competenti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Per tutti gli indagati vige comunque il principio della presunzione di innocenza sino a condanna definitiva, e le ipotesi accusatorie dovranno trovare conferma nel corso del successivo contradditorio processuale.

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