
Sampieri(Scicli), 25 luglio 2026 – Come si dimostra e si alimenta la carriera di un imprenditore di successo come Oscar Farinetti, già patron di Eataly e di tante altre cose? Non producendo solo bilanci o scrivendo numeri, individuando costi e ricavi, ma planando per la prima volta sul romanzo d’autore, un giallo soft come “La regola del Silenzio” che affronta temi come l’emarginazione, il pregiudizio e la difficoltà di comunicare in un mondo sempre più caotico, mettendo in luce come il silenzio, talvolta, possa rivelare più di mille parole. È lì che c’è la sostanza dei suoi 42 libri letti negli anni che lo hanno formato e forgiato a qualunque impresa.
“La regola del silenzio” è stato il secondo appuntamento di “Autori & Libri, conversando a Sampieri” che ha visto, nel living del Pata Pata Oscar Farinetti, conversare con il giornalista Aldo Mantineo.
Numerose le citazioni letterarie, dai classici greci e latini ad autori come Fenoglio, Calvino e Cervantes: le opere diventano strumenti di rinascita e resistenza interiore. Nella terza parte dell’opera, ambientata in carcere, Ugo affronta la durezza della detenzione trovando nei libri un sostegno prezioso, convinto della propria innocenza. Centrale il dato dialettico fondato sulla propaganda, esposizione dei fatti avulsi dalla realtà, tra la pubblica accusa e l’avvocato difensore.
La figura di Ugo, protagonista del romanzo, avvolta nel suo silenzio enigmatico, diventa una lente attraverso cui osservare il mondo. Ogni parola non detta pesa quanto un pensiero segreto, e il suo mutismo rivela verità che le voci più superficiali non colgono. In La regola del silenzio, il silenzio non è assenza, ma presenza viva: invita a fermarsi, a percepire ciò che sfugge al rumore quotidiano, guidando oltre le apparenze verso una comprensione più autentica di sé e degli altri.


