Galifi: “Il caro carburanti penalizza la Sicilia. Servono interventi immediati”

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Ragusa, 24 luglio 2026 – Il nuovo aumento del costo dei carburanti continua a colpire duramente la Sicilia, aggravando un divario economico già evidente rispetto al resto del Paese. A denunciarlo è Angelo Galifi, imprenditore e rappresentante politico della provincia di Ragusa, che ribadisce la necessità di interventi urgenti per tutelare famiglie, lavoratori e imprese.
Secondo gli ultimi dati dell’Unione Nazionale Consumatori, il prezzo medio del gasolio in autostrada ha raggiunto 2,213 euro al litro, confermando la Sicilia tra le regioni più penalizzate. Una condizione che pesa in modo particolare sul comparto agricolo, settore trainante dell’economia isolana e protagonista dell’exportortofrutticolo. A questa situazione si aggiunge una novità rilevante: sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 21 luglio 2026 è stato pubblicato il decreto interministeriale del 23 maggio 2026, che definisce i criteri generali per accedere ai 300 milioni di euro stanziati dal Governo per il credito d’imposta destinato a compensare l’aumento eccezionale del prezzo del gasolio sostenuto dalle imprese di autotrasporto merci. La misura, introdotta dal Decreto-legge n. 33/2026 e convertita nella Legge n. 79/2026, rappresenta un primo passo importante, ma non è ancora pienamente operativa: serviranno ulteriori atti attuativi per renderla concretamente accessibile alle aziende.
Galifi accoglie positivamente questo segnale, ma sottolinea che “la Sicilia non può permettersi attese infinite mentre i costi continuano a crescere”. Per questo rilancia il proprio appello alla deputazione regionale, nazionale ed europea affinché si attivi con urgenza per misure aggiuntive e mirate.Tra le proposte avanzate, l’istituzione di un contributo specifico per le imprese agricole che esportano fuori dalla Sicilia e che operano con contratti di trasporto soggetti al sistema di adeguamento del
costo del carburante (Fuel Surcharge). “Un intervento necessario – afferma – per compensare almeno in parte costi logistici ormai insostenibili, aggravati anche dal pesante costo del traghettamento, che riducono drasticamente la competitività delle nostre aziende sui mercati nazionali ed europei”.
Galifi richiama inoltre l’urgenza dello sblocco delle autorizzazioni europee sulla Decontribuzione Sud, prevista dal Decreto Legge 91/2017: “Molte grandi imprese siciliane, le uniche ad essere state escluse al momento, continuano ad essere penalizzate, dalla mancanza di uno strumento fondamentale per sostenere occupazione, investimenti e competitività. I ritardi burocratici stanno penalizzando ulteriormente il Mezzogiorno”.
Infine, l’imprenditore ragusano evidenzia la necessità di rafforzare i controlli lungo la filiera della distribuzione dei carburanti, per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, spesso più elevati rispetto
alla media nazionale.
Le priorità indicate da Galifi sono:
• Sostenere le imprese agricole con un contributo dedicato ai maggiori costi di trasporto.
• Ridurre l’impatto del caro carburanti sulla filiera produttiva e sui consumatori.
• Garantire il rispetto delle norme sui contratti di trasporto e sul sistema obbligatorio di adeguamento
del costo del carburante.
• Accelerare la Decontribuzione Sud presso le istituzioni europee.
• Rafforzare i controlli sui prezzi con particolare attenzione alla Sicilia e alle isole minori.
• Rendere operativo il nuovo credito d’imposta per l’autotrasporto merci senza ulteriori ritardi.
“La Sicilia non può continuare a pagare il prezzo più alto della propria insularità” conclude Galifi. “Le nostre imprese agricole rappresentano un patrimonio economico e sociale che va tutelato con misure straordinarie e strutturali. Chiedo a tutte le forze politiche e alle istituzioni competenti di fare fronte comune per difendere la competitività delle aziende siciliane, salvaguardare i livelli occupazionali e garantire un futuro alle nostre eccellenze produttive”.

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