
MODICA, 20 Luglio 2026 – “Ed eccoci qua. Questo è il risultato di due anni di silenzio”. Inizia con queste parole lo sfogo amaro e carico di rabbia dei residenti del quartiere Dente, dopo l’ennesimo episodio che fotografa una situazione definita ormai fuori controllo. Questa notte, le porte dell’Asilo Milano-Palermo — uno stabile di proprietà comunale — sono state sfondate, permettendo a ignoti di introdursi all’interno e di lasciare documenti sparsi ovunque. Un blitz che riaccende prepotentemente i riflettori sul tema della sicurezza urbana e sulla gestione delle strutture pubbliche abbandonate.
La rabbia di chi vive nella zona non nasce nel vuoto, ma si alimenta di un biennio di segnalazioni rimaste senza una risposta concreta.
Le azioni dei cittadini: Mail, telefonate continue, richieste d’intervento alla polizia locale, appelli pubblici e solleciti indirizzati all’amministrazione comunale.
Degrado diffuso, sporcizia accumulata, scarsa illuminazione, totale assenza di controlli, risse frequenti nella piazzetta, urla notturne e una presenza costante di soggetti sospetti.
“Il problema non è mai stato l’erba alta. Il problema è stato l’abbandono. Perché quando le istituzioni smettono di presidiare un territorio, quel territorio viene inevitabilmente occupato da altri.”
Secondo i residenti, alle denunce e alle richieste di installare telecamere, potenziare l’illuminazione o garantire una presenza costante delle forze dell’ordine, le istituzioni avrebbero risposto con promesse vane o interventi di facciata, come la semplice pulizia dell’erba.
L’incursione nell’asilo comunale rappresenta per il quartiere un vero e proprio spartiacque e un campanello d’allarme da non sottovalutare. La domanda che si pongono i cittadini è esplicita e tagliente: quanto ancora dovrà peggiorare la situazione prima di un intervento serio?
Il timore condiviso è che il quartiere Dente venga percepito come un’area di serie B, dimenticata dalle istituzioni e destinata a subire conseguenze sempre più gravi fino al verificarsi di un evento irreparabile.
Se da un lato la colpa materiale dell’effrazione ricade su chi ha forzato la struttura, dall’altro i residenti puntano il dito contro chi avrebbe dovuto amministrare, controllare e proteggere il territorio.
La denuncia si chiude con una promessa ferma da parte della cittadinanza: continuare a documentare e segnalare ogni singola criticità. Un modo per blindare la verità dei fatti e impedire che, di fronte a eventuali futuri episodi, si possa ancora ricorrere alla comoda giustificazione del “non lo sapevamo”.



1 commento su “Modica. Crisi sicurezza al Quartiere Dente: sfondato il portone dell’ex Asilo Milano-Palermo, i residenti accusano il Comune”
Non è che ci vuole chissà che per venire incontro alle richieste della cittadinanza,
Segnalano il problema, chiedono aiuto.
Niente l’assessore non ci sente ,
Villa Silla la notte è totalmente al buio .
L’assessore è stato messo al corrente della situazione,
Villa Silla di notte al buio al centro di un quartiere popolare è il terreno perfetto per chi non vuole essere visto ,
Eppure accendere le luci dentro la villetta è qualcosa che supera le competenze dell’assessore ,
Un problema irrisolvibile , eppure di luci accese nel comune di Modica la notte c’è ne Sono un’infinità, stessa cosa a San Giuseppe o timpuni .
Cosa impedisce di realizzare queste piccole opere importanti per la sicurezza urbana ?????