Modicano assolto dall’accusa di frode all’INPS: non provato l’indebito beneficio

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RAGUSA, 16 Luglio 2026 – Il Tribunale Penale di Ragusa, in composizione monocratica, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di S. D., 60 anni, imputato  di indebita percezione del Reddito di Cittadinanza. Il G.O.T.,  Francesca Aprile, al termine del dibattimento, ha stabilito che il fatto non sussiste, emettendo sentenza assolutoria  per l’uomo “perché il fatto non sussiste”.
L’accusa sosteneva che quest’ultimo, difeso dall’avvocato Fabio Borrometi (foto), avesse omesso di dichiarare, in tre diverse domande presentate tra il 2019 e il 2023, la propria qualifica di titolare e socio di ditte e società, omettendo la spunta nel quadro relativo alle attività lavorative non rilevate dall’ISEE. Secondo l’impianto accusatorio, tale condotta avrebbe indotto l’INPS in errore, permettendo all’imputato di percepire indebitamente somme per un totale di 21.580 euro nel periodo 2020-2023.
Tuttavia, all’esito dell’istruttoria, il Tribunale ha ritenuto non raggiunta la prova della responsabilità penale né sotto il profilo oggettivo né sotto quello soggettivo. L’avvocato Borrometi ha dimostrato che la richiesta per il reddito di cittadinanza era stata presentata dopo la chiusura delle due attività del suo assistito (l’uomo era formalmente titolare di partita IVA e socio di una S.a.s.). L’accusa non ha dimostrato che da tali posizioni derivassero redditi effettivi, né che tali introiti avrebbero determinato il superamento delle soglie previste per l’accesso al beneficio. Il giudice ha, inoltre, sottolineato la mancanza del dolo specifico, elemento costitutivo del reato: l’assenza di redditi effettivi e l’ISEE pari a zero hanno indotto il Tribunale a ritenere sussistenti i requisiti sostanziali per l’accesso al reddito. Il verdetto ribadisce che la mera omissione formale, in assenza di una reale lesione dell’interesse pubblico, non configura l’illecito penale contestato. Ora lo Stato dovrà anche versare il RdC dovuto compresi gli arretrati.

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1 commento su “Modicano assolto dall’accusa di frode all’INPS: non provato l’indebito beneficio”

  1. Assurdo, e a me per 5 giorni di NASPI in più oltre il periodo massimo non mi hanno riconosciuto la carta dedicata a te (500 euro una tantum), disoccupato, con famiglia, senza lavoro e pure beffeggiato da regole assurde della stato e poi leggi queste notizie.

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