
Ragusa, 22 giugno 2026 – Un anniversario che non è celebrazione, ma responsabilità condivisa. Questa mattina, nella sala Gianni Molè del Palazzo della Provincia, la comunità iblea ha reso omaggio ai 25 anni del coordinamento Pro Diritti H, una realtà che ha segnato in profondità il modo in cui il territorio guarda, ascolta e accompagna le persone con disabilità.
L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti istituzionali del presidente della Provincia, Maria Rita Schembari, del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, dell’assessore ai Servizi sociali di Vittoria, Francesca Corbino, e dei deputati regionali Stefania Campo e Ignazio Abbate, quest’ultimo collegato da Palermo, oltre che della già presidente del coordinamento Sabina Fontana. Tutti hanno richiamato il valore di una rete che, in un quarto di secolo, ha trasformato fragilità invisibili in diritti riconosciuti, percorsi costruiti, comunità più consapevoli.
La giornata, moderata dal giornalista Giorgio Liuzzo, è entrata nel vivo con l’intervento di Salvina Cilia, presidente del coordinamento, che ha ripercorso la storia di un impegno nato dal bisogno di “smuovere montagne”. Cilia ha ricordato la forza delle famiglie, la necessità di progettare il futuro dei nostri figli “quando noi non ci saremo più” e l’importanza di non lasciare sulle spalle dei fratelli un carico che deve essere assunto dalla comunità. Un racconto intenso, che ha restituito il senso profondo di un cammino collettivo.
A seguire, Marilena Meli, della cooperativa Nuovi Orizzonti, ha richiamato le difficoltà quotidiane delle famiglie e la necessità di un impegno politico più incisivo: “Non bastano le parole sull’integrazione se poi restano barriere, mancanza di servizi, risorse che non arrivano ai territori”. Un appello diretto a istituzioni e deputazione affinché i fondi disponibili – come quelli del Dopo di Noi – non restino inutilizzati.
Marcello Boncoraglio, direttore sanitario del Centro medico sociale per neuromotulesi di Vittoria e Ragusa, ha portato dati che fotografano una realtà in crescita: oltre 300 bambini con disturbo dello spettro autistico tra i 2 e i 12 anni nella provincia, e circa mille persone autistiche complessivamente. Numeri che impongono programmazione, integrazione socio-sanitaria e servizi adeguati.
Giovanna Di Falco, direttore sanitario Csr, ha sottolineato il valore della presa in carico globale e ha rivolto un ringraziamento speciale a Salvina Cilia “per la forza che riesce a trasferire a tutti noi”. Ha poi posto una domanda cruciale: come sbloccare risorse regionali che restano ferme nonostante i bisogni crescenti?
Gli interventi successivi – Giovanni Brafa (Cooperativa Esistere), Giampaolo Cocco (associazione Oltre l’Ostacolo), avv. Francesco Marcellino – hanno arricchito il quadro con riflessioni su autonomia grazie all’occupazione, sport inclusivo, tutela dei diritti e barriere ancora da superare.
La mattinata si è conclusa con uno spazio aperto a testimonianze e contributi spontanei, confermando che ciò che si celebra oggi non è un traguardo, ma un nuovo inizio. Venticinque anni di Pro Diritti H raccontano una verità semplice e potente: nessuno si salva da solo, e la dignità delle persone con disabilità resta una priorità che riguarda tutti.


