
COMISO, 22 giugno 2026 – Un viaggio intenso dentro le fragilità dell’essere umano, tra il desiderio di diventare adulti e la difficoltà, spesso irrisolta, di riuscirci davvero. È quello che Fabio Troiano ha regalato al pubblico presente ieri sera al Loggiato di piazza delle Erbe a Comiso, alla Fondazione Gesualdo Bufalino, protagonista del nuovo appuntamento della sesta edizione de “L’ingegnere di Babele” con “Il Dio bambino”, il monologo scritto da Giorgio Gaber e Sandro Luporini e diretto da Giorgio Gallione.
Una serata di grande teatro nella quale Troiano ha mostrato tutta la sua capacità interpretativa, muovendosi con naturalezza tra momenti ironici, passaggi più intimi e riflessioni profonde. Un testo che, a distanza di anni dalla sua creazione, continua a parlare al presente con la sua forza e la sua capacità di interrogare lo spettatore.
Sul palco, la rappresentazione di una festa ormai finita, diventata il luogo simbolico di un’esistenza sospesa: tracce di un tempo passato e un’atmosfera di disincanto hanno accompagnato il racconto di un uomo alle prese con il rapporto con sé stesso, con gli altri e con il senso delle proprie scelte.
La regia di Giorgio Gallione ha restituito tutta la complessità della scrittura gaberiana, fatta di domande, contraddizioni e continui cambi di prospettiva, mentre Fabio Troiano ha dato voce e corpo a un personaggio fragile e umano, capace di alternare leggerezza e inquietudine.
Al termine dello spettacolo, tra i lunghi applausi del numeroso pubblico presente, Troiano ha voluto rendere omaggio anche a Gesualdo Bufalino, leggendo un brano dello scrittore comisano, in un momento particolarmente significativo che ha unito teatro e letteratura nella casa culturale dedicata all’autore.
L’attore ha inoltre raccontato il suo legame con Comiso, ricordando di aver già conosciuto la città e la Fondazione Bufalino durante una registrazione del programma televisivo “Bell’Italia”, da lui condotto su La7. “È una bella cittadina – ha raccontato – di cui sono segretamente innamorato”, parole accolte con grande entusiasmo dal pubblico.
Pippo Digiacomo, presidente della Fondazione Bufalino, ha sottolineato il valore del festival “L’ingegnere di Babele”; “capace di portare a Comiso artisti di primo piano e di creare un dialogo continuo tra i diversi linguaggi della cultura. Attraverso teatro, musica e parole riusciamo a valorizzare il pensiero di Bufalino e a trasformare i luoghi della Fondazione in spazi vivi di incontro e partecipazione”. Dopo il grande successo dell’appuntamento con Troiano, e quello di recentissimo del concerto di Giovanni Caccamo, cresce l’attesa per il prossimo evento del festival: il 28 giugno alle ore 21 il Loggiato di piazza delle Erbe ospiterà il concerto del Giovanni Digiacomo Quartet, con un omaggio al jazz, una delle grandi passioni musicali di Gesualdo Bufalino. Ospite speciale della serata sarà Fabrizio Bosso, tra i più apprezzati trombettisti della scena jazz internazionale. Sul palco, insieme a Giovanni Digiacomo al sassofono, ci saranno Gianluca Di Ienno al pianoforte, Carlo Bavetta al basso e Pasquale Fiore alla batteria. “L’ingegnere di Babele” continua così il suo percorso, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate comisana. Info su www.fondazionebufalino.it


