
Voilà, si inizia a fare sul serio. Dopo anni di scontri politici, veti incrociati e accuse reciproche tra gli Stati membri, l’Unione Europea ha deciso di trasformare il principio della solidarietà migratoria in un obbligo concreto. Chi non accoglierà la quota di richiedenti asilo prevista dal nuovo Patto europeo su migrazione e asilo dovrà contribuire economicamente al sistema comune. La cifra individuata da Bruxelles è destinata a far discutere: circa 20 mila euro per ogni migrante che uno Stato decide di non ricollocare sul proprio territorio. Attenzione, però: non si tratta di una multa né tantomeno di una somma destinata ai migranti. Il contributo finirà in un fondo europeo utilizzato per sostenere i Paesi maggiormente esposti ai flussi migratori, in particolare quelli che rappresentano le porte d’ingresso, come Italia, Grecia, Spagna, Malta e Cipro. Si tratta di un meccanismo concepito per superare uno dei principali punti di attrito che negli ultimi anni hanno paralizzato la politica migratoria europea. Molti Paesi dell’Est hanno sempre rifiutato l’idea di quote obbligatorie di accoglienza, mentre gli Stati mediterranei hanno denunciato di essere stati lasciati soli a fronteggiare un fenomeno che riguarda l’intera Unione. Bruxelles, in buona sostanza, prevede una sorta di solidarietà a scelta: accogliere richiedenti asilo, fornire personale e mezzi operativi oppure contribuire economicamente. In altre parole, nessun Paese potrà più chiamarsi fuori. I sostenitori della riforma ritengono che si tratti di un compromesso realistico, secondo cui l’importante è che tutti partecipino allo sforzo comune indipendentemente dalla forma del contributo offerto, altri al contrario, sostengono che il nuovo sistema rischi di trasformare l’accoglienza in una questione contabile, consentendo agli Stati più riluttanti di evitare il ricollocamento dei migranti semplicemente aprendo il portafoglio. Da qui l’accusa, di diversi osservatori, di aver introdotto una sorta di “diritto a non accogliere” dietro pagamento. Si potrà scegliere: sì, li accogliamo. Oppure: no, tornate da dove siete venuti. Resta da capire se il nuovo sistema riuscirà davvero a ridurre le tensioni tra gli Stati membri e ad alleggerire la pressione sui Paesi di frontiera. Ma una cosa è certa: con il nuovo Patto sull’immigrazione Bruxelles ha imboccato una strada che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile. Ed è il caso di dire: era ora.



15 commenti su “Voilà, l’Europa mette un prezzo alla mancata accoglienza…di Giannino Ruzza”
Era ora un ca…
No migrantes, allora payment! Questo è ricatto bello e buono altro che fare sul serio.
Fare sul serio è bloccare questi flussi migratori ormai senza un senso se non quello di fare affari a discapito di un continente devastato nel suo interno.
Ciò vuol dire che i nemici dell’Europa li abbiamo in casa e sono quelli che ci governano, altro che Putin o Trump o altri.
Quale senso logico ci trova l’Europa sul fatto che se paghi sei lasciato in pace?
Oltretutto per un qualcosa di poco chiaro e non precisata necessità visto che ci troviamo congestionati da un sovraffollamento che nessuno dei cittadini europei ha chiesto.
Per i satanisti esiste solo una via di uscita, soldi soldi e sempre soldi. Solo che i soldi specie di questi tempi sono alquanto volatili e sempre insufficienti per la loro avidità.
Come mai invece l’Europa non da questi 20 mila euro ad ogni immigrato per andare a farsi fottere nel suo paese?
Questa è la marca da bollo per tenersene ancora di più a casa nostra e contro la nostra volontà. Altro che belfast… Previsto anche il caos in Europa per questo motivo.
Votate, votate, molto utile…
Signor Spinello, Il Patto europeo non prevede alcun ‘pagamento ai migranti’, né scorciatoie individuali. Si tratta di un meccanismo tra Stati membri per gestire in modo condiviso i flussi e sostenere chi è in prima linea. Ridurre tutto a uno scambio di denaro pro capite è una semplificazione che distorce completamente la realtà. Il confronto è legittimo, ma perde credibilità quando scivola nell’insulto e nella provocazione.
Singor Paolo, il dibattito politico è legittimo, ma va tenuto su dati e meccanismi reali, non su scenari di caos o semplificazioni che non rispecchiano il funzionamento delle norme europee. Non condivido quando la discussione si sposta sul terreno della contrapposizione assoluta.
Dot.re Ruzza, lei conosce il mio pensiero in merito.
Gli scenari di caos e di guerriglia urbane erano previsti già da qualche decennio.
E risale a più di un decennio fa il problema che, ad esempio, in Svezia o in Germania ci fossero già quartieri dove la polizia non potesse entrare, o livelli record di stupri, dichiarati solo da poche voci giornalistiche fuori dal coro.
Lei sa anche che non accetto entità laiche che dettino condizioni, numeri o sovrastino la nostra sovranità, soprattutto in un’emergenza, perché tale è ed è inutile negarlo, che vive il continente europeo, dove a prescindere si portano su un piatto d’argento gli stranieri, ci si inchina, si spendono soldi, si nascondono simboli religiosi e si arrestano anche persone perché sventolano la bandiera della propria nazione.
Non le accetto in quanto questa è un’agenda ben precisa, attinge da ideologie anticristiane ed ha lo scopo ben preciso di annientare il bianco in quanto tale, destabilizzare la cristianità e portarla ad essere sottomessa e controllata con la scusante di tenere a bada questo fenomeno.
I disvalori fondanti questa satanica tecnocrazia, non mi appartengono.
E sa bene anche a quali valori ritengo necessario ritornare, che sono quelli che hanno retto la vera civiltà per secoli.
Non a caso, mi permetto di citare San Tommaso d’Aquino, sul tema, sui quali fondamenti si è retto il vero ordine.
Ha delineato uno degli argomenti più caritatevoli ma pratici riguardanti l’immigrazione che ha plasmato efficacemente l’Occidente per quasi 1.000 anni.
L’immigrazione deve essere sempre proporzionata in modo che i forestieri possano assimilarsi adeguatamente alla cultura e al modo di culto dello stato.
La cittadinanza, e i diritti associati, dovrebbe essere concessi solo dopo la terza generazione per preservare la cultura, il modo di culto e la costituzione dello stato.
Il bene comune dei cittadini deve rimanere la priorità più alta dello stato, il che significa che l’obbligo dello stato di fornire aiuto ai suoi vicini non può mai essere a discapito dei cittadini.
Inoltre, aggiunge, alcuni popoli sono incompatibili fra di loro, e questi devono essere considerati nemici in eterno.
Aggiungo il mio pensiero: trasferirsi in un paese occidentale deve essere considerato un privilegio, NON un diritto umano. E questo privilegio comporta delle specifiche condizioni.
E queste, non risultano da nessuna parte. Tanto basta per far comprendere che esiste una volontà specifica, perché qualsiasi ingenuo o imbecille in qualsiasi governo metterebbe delle norme specifiche a garanzia e tutela, anziché sottomettere la propria popolazione allo straniero sotto la bandiera di una parola talmente assurda quanto stupida è fuorviante, inclusione.
Ruzza,
Quindi in un modo o nell’altro con tutti i “meccanismi” del caso l’accoglienza la devi subire e pagare. O sbaglio sbaglio io ad interpretare i meccanismi?
Sull’insulto o sulla provocazione non ho nulla di cui scusarmi in quanto io come milioni di persone ci sentiamo insultati e offesi tutti i giorni.
Quanto da Lei giustificato non è altro che funzionale al sistema.
Signor Paolo, conosco bene il tuo punto di vista e ne comprendo le preoccupazioni, soprattutto quando parla di integrazione, sicurezza e tutela dell’identità culturale europea. Credo però che il problema vada affrontato distinguendo tra dati, fatti e interpretazioni. È legittimo sostenere che i flussi migratori debbano essere regolati e che l’accoglienza abbia dei limiti, così come è legittimo chiedere che chi arriva rispetti leggi, valori e consuetudini del Paese ospitante. Dove faccio fatica a seguirla è quando attribuisce tutto questo a un presunto piano organizzato per distruggere l’Occidente, il cristianesimo o gli europei. Su questo non vedo prove concrete, mentre vedo certamente errori politici, scelte discutibili e spesso incapacità di governare fenomeni complessi. Quanto a San Tommaso d’Aquino, è interessante richiamarne il pensiero storico, ma dobbiamo anche considerare che viviamo in società molto diverse da quelle del XIII secolo. La sfida di oggi è trovare un equilibrio tra sicurezza, identità culturale, legalità e rispetto della dignità umana. Su una cosa, concordo: l’immigrazione non può essere lasciata all’improvvisazione. Uno Stato serio deve sapere chi entra, quanti ne può accogliere, come integrarli e come espellere rapidamente chi delinque o non ha titolo per restare. Buona domenica.
Signor Spinello, lei interpreta correttamente un aspetto della questione: il nuovo meccanismo europeo prevede effettivamente che gli Stati contribuiscano in un modo o nell’altro, attraverso accoglienza, sostegno operativo o contributi finanziari. È proprio su questo punto che si concentra gran parte del dibattito politico. Detto questo, non credo che ogni critica all’attuale gestione dei flussi migratori debba necessariamente portare alla conclusione che esista un disegno unico o una volontà deliberata contro i cittadini europei. Tra chi sostiene queste politiche e chi le contesta esistono molte posizioni intermedie. Quanto al sentirsi offesi o ignorati, comprendo il disagio di molti cittadini. Tuttavia, il confronto resta più utile quando si discutono fatti, norme e conseguenze concrete delle decisioni politiche, piuttosto che attribuire automaticamente a chi la pensa diversamente l’intenzione di sostenere un sistema contro i propri concittadini. Su un punto, però, credo che molti anche in questo blog possano concordare: l’immigrazione va governata con regole chiare, controlli efficaci e piena tutela della sicurezza e della coesione sociale. Buona domenica.
Bill Gates dice che i paesi ricchi dovrebbero passare al 100% a carne sintetica.
Lui possiede 275.000 acri di terreni agricoli.
Zuckerberg alleva bovini di razza pregiata alle Hawaii.
Nel frattempo, in Italia, intere stalle di animali sani vengono abbattute per un regolamento europeo.
Il pandemonio italiano ed europeo continua
Vado al bar e trovo già qualche barman nero , vedo una squadra di lavoratori manuali 4 su cinque sono neri o biondicci , furgoncini che tornano dalle campagne pieni di neri .
Ma di quali migranti stiamo riempendo le pagine .
Oggi senza di loro non potremmo più andare avanti .
Evvero ci portano anche problemi, come spaccio ,delinquenza,
Ma come potremmo lavorare nell’edilizia, nelle campagne , nelle serre ,senza di loro ??
Purtroppo abbiamo partiti politici in Italia che speculano sui neri , li vogliono portare dalla loro parte alle elezioni, ecco perché in Italia non riusciamo a mettere a posto i cattivi neri .
La Meloni a ridotto del 60% gli arrivi , a cercato di espellere tutti gli irregolari , ma la magistratura si è messa di traverso ,
Ecco quale è il problema.
Chi non vuole accogliere paghi , mi sembra una cosa giusta , tu non vuoi neri , ma almeno paghi per far sì che chi è in prima linea , non ci deve rimettere anche i soldi per l’accoglienza, che costa non dimentichiamolo ,
Dottor Ruzza, sui fondamenti di San tommaso si è basato l’ordine dell’occidente per secoli. I tempi possono essere cambiati, l’occidente e cambiato (a mio avviso, come elaborato altre volte, assolutamente in peggio).
Nei secoli dove il cristianesimo regnava, gli attacchi erano pesanti tanto quanto oggi. I regni volevano proteggere ad ogni costo la propria identita, cultura e, soprattutto, fede. Per questo esistevano regole chiare e precise. E gli attacchi dall’esterno, diretti, o dall’interno, infiltrati, erano costanti.
Oggi ciò che è cambiato riguarda la modalità degli attacchi nascosta da buonismo, la complicità di traditori occidentali senza i quali non sarebbe possibile, e la perdita di fede, che porta a non avere più una propria identità e cultura, uomini deboli, nulla più da difendere.
La cristianità ha gli stessi nemici da sempre, non sono mai cambiati, la differenza è che oggi sono protetti.
Ribadisco, se non ci fosse un disegno, nessuno governante sarebbe così sciocco da aprire la porta in questo modo anarchico, quando a noi fanno pelo e contropelo anche per salire su un aereo o visitare un museo.
Le prove concrete non ci sono, ma sono almeno 20 anni che scivoliamo in questo caos lentamente, le forze di polizia non hanno più poteri, il caos ha preso possesso di periferie e centri storici, ed arriveremo ad avere controllo totalitario dopo qualche sorta di guerriglia urbana. Carta elettronica, moneta digitale, dati biometrici a cosa servono altrimenti? E dopo la pandeminkia, e quello che abbiamo visto anche in altri paesi democratici quali Canada e gb, sappiamo bene cosa potrebbe succedere.
Ciò che accade in Inghilterra non è dittatoriale? Levare soldi e bloccare conti, arrestare e via dicendo? Lei si fida di chi c’è sopra e di ciò che può fare con i suoi dati che lei volontariamente ha ceduto credendo nella comodità e velocità?
Se non ci fossero i migranti, il mestiere di barman sarebbe ricoperto da autocoyoni capaci di esigere livelli dignitosi.
La guerra fra poveri a questo serve la migrazione
Il movimento 5 stelle distruggerà la sinistra, Vannacci distruggerà l’Italia.
La responsabilità è degli italiani, la maggioranza degli italiani, analfabeti.
@ Peppe non c’è bisogno dei 5 stelle per distruggere la sinistra.
Potete provare a candidare le risorse boldriniane di Pietro per rialzarci😂
La colpa è degli italiani come te Peppe.
Più apri bocca più perde voti la sinistra.
Idem per la Schlein, più apre bocca più la sinistra va indietro.
Come ha scritto qualcuno prima di me, meglio candidare le risorse boldriniane di partito