
Le tartarughe preferiscono la costa iblea. Con il mese di giugno è partita ufficialmente la stagione riproduttiva di Caretta caretta sulle coste della Penisola e, a farla da padrone, manco a dirlo, sono proprio le splendide spiagge siciliane. In questo scenario, spiccano le spiagge di Punta Braccetto, Marzamemi e Pachino, balzate al centro della cronaca ambientale come culle ideali scelte dai grandi rettili marini per perpetuare la specie.
Il litorale siracusano ha inaugurato gli eventi straordinari di questa stagione il 2 giugno. Due preziosi nidi sono stati deposti in due delle località balneari più affascinanti della regione. La prima deposizione è avvenuta nella suggestiva cornice di Marzamemi, antico borgo marinaro celebre nel mondo per la sua tonnara storica e le sue acque turchesi. Poco dopo, un secondo nido è stato individuato a Pachino, territorio noto per le eccellenze agricole ma che custodisce coste incontaminate di rara bellezza. Entrambi i miracoli della natura sono stati scoperti grazie ai monitoraggi dei volontari Silvio Ariazzi e Lisa Pancaldi per il primo sito, e di Ilaria Sperelli Pizzocri con Claudio Guidi per il secondo.
Le uova sono state successivamente verificate e censite dalla biologa del WWF Oleana Prato. La mappa della speranza si è subito allargata alla provincia di Ragusa, toccando la splendida spiaggia di Punta Braccetto. Questo tratto di costa iblea, caratterizzato da sabbia finissima e scogliere intatte, si è confermato l’habitat perfetto per la nidificazione. Il quarto nido della stagione è stato trovato da Salvatore Liali, che ha prontamente contattato la Capitaneria di Porto di Pozzallo. Sul posto è intervenuta l’operatrice Laura Paderni. Un altro nido è stato segnalato da un cittadino a Mazara del Vallo, mentre nell’Oasi WWF di Torre Salsa a Siculiana sono state rilevate tracce di risalita.
Dietro questi straordinari successi si cela il lavoro instancabile delle squadre del WWF, attive fin dalle prime ore del giorno insieme a volontari e cittadini formati. Il loro compito quotidiano è individuare le tracce di risalita sulla sabbia, segnalare e mettere in sicurezza i nidi, e coordinarsi con le autorità competenti. Un’attenzione particolare viene rivolta alla gestione dei lidi, sensibilizzando bagnanti e operatori turistici sulle buone pratiche per ridurre il disturbo antropico. Le attività di monitoraggio si inseriscono nel quadro del progetto europeo LIFE ADAPTS, cofinanziato dall’Unione Europea, volto a sviluppare strategie di adattamento al cambiamento climatico per tutelare habitat e specie vulnerabili.
Il progetto utilizza tecnologie avanzate, come l’eDNA, i droni, le fototrappole e la telemetria satellitare, coinvolgendo attivamente le comunità locali nella protezione delle spiagge. I dati scientifici raccolti negli ultimi anni confermano la centralità assoluta della Sicilia in questa missione di conservazione. Tra il 2020 e il 2025, gli operatori del WWF hanno registrato ben 1.055 nidi tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con una crescita marcata negli ultimi tre anni. Di questi, ben 738 sono stati censiti in Sicilia, rappresentando il 70% di tutti quelli deposti in Italia, seguiti dai 223 in Calabria e i 94 registrati nell’arco ionico del Golfo di Taranto.
Nonostante i successi, l’allarme resta però molto elevato a causa dell’impatto delle attività umane sui litorali. In Calabria, il WWF è tornato a lanciare l’allarme sul continuo utilizzo di mezzi meccanici sulle spiagge per le operazioni di pulizia, in particolare nella provincia di Vibo Valentia. Questa pratica dannosa, purtroppo diffusa anche in altre regioni, può compromettere la sopravvivenza dei nidi di Caretta caretta, mettendo a rischio il fratino e la delicata vegetazione dunale.
Tutelare le spiagge di Punta Braccetto, Marzamemi e Pachino significa dunque proteggere un patrimonio di biodiversità inestimabile.


