
MODICA, 23 Maggio 2026 – Si è svolta lo scorso 20 maggio 2026, dinanzi alla Corte di Cassazione, un’importante udienza destinata a incidere profondamente sul futuro dei docenti precari in tutta Italia. Al centro del dibattito c’è il tema della monetizzazione delle ferie maturate e non godute dal personale scolastico con contratti al 30 giugno o fino al termine delle attività didattiche.
La pronuncia della Suprema Corte, attesa per le prossime settimane, potrebbe sbloccare il riconoscimento di somme economiche significative in favore di migliaia di supplenti scolastici.
Il contenzioso nasce dalla prassi, adottata da molte istituzioni scolastiche, di considerare automaticamente come “ferie godute” i periodi di sospensione delle lezioni (come le vacanze di Natale, Pasqua, i ponti e le chiusure da calendario). Questo automatismo riduce drasticamente l’indennità sostitutiva spettante al termine del contratto.
Secondo il Ministero dell’Istruzione, questi periodi andrebbero considerati ferie fruite anche in assenza di una richiesta formale del docente o di un provvedimento del dirigente. Una tesi fortemente penalizzante per i precari, che crea disparità con i docenti di ruolo e non tiene conto del fatto che i supplenti restano spesso a disposizione della scuola anche durante lo stop alle lezioni.
L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) – Sede di Modica – evidenzia come la giurisprudenza della Cassazione si sia in realtà già espressa in senso favorevole ai lavoratori, tracciando una linea netta:
Sentenza n. 14268/2022: Il diritto alla monetizzazione non si perde automaticamente se il datore di lavoro non dimostra di aver messo il lavoratore nelle condizioni reali di fruire delle ferie.
Ordinanza n. 15415 (3 giugno 2024): Giudicato illegittimo il collocamento d’ufficio in ferie senza richiesta del dipendente o specifico provvedimento formale.
Ordinanza n. 16715 (17 giugno 2024): Il supplente conserva il diritto all’indennità sostitutiva anche se non ha chiesto le ferie durante la sospensione delle lezioni, a meno che l’Amministrazione non provi di averlo formalmente invitato a farlo.
Secondo l’UNC di Modica, queste pronunce delineano un orientamento ormai consolidato a tutela dei diritti dei precari, rigettando ogni automatismo lesivo.
Prescrizione a 10 anni: come recuperare migliaia di euro
Un aspetto cruciale per i docenti riguarda i tempi per agire. Il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute è soggetto al termine di prescrizione ordinaria di dieci anni.
Significa che moltissimi precari potrebbero richiedere gli arretrati e recuperare gli importi relativi agli ultimi 10 anni di servizio, per cifre complessive che in molti casi possono raggiungere diverse migliaia di euro.
In attesa del verdetto definitivo della Cassazione, moltissimi lavoratori si stanno già muovendo per inviare atti di interruzione della prescrizione, così da blindare il proprio diritto e non perdere le somme maturate negli anni passati.
Avv. Stefano Di Giacomo).


