
MODICA, 16 Maggio 2026 – Una netta inversione di rotta rispetto ai piani dell’Amministrazione comunale per rimettere al centro i bisogni reali della comunità: sicurezza, salute e servizi di prossimità. È questo il cuore della mozione d’indirizzo urgente presentata congiuntamente dai gruppi consiliari di opposizione Radici Iblee, Democrazia Cristiana e Siamo Modica.
Il documento, che vede come prima firmataria la capogruppo di Radici Iblee, Miriam Franzò, è stato sottoscritto dai consiglieri Ruffino, Alecci, Nigro, Giammarco Covato, Frasca, Spadaro, Piero Covato, Floridia, Scapellato e Caruso, ed è già stato trasmesso al Consiglio Comunale per una trattazione urgente.
La mozione interviene con fermezza sul Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026-2028. I tre gruppi consiliari contestano apertamente la scelta della Giunta di destinare a locazione commerciale ben dieci locali strategici situati al piano terra di edifici storici e istituzionali: Palazzo San Domenico, Palazzo della Cultura, Palazzo degli Studi e Piazza San Giovanni.
«In un momento in cui la cittadinanza, i commercianti e le associazioni di categoria (CNA e Confcommercio) chiedono a gran voce una presenza tangibile delle istituzioni e presidi fissi di sicurezza, è un errore strategico privarsi di questi locali – spiegano i consiglieri –. Questi immobili, per la loro centralità e accessibilità su Corso Umberto, sono beni strumentali naturali per le funzioni dell’Ente».
La controricetta dell’opposizione prevede di salvare dalla privatizzazione commerciale i locali di Palazzo San Domenico, della Cultura e di Piazza San Giovanni (mantenendo a vocazione commerciale solo quelli del Palazzo degli Studi), per destinarli a tre funzioni civiche fondamentali:
• Presidio permanente delle Forze dell’Ordine (punto di riferimento fisico nel centro storico e a Modica Alta, coordinato tra Polizia Locale e Carabinieri, previo tavolo tecnico con Prefetto e Questore);
• Presidio sanitario di prossimità (punto di primo intervento e ambulatorio infermieristico, vitale per i residenti anziani e per i turisti, considerando la particolare orografia della città, da realizzare in convenzione con l’ASP di Ragusa);
• Uffici comunali al pubblico (a partire dai Servizi Sociali territoriali, per ridare vita e funzioni amministrative al cuore della città); . Macello Comunale (una soluzione a costo zero per il dissesto).
Un altro punto cardine riguarda il Macello Comunale di contrada Michelica, chiuso dal 2023. Per rimetterlo a norma servono tra i 150 e i 200 mila euro, cifre che il Comune – in stato di dissesto finanziario dal 30 gennaio 2025 – non può spendere.
La proposta delle forze di minoranza è pragmatica: affidare la struttura a un privato tramite un bando di gara basato sullo scomputo degli investimenti. Il privato anticiperà i costi dei lavori e li recupererà compensandoli con il canone annuale di concessione (stimato in 12.000 euro) per una durata dai 12 ai 20 anni. Un’operazione a costo zero che restituirebbe un servizio essenziale alla città.
Infine, la mozione impegna il Sindaco e la Giunta a dare mandato ai dirigenti per predisporre, entro 120 giorni, una ricognizione completa e aggiornata di tutto il patrimonio immobiliare comunale (terreni e fabbricati), per individuare i beni immediatamente alienabili e quelli gravati da vincoli o contenziosi.
«Il dissesto finanziario impone la massima trasparenza e la valorizzazione di ogni singola risorsa – conclude la prima firmataria Miriam Franzò –. Dobbiamo avere una mappatura chiara di ciò che il Comune possiede per generare entrate reali e non presunte. È il momento che la politica modicana dimostri con i fatti se vuole una città-vetrina o una città viva, sicura e a misura di cittadino».
La mozione è adesso aperta all’adesione di tutti gli altri consiglieri comunali che vorranno cofirmarla prima del voto in aula.


