
ACATE, 16 Maggio 2026 – Si è concluso, davanti al Tribunale Penale di Ragusa, il processo per la brutale uccisione di un pony avvenuta nel 2023 ad Acate. Il giudice ha condannato l’autore del gesto ad un anno e 6 mesi di reclusione, senza la sospensione condizionale della pena. L’uomo dovrà inoltre risarcire i danni in favore dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che si era costituita parte civile, e rimborsare le spese legali sostenute dall’associazione.
La vicenda, che tre anni fa aveva sollevato una profonda ondata di sdegno in tutta la provincia e a livello nazionale, risale al 2023. L’uomo aveva legato un pony (di proprietà altrui) al paraurti della propria auto, trascinandolo per chilometri lungo la strada prima di abbandonarlo, agonizzante e coperto di ferite, sull’asfalto.
I primi a intervenire sul posto per prestare i soccorsi erano stati i volontari della Sezione Oipa di Ragusa, guidati dal delegato Riccardo Zingaro. Le lesioni riportate dall’animale erano apparse subito gravissime, tanto da costringere i veterinari a praticare l’eutanasia per porre fine alle sue atroci sofferenze.
L’Oipa ha seguito il caso fin dalle prime battute, partecipando attivamente al procedimento penale come parte civile grazie all’assistenza legale dell’avvocato Salvatore Bucchieri del foro di Ragusa. L’associazione ha espresso forte soddisfazione per l’esito del processo, descrivendolo come il frutto di un impegno corale, fermo e determinato nel perseguire i reati contro gli animali.
Il commento dell’Ufficio Legale: «Un esito processuale che ci soddisfa, anche se nessuna sentenza potrà restituire la vita al povero animale morto dopo un’atroce agonia», ha dichiarato Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio Legale Oipa Italia. «Oipa Italia continuerà a rappresentare i diritti degli animali in tutte le sedi giudiziarie, affinché condotte di questo tipo non passino mai impunite».
La decisione del Tribunale di Ragusa di non concedere la sospensione della pena rappresenta un segnale giudiziario di estrema fermezza. Per le associazioni protezioniste, sentenze di questo tipo sono fondamentali non solo per punire i colpevoli, ma anche come deterrente per contrastare i reati di maltrattamento e crudeltà, un ambito in cui i controlli sul territorio e le tutele legali faticano ancora a trovare piena applicazione.



1 commento su “Pony trascinato con l’auto e ucciso ad Acate: arriva la condanna a un anno e sei mesi di reclusione (pena non sospesa)”
Pena non sospesa? Se fosse successo ad una persona, la pena veniva sospesa, con condizionale, al massimo i domiciliari.
E nessuna organizzazione da risarcire.
Repubblica di banane.