Sanità siciliana, Totò Cuffaro patteggia 3 anni: lavori socialmente utili a Monreale ma scatta il “Daspo” dai politici

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PALERMO, 16 Maggio 2026  – Niente carcere per Totò Cuffaro. L’ex presidente della Regione Siciliana e leader della Nuova Dc ha concordato una pena di 3 anni nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti e concorsi truccati nella sanità dell’isola. La gup di Palermo, Ermelinda Marfia, ha accolto la richiesta di patteggiamento (che aveva già ottenuto il via libera della Procura), disponendo la sostituzione della misura cautelare con i lavori di pubblica utilità.
L’ex governatore presterà servizio presso l’associazione “Casa del Sorriso” di Monreale, ma dovrà sottostare a una serie di rigidissime prescrizioni, a partire dal totale isolamento dal mondo politico che ha guidato fino a pochi mesi fa.
Le accuse e il calcolo della pena
Il patteggiamento chiude la posizione di Cuffaro in merito a due filoni investigativi:
• Corruzione: legata a un concorso truccato per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari all’ospedale “Villa Sofia-Cervello” di Palermo.
• Traffico di influenze illecite: reato connesso alla gestione di una gara d’appalto bandita dall’Asp di Siracusa.
Dal punto di vista cronologico, Cuffaro è da oggi un uomo libero ma con forti limitazioni. Dei 3 anni patteggiati, restano da scontare 2 anni e 7 mesi, poiché 5 mesi sono già stati trascorsi in regime di arresti domiciliari.
Il provvedimento del giudice impone all’ex presidente una sfilza di obblighi e divieti che ne limiteranno drasticamente la sfera d’azione pubblica e privata:
• I lavori a Monreale: Cuffaro dovrà prestare la propria attività alla Casa del Sorriso per un minimo di 6 ore e un massimo di 15 ore settimanali.
• Il “divieto” di incontrare politici: Per tutta la durata della pena, non potrà frequentare o incontrare soggetti che rivestono cariche pubbliche, legislative e amministrative. Le uniche deroghe riguardano i familiari, i conviventi o incontri strettamente legati ai lavori di pubblica utilità o all’ottenimento di un pubblico servizio.
• Confini blindati: Vige il divieto assoluto di lasciare il territorio della Regione Siciliana.
• Passaporto ritirato: All’ex governatore verrà ritirato il documento di viaggio. Di conseguenza, si interromperanno – almeno per i prossimi due anni e mezzo – i suoi periodici viaggi in Africa per le note attività di beneficenza.
• Risarcimento danni: L’accordo con i magistrati prevede anche un risarcimento di 7.500 euro ciascuno a favore delle due aziende sanitarie coinvolte (Villa Sofia-Cervello e Asp di Siracusa) come ristoro per il danno d’immagine subito.

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