Il mare, l’economia e il ritorno di Israele…l’opinione di Rita Faletti

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Dopo quattro mesi di oceani, porti commerciali, terminal container, mercati del pesce, città costruite attorno al turismo e paesi che sopravvivono grazie alle rotte marittime, una conclusione appare inevitabile: il mondo non gira attorno alle ideologie, ma all’economia. Le bandiere cambiano, i governi cadono, le propagande si accendono e si spengono, ma ciò che determina davvero amicizie, prudenza diplomatica e nuovi avvicinamenti resta quasi sempre l’interesse concreto. Ed è forse proprio qui che si comprende il mutato atteggiamento di molti paesi verso Israele. Descritto per anni soltanto attraverso il conflitto, oggi quel piccolo Stato viene guardato anche per ciò che rappresenta sul piano tecnologico, scientifico, militare e strategico. Nel silenzio delle diplomazie, mentre le piazze urlano slogan, molti governi sembrano essersi posti una domanda semplice: possiamo permetterci di restare lontani da una delle maggiori potenze dell’innovazione mondiale? Non significa che stiano sparendo le divergenze politiche o il dramma di Gaza. Significa che sotto le dichiarazioni ufficiali, gli Stati tendono ad avvicinarsi dove intravedono convenienza, stabilità o prospettive di crescita. Questo crea una frattura sempre più evidente tra due mondi: quello che investe, compete e costruisce il futuro misurando la realtà in base alle capacità di produrre soluzioni e adattamento, e quello che resta seduto su categorie ideologiche immobili in favore di giudizi identitari. Chi smette di guardare il conflitto e chi guarda ciò che Israele è diventato. Ho più volte parlato dell’ipocrisia dell’Europa e sono giunta alla conclusione che sia proprio l’ipocrisia il suo tratto dominante. Si condanna Israele senza appello e contemporaneamente si dipende militarmente da esso sempre di più. La Norvegia acquista carri armati dotati di sistemi di difesa sviluppati da Israele, mai usati prima della guerra dopo il 7 ottobre. Germania, Lituania, Paesi Bassi, Belgio, Repubblica ceca, Slovacchia, Croazia firmano contratti per l’acquisto di sistemi di difesa aerea israeliana. Nel 2025, l’Agenzia per il controllo delle esportazioni di sistemi di difesa israeliana ha concesso licenze di esportazione per 20 paesi, nel 2024 erano 7. Circa il 70 per cento della produzione di difesa israeliana è esportata. Sono numerosi i Paesi che cercano di ottenere l’Iron Dome, lo scudo antimissili israeliano. Sanchez, dei premier europei il più ostile a Israele, grida al “genocidio” a giorni alterni ma non dice che i missili dei suoi soldati che portano il logo Raphael sono costruiti in Europa ma con know-how, innovazione ed esperienza israeliane. L’Austria, per garantire la sicurezza al cantante israeliano Noam Bettan all’Eurovision song contest, ha scomodato il Mossad e lo Shin Bet. Israele ha siglato accordi su sicurezza, commercio e energia con Emirati e paesi sunniti, con l’India la partnership strategica è di dimensioni senza precedenti, con l’Indonesia le relazioni accelerano, con Giappone e Corea del sud le intese sull’alta tecnologia sono in aumento, il Kazakistan è entrato negli Accordi di Abramo e con gli Stati Uniti la collaborazione su hi-tech e difesa è tale che Gerusalemme prevede di poter rinunciare nel 2028 ai 3,8 miliardi annuali di aiuti economici americani. E ci sono anche gli Accordi di Isacco, firmati da Netanyahu e Milei in aprile, finalizzati a rafforzare la collaborazione tra Israele e Argentina da estendere ad altri Paesi del Sudamerica, in difesa della libertà e della democrazia, per la lotta al terrorismo, all’antisemitismo e al narcotraffico. Questo dimostra che mentre una parte dell’Occidente continua a proferire sermoni e impartire lezioni morali in modo selettivo, il resto del mondo sceglie la concretezza. Chi stringe accordi con Israele non lo fa per simpatia, ma perché funziona. E’ un dato che molti fingono di non vedere: chi vuole crescere guarda ai risultati non ai pregiudizi. E Israele, in questa fase storica incerta e travagliatissima, sospesa tra guerra e pace, nonostante discriminazioni, persecuzioni, esili, pogrom, terrorismo e il tentativo di annientamento più mostruoso, ha saputo costruire forza, competenza e futuro. E’ questo che rende quel piccolo Paese un esempio raro. Un popolo che non si piange addosso, che non si lascia definire dalle ferite, che trasforma ogni minaccia in energia. Un popolo unico, straordinario, e sì, degno di ammirazione.

 

 

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15 commenti su “Il mare, l’economia e il ritorno di Israele…l’opinione di Rita Faletti”

  1. Amo Israele più dell’Italia dove vivo

    Mai letto un articolo di propaganda così ammirato nei confronti di Israele messo addirittura al centro del mondo nella copertina, in cui c’è Germania ecc ma non l’Italia, però c’è l’unione europea, di cui fa parte anche la Germania che però è messa singola, nemmeno ad usare un prompt decente per creare immagini con ia, molto indicativa e soprattutto fa morire dal ridere.
    Però dai bibi sarà contento di leggere questi articoli.Israele al centro del mondo, tutti gli altri suoi servi. Che bel futuro.

  2. Tonino Spinello

    Non stia in pena Dott.ssa Faletti, c’è sempre chi veglia sugli angeli israeliani.
    Il figlio di Soros ad esempio ha annunciato che la sua Open Society Foundation erogherà 30 milioni di dollari alle organizzazioni che combattono l’antisemitismo e l’odio contro gli islamici negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Neanche un centesimo per i cristiani perseguitati! Contenta?
    Nel frattempo parlando di Eurovision Song Contest 2026, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda e Slovenia si sono ritirati dal concorso per la presenza inquietante di Israele. Ho la sensazione che questi paesi non guardano Israele come un paese straordinario da ammirare….

  3. Mi chiedo come mai, appunto, bisogna fare affari con Israele.
    Con la Russia abbiamo messo sanzioni e deciso di non acquistare più gas e petrolio che pagavamo una pipa di tabacco, e permettevano nonostante la già esistente crisi, alle aziende e alle persone di pagare qualcosa ad un prezzo sostenibile. Per non parlare della tecnologia militare o in altri campi, nettamente e di gran lunga superiore a quella israeliana.

    Questo, perché noi siamo intoccabili moralmente, e la Russia ha violato, dopo 8 anni di pazienza e dietro gravi provocazioni, il diritto internazionale.

    E pazienza, essendo noi degnamente superiori e inattaccabili moralmente, paghiamo il gas 3 o 4 volte di più dai nostri amici, che senza nemmeno avvisarci, creano una guerra dal nulla mettendo in ginocchio l’economia mondiale.

    Invece, con Israele, che ha commesso genocidio, invaso, attaccato paesi sovrani ed invaso allo stesso modo, spianando tutto con i bulldozer, non dico sanzioni o interruzione dei rapporti commerciali, ma almeno mezza parola di accusa sarebbe ovvia.

    Comunque siamo abituati a questa tragica e vergognosa farsa, ed a leggere cotanta sfacciataggine.

  4. Amo Israele, meno male che L Italia non è cancellata

    Ah grazie per la precisazione, ero preoccupato, a quando invece la costruzione delle sinagoghe al posto delle 100 chiese di modica? Chiedo per un amico che non vuole essere bombardato mentre prega in chiesa. Grazie per l’attenzione a questa materia.
    Ave Bibi e lunga vita a vero re.

  5. @amoisraele, non solo bombardano e spianano chiese e scuole cristiane con i bulldozer, (un’altra pochi giorni fa), espello o anche i sacerdoti cristiani dalla Palestina.

  6. @amoisraelemenomalechel’italianonècancellata,
    La bandiera islamista fu esposta sulla facciata dell’Università orientale di Napoli il 9 ottobre 2023, prima della risposta militare israeliana a Gaza. Un dettaglio che farebbe piuttosto pensare più probabile veder sorgere nuove moschee, oltre a quelle già esistenti nella nostra Italia, che sinagoghe. Le poche esistenti sono presidiate giorno e notte dalle Forze dell’ordine perché oggetto di attacchi. Le faccio presente poi che gli ebrei non hanno mai avuto interesse a fare proselitismo, a differenza degli islamici e che la “santa” reciprocità non è affatto rispettata. Un vero peccato perché è da lì anche che sono partite le disgrazie.

  7. Tonino Spinello

    Sig. Paolo,
    Lei parla di sfacciataggine, molti “giornalisti” e opinionisti tutti difensori della democrazia, continuano a ripetere che Israele sia un presidio di civiltà, un baluardo di libertà, la sola democrazia che abbiamo in Medio Oriente. Questo è quello a cui dobbiamo credere e stringerci attorno a Israele.
    Ma intanto che democraticamente si compiono crimini peggio del compianto (se dobbiamo fare un paragone) Hitler, i due Ministri più rappresentativi: Itamar Ben Gvir, e Bezalel Smotrich (che paragono a Goebbels e Bandera) festeggiano l’approvazione della pena di morte come un vero nazista farebbe.
    Più sfacciataggine di questo….

  8. Sig. Tonino, torta di compleanno col cappio compresa. E intanto si allargano, espandono i confini, colonizzano nuovi territori. Nethanyahu ha appena dichiarato che oggi controllano il 60 per cento di Gaza, domani chissà…
    E mentre i sionisti nostrani sventolando bandierine per ogni palestinese in meno e metro invaso, accade una cosa molto particolare.

    Papa Leone conferisce la più alta onoreficenza diplomatica, la Gran Croce dell’Ordine Piano, all’ambasciatore dell’Iran presso la santa Sede.

    Un messaggio molto potente, dal forte valore simbolico, indirizzato politicamente, per far riflettere e non poco, tutti i novelli cristiani sionisti che sostengono Israele e la guerra in medioriente. E il segnale che indica che la Chiesa si sta staccando dalla linea ideologica occidentale, che manterrà la sua linea autonoma e prende nettamente le distanze dall’asse occidentale ed israeliano.

    Chissà se qualche commentatore troverà giustificazione, al solito, o se comprenderà quanto è sbagliato sostenere una democrazia genocida ed assassina.

  9. Signora Faletti
    Mi fa troppo piacere constatare che altri come me ammirano Israele, come ha ben descritto è un popolo da ammirare!!
    Certamente chi si schiera con hamas, hazebol, con il regime Iraniano, , ha motivi ideologici difficili da capire per chi come noi guarda la realtà con occhi liberi da pregiudizi.

  10. Genocida ! Assassina , ecc ecc
    Hamas 7 ottobre 1200 morti ammazzati senza avviso ,mutilati , 200 prigionieri trascinati a,Gaza , niente per Paolo e company tuttapposto , centinaia di miglia di missili lanciati da hamas e hazebol su Israele, per Paolo e company tutto apposto.
    Miglia di attentati in Israele Kamikaze con una,scia di sangue lunga come il Giordano, per Paolo e company tutto apposto.
    Gli attentati sono diminuiti grazie alla capacità di questo popolo di difendersi , da barbari ,feroci combattenti, in nome di un Dio che giustifica ogni gola tagliata .
    La Russia può perdere la pazienza senza avere subito niente !!!!!
    Israele minacciato continuamente con razzi e attacchi , e con tante vittime dovrebbe soccombere secondo Paolo e company,
    Noi dovremmo stare con il culo all’insù davanti a sua maestà Putin , dovremmo finanziare le sue conquiste ,,acquistando da lui . Ieri Putin ha ucciso 24 cittadini Ucraini bombardando i palazzi di Kiev, ( minchia che brava persona. )
    Questa è l’occasione buona per rompere il potere enorme di chi ci vende petrolio e gas , dobbiamo costruire il nucleare e ogni casa deve avere il fotovoltaico sul tetto , non ce neanche bisogno di consumare suolo per mega impianti fotovoltaici che fanno fatto arricchire investitori onesti e mafie .
    Israele per tutta la vita , democrazia, votazioni , non falsi plebisciti,

  11. @Paolo
    Come al solito, la lettura che Lei dà alla cosa è di parte. Le spiego perché. Intanto, la Santa Sede ha precisato che il conferimento della Gran Croce dell’Ordine Piano all’ambasciatore iraniano rientra nella normale prassi diplomatica vaticana. Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha spiegato che essa viene concessa abitualmente agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede dopo circa due anni di servizio; non era destinata solo all’Iran e nello stesso giorno è stata conferita ad altri dodici diplomatici; non è stata consegnata personalmente dal Papa, ma dal Sostituto della Segreteria di Stato, come da protocollo ordinario. Inoltre bisogna considerare che la diplomazia vaticana funziona in modo diverso dalla diplomazia politica classica e la Santa Sede mantiene rapporti formali e canali aperti anche con governi problematici o ostili considerando il dialogo diplomatico una funzione permanente della Chiesa. Lo stesso Ordine Piano è stato assegnato nel tempo a figure molto controverse o lontane dalla sensibilità cattolica. Va da sé che alcuni media iraniani l’abbiano interpretata come una sorta di “benedizione politica” del Vaticano al regime. Un po’ improbabile. In questo contesto geopolitico, chi ne ha interesse lo considera un gesto dall’alto valore simbolico verso Teheran. Che, infatti, si rallegra, e guarda all’Occidente cercando e trovando, qua e là, sostegno contro Stati Uniti e Israele.

  12. Tonino Spinello

    Il nostro presbitero di casa nel suo erudire su Israele ha dimenticato di dire che il Supremo Mario Draghi con i compagni Macron Merz e Starmer sono al capolinea e non sono in grado di spostare più nulla. Il nostro super Mario (soprannominato la lucertola) quello che affermava che dopo la terza sanzione la Russia doveva capitolare, ad Aquisgrana ha dichiarato “Siamo soli”.
    Draghi ammette il fallimento umiliante dell’Europa e per questo gli conferiscono pure un premio. In pratica i somari si premiano tra loro!
    Sempre al presbitero voglio dargli una dritta: Un’amica infermiera mi ha detto che nel suo ospedale sono ripresi i corsi di ballo….

  13. Dot.sa Faletti, ha ragione, la mia è una lettura di parte, mentre la sua è esente da questa critica.

    Io consiglio vivamente, di approfondire temi ecclesiastici a livello di comunicati, diplomazia, discorsi. Perché su questo ha ragione, il Vaticano non parla la stessa lingua dei laici, ma ha un suo modo distintivo di comunicare, ed anche di tuonare ed esercitare la sua piena e forte (e da tempo inutilizzata), autorità nel mondo e nella diplomazia.

    La Gran Croce dell’Ordine Piano è assegnata a nome del papa, solo da lui può essere approvata.

    NON viene data a tutti gli ambasciatori ogni due anni, è un onoreficenza data con forte significato politico, lhanno ricevuta alcuni re e primi ministri (mai Israele…).

    Darla all’iran esattamente in questo momento storico, ha un valore molto potente, un messaggio non solo per l’indipendenza che assume la Santa Sede di fronte a questo avvenimenti, non solo verso i capi di stato coinvolti, ma soprattutto verso il gregge cristiano, per far comprendere la posizione ufficiale della Chiesa in merito alla gravità di quanto accade.

    Da Pio IX ne hanno assegnate pochissime, proprio per la rilevanza che ha, e viene utilizzata solo per fine politico e diplomatico.

    Quella di routine alla quale si riferisce, è un’altra, quella di commendatore, di ordinaria routine amministrativa.

    E sono da leggere bene gli ultimi discorsi del pontefice su corsa ad armamenti, pena di morte e via dicendo. I destinatari sono UE, Israele ed usa.

    I cristiani sono poco avvezzi a leggere e comprendere l’autorità della chiesa, tantomeno a sottomettersi, confido che ci si riabitui, perché se ne sentiva la mancanza.

  14. Dimenticavo su bruni, non si confondano anche qui i messaggi in stile ecclesiale.

    Bruni non ha mai affermato che la gran croce sia stata data a tutti gli ambasciatori, ma che le onoreficenze in genere rientrino nella prassi protocollare.

    Ma NON quella della Gran Croce, data SOLO all’Iran.

    Il travisare o interpretare senza attenzione i dettagli comunicativi, è stile laico, non ecclesiale, dove ogni parola ha un preciso significato.

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