Una scia viola contro l’invisibilità: la Provincia di Ragusa celebra la La Responsabile Sezione AISF Ragusa Enrichetta Guerrieri

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13 Maggio 2026 – Il 12 maggio non è una data come le altre per milioni di persone che convivono con il dolore cronico. In occasione della Giornata Internazionale della Fibromialgia, anche la provincia di Ragusa ha risposto all’appello, tingendosi di viola per accendere i riflettori su una patologia spesso definita “invisibile”, ma profondamente invalidante.

Le piazze e i monumenti del territorio si sono uniti in un coro luminoso per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di riconoscimento e supporto per i pazienti fibromialgici.

Dalle   20, un filo conduttore cromatico ha unito i principali centri della provincia, con l’illuminazione viola di siti istituzionali e culturali.

Ragusa: il cuore amministrativo della città, il Palazzo di Città, ha cambiato volto per una sera, diventando il simbolo della partecipazione del capoluogo alla causa.

Modica: un’iniziativa di particolare rilievo ha interessato il Teatro Garibaldi. Grazie al parere favorevole del Sovrintendente della Fondazione, Tonino Cannata, la facciata del teatro è stata illuminata. L’occasione è stata resa ancora più incisiva dalla presenza di due socie che, all’ingresso dello spettacolo serale, hanno distribuito libretti informativi agli spettatori, trasformando un momento culturale in un’importante occasione di prevenzione e conoscenza.

Vittoria: la città ha scelto di accendere i riflettori sul Teatro Comunale, legando la bellezza dell’architettura alla solidarietà verso chi soffre.

Scicli: oltre all’illuminazione dei luoghi simbolo, la comunità si è fatta sentire con una presenza fisica: i soci si sono infatti ritrovati in un momento di condivisione e testimonianza proprio davanti al Palazzo di Città.

“Il dato più significativo emerso durante queste iniziative – dice la Responsabile della Sezione AISF Ragusa, Enrichetta Guerrieri –  non riguarda solo la partecipazione visiva, ma il riscontro umano. Attraverso i dialoghi e il confronto con i cittadini presenti (gli astanti), è emerso chiaramente come la fibromialgia non sia più un “mistero” assoluto”.

Se un tempo parlare di fibromialgia significava scontrarsi con lo scetticismo, oggi la consapevolezza è diffusa, specialmente tra la popolazione femminile. La malattia è oramai conosciuta e identificata come una realtà clinica concreta, un passo fondamentale verso l’abbattimento del pregiudizio e il miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

Queste luci viola, dunque, non sono state solo un esercizio estetico, ma il segnale di una comunità che ha deciso di non lasciare solo chi combatte ogni giorno contro il dolore.

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