
MODICA, 21 Aprile 2026 – Il prossimo 28 aprile segnerà una data cruciale per il futuro del cuore antico della città. È previsto, infatti, l’incontro propedeutico alla costituzione del Tavolo Tecnico per il Centro Storico, un appuntamento che promette di essere molto più di una semplice riunione operativa. Per il comitato L’Alternativa Socialista, guidato da Antonio Ruta, si tratta di un’occasione irripetibile non solo per pianificare la rinascita urbanistica del quartiere, ma per rigenerarne profondamente il tessuto sociale.
Il fulcro della proposta del Comitato è chiaro: evitare che il tavolo diventi l’ennesimo recinto burocratico per soli addetti ai lavori. Pur riconoscendo il legittimo interesse di forze politiche, istituzioni e associazioni di categoria, Ruta rivolge loro un invito alla generosità. L’obiettivo è quello di spostare il baricentro decisionale verso chi il quartiere lo respira e lo vive ogni giorno.
«Chiediamo di valorizzare il protagonismo dei residenti, delle comunità straniere, dei giovani e degli operatori sociali e religiosi» – si legge nella nota del Comitato –. «Sono loro i primi a vivere realmente i problemi del quartiere e a subirne le conseguenze. Si lasci parlare e agire chi, fino ad oggi, non ha avuto voce o non è stato ascoltato».
La parola d’ordine per l’incontro del 28 aprile è discontinuità. Il Comitato auspica un approccio definito “eccentrico”, inteso come la capacità di uscire dai soliti schemi mentali e amministrativi per abbracciare una visione più ampia.
Un tavolo che, pur mantenendo la sua dicitura “tecnica”, sappia trasformarsi in uno spazio dove la cittadinanza attiva sia parte integrante del processo, capace di evolversi con le necessità del quartiere, lontano dalle rigidità della politica tradizionale.
L’idea di fondo è che nessuna riqualificazione architettonica possa avere successo senza una parallela rigenerazione umana. Coinvolgere le comunità straniere e i giovani significa riconoscere la realtà di un Centro Storico multiculturale e vibrante, che necessita di soluzioni moderne ed efficaci.
L’appuntamento del 28 aprile sarà dunque il primo vero banco di prova per misurare la volontà dell’amministrazione e delle categorie di aprirsi realmente alla città. La sfida è lanciata: trasformare il Centro Storico da “problema” da gestire a laboratorio di innovazione sociale e partecipazione.






1 commento su “Centro Storico, verso il Tavolo Tecnico: «Si dia voce ai residenti, serve un approccio eccentrico»”
E delle sorti del quartiere Dente nessuno se ne prende carico? Non c’è una iniziativa per rilanciarlo, è un quartiere destinato a morire e viene trascurato da tutte le amministrazioni.
E del quartiere Sorda nessuno sente l’urlo rumoroso che si sviluppa ogni giorno a causa di viabilità intasata, traffico pauroso, strade inesistenti o monche e l’amministrazione invece rilascia concessioni per edificare palazzi obbrobriosi senza realizzare prima le strade?
Una città senza equilibrio dove si parla si discute ma non si risolvono i veri problemi strutturali e sociali che la attanagliano.