Giovani, terra e credito: ad Ispica il workshop su Agri-future e sul ricambio generazionale in agricoltura

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Ispica, 17 aprile 2026 – Si è tenuto ieri pomeriggio presso la dimora storica Principe di Belmonte ad Ispica il workshop “Agri-Future – Ricambio generazionale in agricoltura”, promosso da Confagricoltura Sicilia e CoopCredit S.c.p.a.

L’evento, terza tappa dopo gli incontri di Agrigento e Catania, ha offerto un’importante occasione di confronto sugli strumenti ISMEA a disposizione dei giovani imprenditori agricoli, con la partecipazione di relatori di primo piano del mondo agricolo e creditizio.

Ad aprire i lavori è stato Antonino Pirrè, Presidente di Confagricoltura Ragusa, che ha sottolineato la vivacità e le potenzialità del territorio ibleo, giovane non solo per vocazione produttiva, ma anche per la capacità di guardare al futuro con ambizione e senso di responsabilità.

Il quadro internazionale è stato al centro dell’intervento di Rosario Marchese Ragona, Presidente di Confagricoltura Sicilia, che ha spiegato come l’instabilità geopolitica globale, l’aumento incessante dei costi energetici e le pressioni sui mercati rischiano di vanificare in tempi brevissimi quanto generazioni di agricoltori hanno costruito con sacrificio e dedizione. Un monito forte a non dare per scontate le conquiste raggiunte.

Giuliano Fratantonio, dello Studio Fratantonio, ha quindi inquadrato il tema del ricambio generazionale come una priorità strutturale per il comparto, introducendo gli strumenti oggetto del workshop: misure concrete, oggi disponibili, capaci di accompagnare i giovani nell’accesso alla terra e all’imprenditoria agricola.

Roberto Ponte, Presidente di CoopCredit S.c.p.a., ha illustrato nel dettaglio le misure ISMEA al centro dell’incontro, ricordando come la collaborazione tra CoopCredit e Confagricoltura Sicilia sia ormai consolidata. Ha sottolineato con forza come il ricambio generazionale non sia una questione differibile: investire sui giovani oggi significa garantire la continuità del sistema agroalimentare siciliano.

Particolarmente apprezzato l’intervento di Giuseppe Infantino, Vice Direttore Generale e Responsabile Area Crediti della BCC G. Toniolo e San Michele di San Cataldo, che ha ripercorso le radici storiche e valoriali del credito cooperativo. Nata come banca rurale nei ceti contadini, la BCC ha sempre avuto nell’agricoltura il suo riferimento identitario: dall’esigenza di contrastare il fenomeno dell’usura nei territori rurali nasce la stessa filosofia cooperativa. Garantire credito, ha ricordato Infantino, significa garantire investimenti, lavoro e futuro, arginando quella migrazione che impoverisce le comunità. In un paese in cui il 15% della ricchezza è concentrato nelle mani del 2% della popolazione, i valori di radici, biodiversità e cooperazione restano il fondamento irrinunciabile dell’azione della banca.

A chiudere i lavori Sandro Gambuzza, Vice Presidente di Confagricoltura. Con il supporto di dati eloquenti, solo l’8% degli imprenditori agricoli ha meno di 41 anni, su un totale di circa 200.000 imprese strutturate, Gambuzza ha ribadito l’urgenza del ricambio generazionale: senza un’inversione di tendenza, l’Italia rischia di dipendere sempre più dall’estero per i propri approvvigionamenti alimentari. Energia e cibo, ha concluso, sono le chiavi del futuro: un paese che non produce il proprio cibo è un paese debole e ricattabile.

I lavori sono stati caratterizzati da un vivace dibattito tra i relatori e un pubblico qualificato e partecipe, a conferma dell’interesse che il territorio esprime su questi temi. Numerosi i giovani imprenditori agricoli presenti, che hanno colto l’occasione per approfondire le opportunità offerte dagli strumenti ISMEA.

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