Violenza di genere. Ieri a Ragusa momento formativo a cura degli Ordini TSRM e PSTRP

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Ragusa, 11 aprile 2026 – Un pomeriggio intenso, partecipato e ricco di contributi quello che si è svolto ieri nell’ambito dell’evento formativo dedicato alla violenza di genere, promosso, nella propria sede di via Duca D’Aosta, nel capoluogo ibleo, dall’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione della provincia di Ragusa. L’evento era rivolto alle figure sanitarie del territorio. Un incontro che ha riunito magistrati, avvocati, rappresentanti delle forze dell’ordine, psicologi e medici legali, con l’obiettivo di offrire una visione integrata dei percorsi di tutela e delle procedure operative nei casi di maltrattamento.

Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali, moderati dalla dottoressa Mariella Frasca, si è aperta la prima sessione. Sono intervenuti l’avvocato Rossana Caudullo, che ha illustrato il ruolo dell’avvocatura e dei Centri antiviolenza nella presa in carico delle vittime. Un contributo molto apprezzato, che ha evidenziato la necessità di un lavoro sinergico tra professionisti e istituzioni. La dottoressa Giovanna Blanco ha affrontato il tema del trauma psicologico e del rischio evolutivo nelle vittime di violenza, soffermandosi sugli indicatori clinici e sulla prevenzione della revittimizzazione. Un intervento che ha messo in luce quanto sia fondamentale riconoscere i segnali precoci e intervenire con competenza. Tra le relazioni, poi, quella della dottoressa Rosalba Capaccio, vicequestore in quiescenza, che ha illustrato nel dettaglio le procedure operative della polizia di Stato nei casi di violenza domestica. Ha spiegato come gli agenti, già durante la chiamata o prima di raggiungere il domicilio, consultino le informazioni pregresse sulla famiglia, sulla presenza di armi o su eventuali precedenti, così da intervenire in sicurezza e con consapevolezza. Un contributo molto concreto, che ha permesso ai presenti di comprendere la complessità del lavoro delle forze dell’ordine.
La dottoressa Concetta Brugaletta, medico legale dell’Asp di Ragusa, ha invece approfondito il tema della documentazione clinica e della responsabilità sanitaria, soffermandosi sul funzionamento del Codice Rosa, il percorso protetto attivato nei pronto soccorso per le vittime di violenza. Ha spiegato come il personale specializzato accolga la donna in un ambiente riservato, garantendo ascolto, protezione e una corretta raccolta delle evidenze medico-legali.
Nel corso dell’evento, che nasce dal protocollo d’intesa firmato tra l’Ordine e l’associazione “Donne al Sud”, fortemente voluto dalla dottoressa Maria Ventura, delegata dell’Ordine all’equità di genere, con l’obiettivo di promuovere percorsi formativi capaci di rafforzare la rete territoriale di protezione e ascolto, è intervenuto anche il magistrato Marco Rota, sostituto procuratore a Ragusa, che ha offerto una riflessione sul lavoro della magistratura nei casi di violenza domestica. Ha sottolineato come, quando il reato arriva in Procura, la violenza sia già esplosa, spesso dopo anni di silenzi e tentativi di nascondere la situazione. Ha ricordato che molte donne esitano a denunciare, ma che quando la violenza coinvolge i figli la richiesta di aiuto diventa più urgente. Ha evidenziato anche la necessità di valutare con attenzione ogni denuncia, perché esistono – seppur in minoranza – casi in cui la segnalazione può essere strumentale. “Il nostro compito – ha spiegato – è distinguere con rigore, ma sempre mettendo al centro la tutela della persona offesa”.
Presente all’incontro anche l’assessora comunale ai Servizi sociali, Elvira Adamo, che ha portato il saluto dell’amministrazione e ha ribadito l’impegno del Comune nel sostenere percorsi di prevenzione e supporto alle vittime.

Al termine dei lavori, il presidente dell’Ordine, Roberto Caruso Olivo, ha espresso grande soddisfazione per la qualità degli interventi e per la partecipazione dei professionisti: «Oggi abbiamo dimostrato che la lotta alla violenza di genere non può essere delegata a un solo settore. Serve una rete, serve formazione, serve la capacità di ascoltare e di intervenire con competenza. Ringrazio tutti i relatori e i partecipanti: solo insieme possiamo costruire percorsi di protezione reali e duraturi». Un evento che ha unito competenze diverse, offrendo ai presenti strumenti concreti e una visione multidisciplinare indispensabile per affrontare un fenomeno complesso e purtroppo ancora molto diffuso.

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