Vittoria, dalle minacce al perdono: il Sindaco Aiello ritira la querela in tribunale

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RAGUSA, 03 Aprile 2026 – Si è conclusa con un atto di distensione la vicenda giudiziaria che vedeva contrapposti il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, l’assessore Cesare Campailla e un cittadino accusato di minacce aggravate. Quello che era iniziato come un momento di forte tensione istituzionale si è trasformato, nell’aula del Tribunale di Ragusa, in un esempio di umanità e mediazione.

Davanti al presidente della Sezione penale, Vincenzo Ignaccolo, si è tenuta l’udienza a carico dell’uomo che, in passato, aveva rivolto pesanti intimidazioni ai due rappresentanti della giunta vittoriese.

Tuttavia, il clima in aula è cambiato radicalmente quando l’imputato ha preso la parola per spiegare le ragioni del suo gesto. L’uomo ha chiarito che quelle grida e quelle minacce erano state dettate da un momento di profondo turbamento emotivo, causato dalle difficili condizioni di salute della figlia. Un crollo psicologico che lo aveva portato a perdere il controllo, ma per il quale ha voluto porgere le proprie scuse formali e sincere alle autorità offese.

Il sindaco Aiello, accogliendo la disponibilità al dialogo e comprendendo il dramma familiare alla base del comportamento dell’uomo, ha deciso di non procedere oltre. Attraverso il proprio legale di fiducia, al quale è stata conferita procura speciale, il primo cittadino ha formalizzato la remissione della querela.

A seguito del ritiro della querela, il procedimento è stato rinviato per la declaratoria di estinzione del reato. La vicenda non avrà dunque ulteriori strascichi giudiziari per l’imputato.

L’episodio, pur nella sua gravità iniziale, si chiude come una piccola ma significativa testimonianza di come il dialogo possa prevalere sullo scontro. “Il confronto e la comprensione del dolore altrui possono ristabilire quel rispetto reciproco tra cittadini e istituzioni che spesso rischia di rompersi sotto il peso delle difficoltà quotidiane.”

Con questo gesto, l’amministrazione ha voluto lanciare un segnale: fermezza nel rispetto della legge, ma anche massima sensibilità verso le sofferenze umane che colpiscono i membri della comunità.

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