
ROMA, 28 Marzo 2026 – Si riaccende il dibattito sulle competenze legislative tra Roma e Palermo. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale la legge della Regione Siciliana n. 3 del 30 gennaio 2026.
La normativa in questione era stata varata dall’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) per introdurre “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”.
Secondo quanto si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi, il Governo non contesta l’urgenza degli aiuti, bensì la legittimità costituzionale di alcune disposizioni contenute nel testo. Nello specifico, la legge siciliana avrebbe ecceduto le competenze previste dallo Statuto speciale, entrando in conflitto con la normativa statale in due ambiti critici:
1. Previdenza Sociale: Alcune norme avrebbero invaso la sfera di competenza esclusiva dello Stato.
2. Tutela della Concorrenza: Le misure adottate dalla Regione sono state giudicate in contrasto con i principi nazionali ed europei che regolano il mercato.
Il cuore della contestazione risiede nella presunta violazione dell’articolo 117 della Costituzione, secondo comma, lettere e) ed o). Tali commi riservano allo Stato la potestà legislativa esclusiva in materia di “moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza” e “previdenza sociale”.
“Talune disposizioni eccedono dalle competenze statutarie e si pongono in contrasto con la normativa statale,” si legge nel comunicato.
L’impugnativa apre ufficialmente un contenzioso davanti alla Consulta. Resta da capire se la Regione Siciliana deciderà di resistere in giudizio o se sceglierà la via di una modifica legislativa “riparatrice” per evitare l’annullamento dei provvedimenti, garantendo comunque i ristori promessi ai cittadini colpiti dal maltempo di fine gennaio.





1 commento su “Scontro Stato-Regioni: il Governo impugna la “Legge Maltempo” della Sicilia”
Dovrebbero stare in silenzio, proprio loro che violano lo statuto da decenni, ed i politici nostrani lo permettono.